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Venezia, Calatrava e il ponte assurdo.

venerdì, 13 ottobre 2006

Il ponte di Rialto: 3 anni.

Nel periodo della Serenissima, il ponte di Rialto, uno dei simboli di Venezia, é stato realizzato in 3 anni.

Si usava la forza umana, carrucole, corde, pietre, ingegno. Nessun computer, nessuna tecnologia o materiale di ultima generazione.

E tutto questo nonostante l’impresa risultasse più che ardua, se pensiamo che il primo pilone delle fondazioni è formato da ben 5.000 blocchi di pietra. E non stiamo parlando di mattoncini.

Il ponte di Calatrava: 8 anni.

8 anni dopo il via, il ponte di Santiago Calatrava non solo non è nemmeno stato posato, ma sta vivendo la sua storia ai limiti dell’assurdità:

  • Costo dell’opera al momento: quasi 8 miliardi delle vecchie lire
  • Stile dell’opera: totalmente moderna, completamente fuori contesto
  • Barriere architettoniche: parrebbero ora risolte… forse… probabilmente…
  • Curiosità attuali: leggo oggi che ora sarà un ponte a “dondolo”, che arriverà ad abbassarsi, in caso di carico eccessivo di persone, fino a 4 centimetri (che a quanto pare è il limite massimo dell’accettabilità)

Quindi?

Quindi, Venezia sta pagando un ponte che non ha, un ponte che è già assurdo solo vedendone il risultato finale nella simulazione per i materiali scelti, un ponte che sta costando una follia, un ponte che paradossalmente sta facendo più danni che altro.

Altra curiosità? Possiamo considerarla banale, ma in fin dei conti non lo è proprio del tutto…

In uno dei punti di appoggio del ponte, nel lato di Piazzale Roma, esisteva una piccola “oasi” composta da panche, alberi e piante, che rendeva un po’ più vivibile l’attesa degli autobus, almeno con la bella stagione.

Ora non c’è più. Eh già, ma ci sarà un ponte bellissimo, in compenso.

Venezia è una città unica al mondo, una perla rara e di inestimabile valore. Eppure riusciamo a lasciarla a sè stessa, e trattarla peggio di quanto si meriti.

Altri miei scritti a tema

Altri commenti / notizie sulla saga del Ponte di Calatrava della Costituzione.

Riferimenti

Altri scritti che qualcun altro ha scritto in giro per il web.

Vecchi commenti:

