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	<title>(m&#124;t) The W-Corner &#187; veneziano</title>
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	<description>L'angolo web di Marco Trevisan aka Bazzmann</description>
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		<title>Brunetta sindaco subito!</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2009 10:59:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Una proposta per la rinascita di una Venezia non più museo, ma città produttiva e ripopolata... o almeno ripopolabile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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<p>E&#8217; di questa mattina l&#8217;articolo del Corriere della Sera — <em>di cui <a href="http://www.renatobrunetta.it/2009/07/27/brunetta-venezia-svenduta-e-mercificata-la-colpa-e-del-%C2%ABmarchio%C2%BB-cacciari/">copia c&#8217;è nel suo blog personale</a></em> —, dove <a href="http://www.corriere.it/politica/09_luglio_27/brunetta_cazzullo_3c4b73d0-7a70-11de-8f8b-00144f02aabc.shtml">il ministro Brunetta dichiara il suo pensiero sulla cattiva gestione ventennale della città di Venezia</a> e di alcune proposte per ripartire, in modo attivo e produttivo.</p>
<blockquote><p>«Venezia oggi è la città dei magnati e dei centri sociali. Degli archistar e del­la chimica vecchia e velenosa. Dei tyco­on e dei giocatori del casinò. Una città mercificata e svenduta da una classe di­rigente che ha alzato bandiera bianca su Palazzo Grassi e sulla Punta della Do­gana, rinunciando a qualsiasi proget­tualità per il futuro, inalberando enor­mi cartelloni pubblicitari che non han­no uguali al mondo per volgarità. Una classe dirigente in fuga, come l’aristo­crazia veneziana che si arrese a Napole­one senza sparare un colpo. Eppure il Rinascimento di Venezia è possibile. È il momento giusto, perché i veneziani non ne possono più del declino di Ve­nezia; gli italiani stessi non ne possono più di una Venezia parassitaria, che non serve all’Italia. Il primo passo non sarà chiedere altri soldi; sarà ripartire da una nuova base economica»</p>
</blockquote>
<p>Mi piace il tono di proattivismo nelle parole di Brunetta, perché tocca con mano una verità che condivido a pieno, in una Venezia che spende i soldi della famosa &#8220;legge speciale a favore di Venezia&#8221; per cose inutili —  <em>come una serie di tettoie nel parco di San Giuliano che dovrebbero portare sollievo e ombra&#8230; viste fresche fresche ieri pomeriggio, ma non mi pronuncio per non diventare volgare</em> —, anziché trovare un modo per rimettere in moto una Venezia seduta e arresa su sè stessa, nonché spremuta al massimo.</p>
<p>Una città sfruttata e spremuta dagli stessi &#8220;veneziani&#8221;, molto spesso, che non contribuiscono a ritornare un po&#8217; di ossigeno ad una città moribonda, e che meriterebbero di chiudere l&#8217;attività oggi stesso.</p>
<p>A parte la sublagunare — <em>che è l&#8217;unico punto su cui non concordo molto con le proposte del ministro, non tanto per l&#8217;effettiva praticità che potrebbe dare, ma quanto per l&#8217;impatto che secondo me avrebbe sull&#8217;ecosistema lagunare</em> — trovo che le idee dell&#8217;articolo di oggi descrivano molto bene la realtà generale della città e le esigenze pratiche per ricominciare ad avere una città viva.</p>
<p>Non faccio di tutta l&#8217;erba un fascio, naturalmente, molte sono le persone che si dimostrano attive e interessate seriamente alla buona salute della città e dei loro concittadini&#8230; però non bastano per rimettere in moto l&#8217;ingranaggio, ci vorrebbe anche una spinta&#8230; brunettiana. <img src='http://marcotrevisan.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Nuova tabella alcolemica&#8230; a Venezia.</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Oct 2008 15:54:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Humour]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>
		<category><![CDATA[veneziano]]></category>

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		<description><![CDATA[Entra in vigore la nuova tabella di riferimento per il consumo di alcool nei locali pubblici, e Venezia risponde... a modo suo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><img src="http://www.marcotrevisan.it/files/image/alcolemico.jpg" alt="" width="380" height="289" /></p>
<p>Entrando in vigore la nuova regolamentazione sul tasso alcoolico di ogni bevanda consumata nei locali pubblici, ogni locale deve per l&#8217;appunto esporre una tabella di riferimento.</p>
<p>Venezia, ovviamente, si adegua&#8230; a modo suo. <img src='http://marcotrevisan.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Per i &#8220;non addetti&#8221;, la traduzione:</p>
<ol>
<li>Uno spritz: va bene!</li>
<li>Due spritz: stai attento!</li>