  • 04.gen.2007 | scritto da: kosta
    il ponte è molto belo, è inutile fare polemiche pseudo architettoniche, anche Michelangelo è stato accusato di eserere fuori contesto ai suoi tempi…
  • 06.gen.2007 | scritto da: (m|t)
    Mi fa piacere che a te piaccia, a me no. :)
    Comunque sia, Venezia è bella proprio per il suo stile architettonico tutto tranne che moderno, da esso deriva proprio il fascino e il romanticismo, che la rende unica in tutto il mondo.
    Un ponte come quello di Calatrava (così come altri esempi di “innovazione” architettonica presenti in città) non c’entra proprio niente, oltre al fatto che non vedo quali problemi insormontabili possa risolvere installandolo (a soli 5 minuti c’è un bel ponte largo e spazioso).
    E poi, non è che Michelangelo e Calatrava siano propriamente allo stesso livello artistico, se vogliamo dirla tutta… :)
    Senza per questo nulla togliere a ciò in cui Calatrava sicuramente eccelle, sia chiaro.
  • 25.apr.2007 | scritto da: andy
    Leggo solo ora questi commenti, e, visto che oggi è S.Marco, l’ultima notizi a è che il ponte avrà problemi di statica sugli appoggi !!! Non conosco il livello di idiozia di chi l’ha progettato, ma credo che superi abbondantemente il suo Q.I.
    Invece che costruire un nuovo ponte, forse sarebbe meglio tenere sgombro l’esistente, quello degli Scalzi, facendo sloggiare la miriade di vuccumprà che vi sostano giornalmente.
    Al signor Calatrava, poi, sarebbe il caso di far pagare i danni, assieme a tutti gli amministratori che l’hanno assecondato in questi anni.
  • 28.apr.2007 | scritto da: ilaria
    non mi intendo di architettura, ma lo stile di Calatrava mi piace molto.. anche se in “contrasto” con la Venezia classica, un ponte moderno e semplice allo stesso tempo come puo’ essere questo di vetro, non puo’ che arricchire la particolarità della città.
  • 10.giu.2007 | scritto da: giovanni
    credo che tutto questo scetticismo sia dovuto alla scarsa informazione che si ha dell’opera, forse anche dovuta ad una buona dose di disinformazione… le verità sono molte e sempre scomode?
  • 26.lug.2007 | scritto da: Marco
    E’ un’opera che non ha alcun senso, tranne quello di involgarire una delle città più originali del mondo. Non c’entra nulla con l’ambiente circostante ed è fortemente antiestetico. Ricorda molto il ponte che c’è alla periferia di Milano in fondo a viale Forlanini (direzione aeroporto Linate) ed infatti un’opera simile può andare bene per la periferia di una grande metropoli, non certo per Venezia.
    Se proprio volevamo fare un nuovo ponte sul Canal Grande il progetto, a mio avviso, doveva essere affidato ad architetti come Renzo Piano o Kenzo Tange, che sarebbero riusciti a realizzare un’opera in armonia con l’ambiente particolare di una città come Venezia.
  • 28.lug.2007 | scritto da: mutiara
    tu ovviamente non lo userai…giusto?..se ti becco ti fotografo e posto la tua foto ;-) )))
    io ricordo solo il male di piedi per correre facendo tutto il giro per arrivare in tempo ai treni….
    a parte gli scherzi..secondo me con questo ponte, Venezia dimostra di guardare al futuro, almeno una opera moderna vede il completamento in Italia, e Venezia se ne può fregiare! io trovo che a simulazione l’impatto rimane il più discreto possibile e ben calato nel contesto: se pensi all’architettura della stazione di puro stile fascio…..non mi pare che il ponte sia poi così fuori tempo…
    ..considerazioni….
    buona Vita!
    ciao
    mutiara
  • 28.lug.2007 | scritto da: giacomo
    RAGAZZI, NON SCHERZIAMO!!!
    Salve a tutti, scusate l’intrusione, mi sono imbattuto incidentalmente in questo blog e ho letto tutti i post con interesse. Premesso che ritengo si possa discutere sul merito specifico della “rottura” della continuità architettonica veneziana, ovvero sulla sua compatibilità con elementi ultra-moderni, ritengo per lo meno disinformato chi affibbia a Calatrava un profilo da minus-habens o chi lo definisce inferiore a Piano e Tange. Gli interventi dell’architetto spagnolo, soprattutto a Valencia, sono considerati i massimi esempi di sviluppo dell’architettura organica e del design contemporaneo. Mi sembra inopportuno continuare a seguire processi di valutazione critica che non si affrancano dall’indiscussa supremazia dell’architettura italiana rinascimentale, cercando di non vedere la staticità delle proposte degli architetti nostrani sia nell’era moderna, che in quella contemporanea. Se da un lato, infatti, tutte le grandi città Europee hanno sviluppato progetti strutturali di recupero e sviluppo architettonico di ampie aree metropolitane, in Italia si contano solo piccoli e sporadici interventi…
    Ribadisco che non è mia intenzione criticare il merito della liceità di interventi moderni sul tessuto urbano veneziano, tema di cui mi piacerebbe eventualmente discutere; ritengo però totalmente errato un approccio semplicistico e disinformato alla produzione architettonica contemporanea, come se fosse qualcosa di “inferiore” o “meno bello” rispetto alle produzioni del passato.
    Saluto tutti calorosamente
    giacomo
  • 29.lug.2007 | scritto da: Power
    W Asimov
  • 29.lug.2007 | scritto da: Morgan
    Leggo con un sorriso la definizione di ponte a “dondolo”.
    Ritengo che 4 centimetri di abbasamento per una passerella pedonale di quasi 100 metri di luce sia veramente un numero basso. Mi sarei aspettato un numero piu intorno ai 20 cm a pieno carico.
    Considera che il solaio di una casa si abbassa sotto carico di 1 cm ed ha una luce di soli 5 metri.
    Le strutture nascono per essere deformabili ed è cio che le salva dai terremoti. I piu alti edifici del mondo (400-500 metri) si spostano anche di 1 metro e mezzo in punta e facendo le dovute proporzioni 4 cm su 90 metri son proprio pochi !!!
  • 29.lug.2007 | scritto da: gf9
    De gustibus non disputandum est…però prima di parlare, consiglio a tutti di farsi un bel giretto per la zona interessata (p.le Roma) ed essere obiettivi: cosa avete trovato di interessante? Forse un parcheggio multipiano con affaccio sul canal Grande? Forse un piazzale adibito a capolinea di moltissime linee di autobus e a parcheggio selvaggio? Forse la Coop in fondamenta santa Chiara? O gli imbarcaderi dell’ACTV? Oppure la stazione in stile fascista e l’adiacente ex-palazzo delle ferrovie?
    Insomma, credo che questo ponte non crei alcun disturbo alla zona, anzi…non stiamo mica parlando di san Marco…
    Tutta la zona p.le Roma-Tronchetto-Marittima può comodamente ospitare le prime opere di arte contemporanea a Venezia.
    Inoltre come ponte mi sembra molto leggero e slanciato, provate a vedere le altre opere dell’architetto spagnolo e vedrete come è stato capace di creare un’opera diversa, non troppo invasiva, ma moderna.
    Questa città deve guardare avanti e convivere con il suo passato, non morire soffocata da esso.
    Saluti
  • 08.ago.2007 | scritto da: aldo
    noi italiani vediamo il nuovo come antitesi del passato…mentre le altre capitali (e parlo di antichissime capitali) vanno avanti dimostrando che la stratificazione della città avviene ovunque e comunque e se pensata bene, funziona. io non conosco bene venezia, ma per me il ponte è un’omaggio a una città meravigliosa che non deve avere solo uno sguardo al passato, ma dimostrare di saper affrontare il futuro, con delicatezza, ma prepotenza. non parliamo di un museo chiuso a se stesso, ma di un museo all’aperto, con i suoi cittadini, i suoi problemi e che, vivendo di turismo, deve potere e sapere accettare il nuovo.. che volete? un ponte di tonnellate di marmo stile impero?!?
  • 13.ago.2007 | scritto da: Mermaid
    Buonasera a tutti…Io non capisco perchè la gente si ostina a criticare se nemmeno conosce l’argomento…Ci si può stare alle lamentele per i costi di realizzazione del ponte, ma quelle in fatto di estetica architettonica mi sembrano inopportune…E quella persona che parla di Q.I. basso dimostra di nn possedere nemmeno 1/100 del Q.I. di Calatrava, altrimenti avrebbe pensato bene di non scrivere stupidaggini. Il ponte è un chiaro segno che nello schifo in cui siamo immersi in questo mondo di oggi ancora c’è qualche testa geniale.