<li>Tre spritz: sei fregato!</li>
</ol>
<p><br class="spacer_" /></p>
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		<title>El Leon xe venexian!</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2007 14:25:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[lingua veneta]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>
		<category><![CDATA[veneziano]]></category>

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		<description><![CDATA[Non esiste una lingua veneta, non esiste una Serenissima Repubblica Veneta, non esiste un popolo radicalmente veneto.]]></description>
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			</a>
		</div>
<p>Sembra quasi un destino quello dell&#8217;indipendenza veneziana, sempre invidiata e combattuta, fino dalla sua nascita. Tanto che già agli albori Padova voleva impossessarsi della leggenda sulla nascita di Venezia, adducendola ad un manipolo di padovani andati a fondare la città.</p>
<p>E sempre più spesso, negli ultimi anni, si fa un gran parlare di Serenissima Repubblica Veneta, lingua veneta e popolo veneto.</p>
<p>E come simbolo e bandiera: il leone.</p>
<p><a href="http://marcotrevisan.it/wp-content/uploads/2007/05/b_naz_veneto1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-572" title="b_naz_veneto1" src="http://marcotrevisan.it/wp-content/uploads/2007/05/b_naz_veneto1-300x153.jpg" alt="" width="300" height="153" /></a></p>
<h2>El leon xe venexian!</h2>
<p>Non ho nulla in contrario che si parli di valorizzare il territorio Veneto, che si parli di valorizzare la cultura veneta e la storia veneta, ma usare simboli appartenenti a tutt&#8217;altra cultura e storia solo perché sono i più forti, anche nella memoria storica di ognuno di noi, distorcendo poi anche la realtà&#8230; beh&#8230; ma per favore!</p>
<h3>La Serenissima Repubblica Veneta non esiste.</h3>
<p><strong>E&#8217; esistita la Serenissima Repubblica di Venezia</strong>, che ha predominato sui mari e sul commercio navale per secoli.</p>
<p><strong>E&#8217; esistito un impero Veneziano</strong>, arrivato fino a Costantinopoli e al Mediterraneo.</p>
<p><strong>E&#8217; stato parlato il Veneziano</strong>, in tutti questi luoghi. O il latino.</p>
<p><strong>E&#8217; stato creato e usato a Venezia un complesso sistema di regole civili e penali</strong>, di governo della città e dei territori sotto il suo controllo.</p>
<p><strong>E&#8217; Venezia che ha avuto la forza di mantenere l&#8217;indipendenza</strong> dallo Stato della Chiesa, pur con le dovute mediazioni quando questo si rendeva necessario.</p>
<p>Non è un caso che la sede della Regione del Veneto, così come delle maggiori istituzioni, sia a Venezia.</p>
<p>E&#8217; stata questa piccola, ma grande città e popolo, ad entrare nella storia.</p>
<h3>La lingua veneta non esiste.</h3>
<p>E&#8217; stato quasi urlato un grido di gioia quando il Consiglio Regionale del Veneto ha approvato un documento dove è stata dichiarata l&#8217;esistenza della lingua veneta.</p>
<p>Beh, la lingua veneta non esiste.</p>
<p>Esiste il veneziano, il trevigiano, il vicentino, il veronese, il bellunese, il rovigoto, il chioggiotto, il padovano.</p>
<p>Il veneto no.</p>
<p>E&#8217; come dire che esiste l&#8217;esperanto. Si, forse la sua esistenza c&#8217;è, ma chi lo parla? Nessuno.</p>
<p>Tranne una struttura di base, il vocabolario tra città e città (e parliamo di una distanza tra una città e l&#8217;altra di non certo centinaia di chilometri) è talmente differente che due dialetti, parlati in modo radicale (quello non troppo italianizzato per capirci), non sempre si capiscono nella loro interezza.</p>
<p>Quindi, la lingua veneta non esiste.</p>
<h2>Diamo a Venezia ciò che è di Venezia.</h2>
<p><a href="http://marcotrevisan.it/wp-content/uploads/2007/05/246d5b00.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-573" title="246d5b00" src="http://marcotrevisan.it/wp-content/uploads/2007/05/246d5b00-300x112.jpg" alt="" width="300" height="112" /></a></p>
<p><strong>Se vogliamo fare una cosa saggia</strong>, e probabilmente più importante per valorizzare davvero ciò che viene chiamato &#8220;popolo veneto&#8221; (io parlerei in effetti più di territorio veneto, proprio per culture molto differenti tra loro tra provincia e provincia veneta), <strong>allora valorizziamo ogni singola cultura e storia nel territorio veneto,</strong><strong> ma non con i simboli, la storia e la cultura di Venezia.</strong></p>
<p><strong>Usiamo i simboli appropriati</strong>, e <strong>lasciamo che il Leone continui a ruggire dov&#8217;è nato: nella Serenissima Repubblica di Venezia</strong>, non veneta.</p>
<p>E per finire in tema&#8230;</p>
<p><em>&#8220;Zo &#8216;e sate dal leòn che ve mòrsego!&#8221;</em></p>
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