    W CALATRAVA
  • 15.ago.2007 | scritto da: Bigshot
    a quella persona che ha fatto il nome di renzo piano chiedo di informarsi di architettura per vedere gli obrobri (con rispetto parlando ihihih) dell’archittetto più sopravvalutato al mondo… IMHO…
    meglio tange…
    sull’utilità del ponte ho dei dubbi… ma non ho dubbi che senza costruire niente del nostro tempo a venezia dovremmo parlare di un museo e non di una città… quindi bello o non bello, utile o inutile W il ponte…
    è espressione dell’agonia della città dal punto di vista socioabitativo e quindi ben vengo, non possiamo nascondere le cose ai posteri…
  • 04.set.2007 | scritto da: paolo
    Mi dispiace, ma non è vero che venezia ha una bellezza “classica”. Al contrario Venezia è un pastiche di stili architettonici di tutte le epoche, con edifici neogotici, barocchi, romanici, ottocenteschi addossati gli un agli altri. Per questo motivo non si può dire che il nuovo ponte sia fuori contesto.
  • 10.set.2007 | scritto da: Tiger
    kosta ma vivi a venezia? sei veneziano/a? sai cosa vuol dire quel inutile ponte per tt i veneziani? sai qnt soldi abbiamo speso per metter su quel ponte? sai qnt negozi andranno in fallimento solo per comodità dei turisti imbranati k non riescono ad arrivare da piazzale roma alla stazione?!?!?…ecco se n sai le cose è meglio evitare i commenti ad un articolo
  • 15.ott.2007 | scritto da: manu
    perchè vi ostinate a voler vivere nel vecchiume? io sono a firenze e credimi…lo facesoro ua il ponte di calatrava…..
  • 13.dic.2007 | scritto da: antonio francescato
    caro Marco Trevisan, ne hai scritte di sciocchezze. Calatrava è un genio e solo lui poteva in questo momento ardire la realizzazione di un progetto per un ponte a Venezia.
    L’abbassamento del ponte in realtà è riferito allo spostamento delle pile che in maniera ingengeristica molto sofisticata, compensa lo spostamento orizzontale di queste strutture che potrebbe avvenire sia per una ragione diretta (peso complessivo, sovraccarico) che indiretta (spostamento delle pile per altre cause).
    Il ponte è elegante e sottile ma se lo volevate in pietra a questo punto propongo la canapa, è più naturale! o la chiatta.
    L’Italia non si merita calatrava ma abusivismo edilizio e progetti come Malpensa aeroporto.
  • 14.dic.2007 | scritto da: (m|t)
    Caro Antonio Francescato… :)
    Evidentemente hai letto male, al massimo posso aver scritto una sciocchezza (tra l’altro ho scritto che l’ho letto, quindi mi affido a quanto detto da altri).
    Per il resto risulta evidente che non hai letto bene, e ti invito a farlo, compreso il nuovo post:
    http://www.marcotrevisan.it/?I18n=&way=news&idn=110
    Tra l’altro ne arriverà un terzo, aggiornato alle ultime notizie.
    Infine… per piacere, non fare il saccente, io il ponte l’ho visto con i miei occhi. E la realtà la vivo da vicino.
    E sto parlando di Venezia. Non dell’Italia. :)
  • 04.gen.2008 | scritto da: kite
    Intervengo in questo forum perchè vedo che vi sta a cuore un tema senz’altro interessante, ma al tempo stesso sconcertante e desolante.
    Sull’estetica si può discutere a lungo…
    Da un particolare punto di vista in mezzo al canale, non è male, come tutti i ponti ad arco.
    Dalla maggior parte dei punti di vista a terra appare un pò pesante.
    Ma ciò che realmete ne fa un’opera speciale è il suo costo straordinario!
    Un ponte pedonale di quelle dimensioni, alquanto usuali, costa in genere, in tutto il mondo, meno di un quarto. Se costa di più è considerato un cattivo progetto.
    E quando i costi e i tempi cominciano a lievitare senza freno di solito gli amministratori esigono (o dovrebbero esigere) una spiegazione… Tutto sommato sono risorse della collettività, che non dovrebbero essere sperperate.
    Anche i tempi di costruzione in questo caso sono risultati spropositati: più di otto anni. Soprattutto se confrontati ai pochi mesi necessari per costruire il bellissimo ponte dell’Accademia!
    Sui vari problemi tecnici: direi che fanno parte del progetto e sono alla base della maggior parte degli extra costi sostenuti dalla collettività.
    Ci si potrà tornare se di interesse.
    Riguardo a Michelangelo… direi che l’accostamento è certamente fuori luogo. E in questo caso siamo del tutto immersi in due tipiche caratteristica dei nostri tempi: spreco di risorse pubbliche e “architetti di moda” che consentono ai politici del momento di realizzare, con le risorse dei cittadini, campagne d’immagine personali.
    Anche se in questo caso, alla fine, i conti forse non tornano…
    Saluti a tutti.
  • 13.feb.2008 | scritto da: Io
    Michelangelo non era fuori dal contesto, è stato accusato d’altro.
    Non diciamo idiozie.
    Il ponte è indegno di una città come Venezia, non ne rispetta nè la storia nè l’anima.
  • 23.feb.2008 | scritto da: cars
    Basta ragazzi,,finiamola di essere ottusi e di tirare in ballo sempre la concezione del contesto che non viene altro che strumentalizzata.Il CONTESTO di un luogo non e’ altro che una nozione astratta che racchiude tutti gli interventi che hanno mutato nel tempo una zona,trasformandola ogni volta in forme diverse.Delinea,pertanto, DINAMICITA’, DIFFERENZIAZIONE, due valori totali, e non come credono in molti statica uniformita’ per cui il dialogo si ottiene da unita’ simili del cosidetto ” stesso stile”; in questo modo Roma dovrebbe essere costruita solo da colonne e capitelli, campo dei miracoli a Pisa dovrebbe risultare obrobrioso visto l’installazione di elementi gotici sul duomo e battistero romanici ,,non e’ forse uscire dal contesto( sempre nell’accezione sbagliata )quello;eppure nessuno lo nota.
    Il ponte di Calatrava, dunque, fonda il nuovo contesto della zona senza inserirsi in modo brutale ma cercando un’accordo nel difficile e delicato tessuto urbanistico veneziano che, ( ricordando agli smemorati) non e’ formato da” romantici edifici antichi” ma da edifici gotici ,rinascimentali,neoclassici che nella loro epoca erano contemporanei e che magari,conoscendo la tradizional-limitata mentalita’ italiana, avranno vissuto degli stessi problemi odierni sollevati dai tutori della romanticona ( di un romanticismo sdolcinato) Venezia che oggi grazie soprattutto a questo e’ una citta’ pultroppo quasi completamente morta; il ponte di Calatrava si inserisce in questo senso come nuova speranza di rilancio.
  • 19.giu.2008 | scritto da: Arch.Simone Garofoli
    Il ponte e’ un’opera, e per tale va vista. Bella o brutta, e soggettivo. Io la considero una bella scommessa; audace, inserito bene in un contesto difficile come Venezia. Certo, assurdo il costo. Con queste cifre altro che ponti; sbagliato pagare noi gli errori dei progettisti. Ripeto, cifra assurda ma bel progetto.
  • 26.giu.2008 | scritto da: (m|t)
    Il ponte sarà pure un’opera, ma rientra tra le opere che devono pur avere qualche genere di utilità.
    Il ponte di Calatrava non porta nessun oggettivo beneficio alla cittadinanza, e nemmeno al turismo.
    Questo è il nocciolo del discorso.
    Poi, a me dov’è non piace (per esempio a Mestre, dove c’è l’Hotel Laguna Palace sarebbe la morte sua), ad alcuni altri si, e il gusto è del tutto soggettivo.
    Ma non serve. E’ un’opera che non serve. :)
  • 07.lug.2008 | scritto da: Arch.Simone Garofoli
    Anche il Crystal Palace si diceva fosse inutile…eppure…le opere d’arte a volte non servono a nulla. Venezia non ha bisogno di un ponte, ma del ponte; che senso ha fare un ponte?l’avrebbe potuto fare anche l’ufficio tecnico del comune di Venezia UN ponte. Questo e’ IL ponte, serva o non serva. Bello o brutto e’ soggettivo, se utile lo dira il tempo…
  • 25.ago.2008 | scritto da: paan88
    Beh, il ponte non è poi così brutto, pensa che al tempo del ponte di Rialto anche Andrea Palladio aveva progettato un ponte (oggi rappresentato in un dipinto nel castello di Windsor, residenza estiva dei reali d’Inghilterra), di chiarissimo stampo classicista, che aveva una galleria porticata e recava al centro un portico più elevato di quelli laterali a mo’ di tempio octastilo (guardare su wikipedia, anche se non è molto attendibile, c’è anche la foto del ponte di palladio). Coloro che avevano indetto il bando di progettazione scartarono a priori per il costo sì ma soprattutto perché non lo ritenevano “così originale”. Antonio da Ponte realizzò invece un ponte che era assai inusuale per l’epoca… con un’arcata quasi a schiena d’asino. Per quanto riguarda il fatto estetico, ecco, ripeto quanto uno aveva detto poco prima, “de gustibus non dispundandum est”. Anche la Torre Eiffel non piaceva assolutamente a molti intellettuali (tra cui il notissimo Emile Zola), che pur professandosi “moderni”, ritenevano la torre un’inutile ammasso di ferraglia, che costava immensamente e non aveva alcuno scopo se non quello di mostrare il punto di arrivo della tecnologia del ferro (siamo alla fine dell’800), tant’è che doveva essere già demolita dopo vent’anni. Ma nel corso del tempo e diventata parte integrante della storia e della silhouette urbana di Parigi e poi hanno trovato gli scopi per la torre (oltre al richiamo turistico è stazione radio, meteo etc…). Parigi è anche questo, togliere la Torre è privarle di una parte di storia, cultura e sentimenti che sono nati e cresciuti con essa. Con questo non vorrei mettere a paragone due città come Parigi e Venezia, le due più belle al mondo, ma anche assai dissimili, ma vorrei far capire come anche il ponte di Calatrava (che, pur essendo io studente in architettura, lo ritengo un po’ stolto per essersi dimenticato di renderlo accessibile ai disabili, almeno questo) forse, un giorno, diventerà così importante che non se ne potrà fare a meno…
    P.S. serve eccome! Risparmio parecchio tempo per arrivare in stazione, sennò mi tocca sempre fare il giro del ponte degli Scalzi, sempre affollatissimo….
  • 03.set.2008 | scritto da: ale_subs
    il pbma è che calatrava ha ritoccato uno dei tanti progetti che aveva nel suo studio e l’ha presentato ai veneziani…poi l’ha inviato a quelli che gli fanno i conti statici che si son ricordati che venezia sorge su una laguna, cioè terreno con una portanza circa pari a 0…quindi questi han chiamato calatrava dicendogli: bhè se rinforziamo gli argini con “un pò” di c.a si può anche fare…
    risultato?il ponte è come la punta di un iceberg, nasconde sotto di esso non so quanto cemento (considerando la levitazione dei costi lo si può capire facilmente)…utilità e estetica a parte, il ponte è architettonicamente “una gran porcata”….
  • 06.set.2008 | scritto da: (m|t)
    Architetto… “Questo e’ IL ponte, serva o non serva. Bello o brutto e’ soggettivo, se utile lo dira il tempo…”.
    Serva o non serva?! :)
    Ma scherziamo?
    Milioni di euro buttati su qualcosa di cui non siamo neppure certi della sua utilità?
    Questa è davvero bella…
  • 17.set.2008 | scritto da: Ciro
    www.thespacebetween.it Alea iacta est. Il ponte realizzato da Santiago Calatrava a Venezia è solo l’ultimo pretesto per accendere la fiamma della polemica. Soffiamo sul fuoco. Alcune cose non le capirò mai! La cultura è un patrimonio difficile da valutare e quantificare. Non si compra al supermercato e il “povero” Mazzarò sapeva bene che l’emancipazione culturale non è proporzionale alla roba posseduta. Come se non bastasse non la si acquisisce (solo) con lo studio, anzi, un’indottrinamento acritico (pratica piuttosto diffusa) nuoce alla cultura più dell’analfabetismo stesso. Su due aspetti preferirei non soffermarmi: Il gusto estetico ed il malcostume italico per cui i costi a consuntivo si dilatano notevolmente durante la messa in opera, sarebbe come chiedersi se la pipì degli angeli sia potabile.
    Un ponte “moderno” a Venezia? Perchè no, dipende dal ponte, dipende dal progetto. Non credo che qualcuno abbia gridato allo scandalo quando i vari papi nel corso dei secoli hanno arricchito la basilica di San Pietro di nuove “opere pubbliche”. Non credo che nel settecento il colonnato del bernini sia stato innaugurato di notte per evitare le vehementi proteste dei campanari del cupolone. Tantomeno credo che ad amalfi abbiano fatto lo sciopero delle tonnare quando hanno messo le guglie gotiche al duomo romanico (come dire il pecorino sulle cozze). Questi buffi collage che ci appaiono come un unicum da custodire e preservare sono solo l’aspetto più visivile delle contaminazioni culturali avvenute con il succedersi delle epoche. Pare che oggi vada di moda mettere sotto vuoto il passato per evitare che sia intaccato dal presente. Si imbalsamano i morti, Venezia è morta? I casi sono due, o la nostra civiltà ha raggiunto un livello culturale tale da correggere gli errori dei secoli passati o talvolta usiamo troppa parsimonia verso i nostri neuroni per evitare di sciuparli. Non mi pare che il parco del Mercatello sia diventato un moderno peripato, non ho visto passeggiarvi novelli aristotele con tanto di discepoli assetati di sapere al seguito, ragion per cui escluderei la prima ipotesi. Il patrimonio architettonico oggi non è solo ostentazione di potenza economica ma è anche e soprattutto un business. Questo ponte può non piacere , può essere inutile come un Van Gogh appeso in salotto ma va preso per quello che è: l’opera del più grande ideatore di ponti degli ultimi secoli. Un ponte di Calatrava non è solo un’infrastruttura ma è una griffe, qualcosa che si candida a diventare segno distintivo di una città. Parigi era già ricca di monumenti quando si è deciso di non demolire la torre Eiffel, ed oggi è il suo simbolo più immediato. Quella della giunta Cacciari mi sembra un’operazione che valorizza un territorio più che violentarlo. Forse chi grida allo scandalo non lo fa per amore dell’arte, o ha paura che gli venga scippata sotto al naso un’abitudine visiva o forse viene strumentalizzato da chi ha intenzione di screditare una parte politica.
  • 17.set.2008 | scritto da: Ernesto
    Il ponte di Calatrava è bellissimo, è un’opera di architettura moderna inserita in un contesto che di moderno non ha niente, ma ci sta benissimo. Inoltre ha un legame stretto con gli altri ponti di Venezia:L l’inaccessibilità da parte delle persone con disabilità. Quindi è un perfetto menage tra antico e moderno, un mix tra l’indifferenza antica e la superficialità moderna. Calatrava è un grandissimo architetto, e come tutti gli architetti di questo mondo non sa una sega di barriere architettoniche (o meglio non glie ne importa una sega…)
  • 24.set.2008 | scritto da: fede
    penso che rappresenti un “ponte” tra l’epoca della Serenissima e i nostri giorni, i tempi moderni, frenetici e kaotici.
    Penso che se non l’avessero fatto ora staremo qui a polemizzare sul perchè e il per come…
    saranno mica queste le problematiche di Venezia…ma non mi fate ridere!!!!
    perchè non parliamo del fatto che l’altra mattina sono andata a fare colazione…spremuta e caffè…spendendo 4 euro, e che i miei vicini di “banco” stranieri prendendo 2 caffè e 2 cornetti ne hanno spesi 18?!?!?!?!?
    allora, per favore, invece di trovare, come sempre, problemi futili ed inutili su cui dibattere, cerchiamo di aprire si gli occhi sui veri drammi di questa città…che sta diventando troppo cara anche per noi!!!
    disprezziamo tanto la mafia, senza renderci conto che ce l’abbiamo in casa!!!
  • 02.ott.2008 | scritto da: elena
    carissimo.. QUANTO MI DANNO FASTIDIO LE PERSONE COME TE capaci solo di criticare magari senza neanche sapere quello di cui parlano.. dimmi un po.. pensi che per progettare qualcosa ai tempi nostri nn serva ingegno e fatica? fammi un favore.. inoltre immagino che tu nn sappia neanche lontanamente il motivo per cui sono stati impiegati 8 anni x fare il ponte.. dunque tieni la bocca chiusa e fai un favore a te stesso, non renderti ridicolo.. altra cosa.. vorresti dirmi che avresti voluto che al posto di un ponte come questo, che almeno è adeguato all’epoca in cui è stato costruito, fosse stato “scimmiottato” un ponte alla maniera di tutti gli altri già esistenti a Venezia? dimmi un po.. avrebbe avuto senso? una cosa certa è che Venezia è una città piena di fascino e unica per il suo stile.. ma sarebbe così se un tempo tutti avessero avuto i tuoi stessi pensieri e avessero continuato a riproporre sempre la stessa minestra??? la grandezza di una persona o di un’epoca sta solo ed esclusivamente nella sua originalità..! (ti semplifico le cose..vuoi un’esempio? prendi le opere cubiste..se uno le guarda oggettivamente sembrano spesso fatte da bambini di tre anni.. però è l’idea innovativa che ci sta dietro che conta) pensa un po a quello che ti ho detto e abbi il coraggio di rispondere sinceramente..
  • 06.ott.2008 | scritto da: una persona obbiettiva
    in Italia,purtroppo,funziona così!Siamo capaci di criticare opere che sono costate miliardi!Gli
    ingenieri non se ne potevano accorgere prima che il nuovo ponte stona con il contesto archittettonico della città?
  • 07.ott.2008 | scritto da: (m|t)
    Elena… ora, prendi un respiro lungo e profondo con me… respira ancora… ancora un pochino…
    Ora… con calma, appurerai sinceramente che le critiche che mi hai mosso non c’entrano una sega con quello che ho scritto… :)
  • 10.ott.2008 | scritto da: fede
    Marco, non ti offendere, ma penso che tu abbia una dose non indifferente di tempo da perdere per crerare un blog di polemica contro il ponte di Calatrava…;b
    E dimostri di avere una mentalità a dir poco all’antica con le tue riflessioni…il cambiamento porta alla crescita, il mondo avanza e Venezia, come del resto tutta l’Italia, rimane lì, legata al proprio passato prestgioso…
    A me piace molto quel ponte, proprio perchè non c’entra nulla con tutto il resto, rende Venezia ancora più magica…dovresti lasciarti andare e demolire i toui limiti quando lo osservi, non puoi capire che spettacolo ti stai perdendo…
  • 09.nob.2008 | scritto da: (m|t)
    Fede, non ti offendere, ma credo ti manchi qualche diottria se dici che ho creato un blog ad hoc per fare polemica… visto che questo sito esiste dal 2002. ;) Sul resto del tuo commento, beh, io dovrei demolire più chi sperpera i soldi cittadini su progetti non utili (tra l’altro affermando poi che mancano soldi per le cose utili…) :)
  • 10.dic.2008 | scritto da: aol
    Che calatrava sia un genio è tutto da dimostrare. Negli stessi giorni in cui si inaugurava il suo “ponte” a Venezia (significativamente, di notte; non avendo il coraggio di reggere la luce del giorno) un altro “ponte ” del suddetto pativa un crollo parziale nella sua nativa Valencia e un altro ancora era criticato a new York per i lunghi tempi di realizzazione e i costi lievitati (ma allora è un vizio!). Avevo segnalato la cosa al corriere della sera, ma evidentemente quei signori non ti prendono in considerazione se osi criticare uno dei loro (i.e. cacciari). Questo blog è molto utile per dare voce ai cittadini stufi di veder sprecare il denaro pubblico per realizzare schifezze che non sono solo inutili, ma dannose. Signori che osannate il calatrava: ma avete letto sui giornali quanta gente si sta rompendo le ossa sul suo “ponte”? Se questo è genio, viva l’imbecillità, che infatti trionfa in tale “ponte” e in chi gliela fatto fare.
  • 21.gen.2009 | scritto da: futuro architetto
    a me la passerella piace molto però devo dire che rovina un pò il paesaggio veneziano dove tutte le case o quasi sono in stile gotico

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si narra che...

“Quando consideri una cosa senza attribuirle il colore dei tuoi desideri e delle tue preferenze, la vedi nella sua semplicità originaria.”
Detto Zen

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