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Calatrava: ovovia o vaporetto?

sabato, 30 agosto 2008

Certo è che questo ponte farà sicuramente storia. Non per la sua utilità o particolare bellezza, ma per la serie di nubifragi polemici che gli si sono abbattuti contro. Credo che Calatrava, altrettanto, non sia mai stato nominato così tanto a Venezia come in questo ultimo anno.

Ma tant’è, passiamo ai fatti.

Sul ponte ho già parlato e commentato molto, ma pare che anche l’ovovia voglia dare il suo contributo e non essere da meno sull’assurdità di tutta la faccenda.

Blade Runner, Aeon Flux o siamo ancora a Venezia?

Il Comune di Venezia ha presentato il progetto dell’ovovia per i diversamente abili ancora un bel po’ di tempo fa , con un certo orgoglio e fierezza nel prodotto finito.

In pratica, una palla che scorrerà all’esterno del ponte e traghetterà chi necessita da una parte all’altra. Un moderno Caronte insomma.

Non mi metto a dare un commento estetico, che non incontrerà sicuramente i sostenitori del ponte, perciò mi focalizzo semplicemente sulla sua utilità.

Desidera un carretto, o un cavallo a vapore?

Franco Bomprezzi, giornalista disabile nonché direttore della rivista “Mobilità”, dichiara «L’ovovia non è che un ripiego, ci mette 17 minuti ad attraversare il ponte di Calatrava. Ma appena sarà in funzione la voglio provare!».

17 minuti sono un quarto d’ora in più rispetto al tempo che ci impiega il normale vaporetto di linea, ovvero 3 minuti. Anche abbondando, tra ritardi e menate varie, solo in casi eccezionali potrebbe impiegarci lo stesso tempo.

E sulla volontà di inaugurare comunque il ponte senza ovovia, il consigliere Toso ha formalmente presentato le sue dimissioni.

Sgarbi, sulla decisione del rinvio dell’inaugurazione ufficiale ha dichiarato: «Sono contento: è un’opera non necessaria, quindi dannosa», riferendosi al quarto ponte in generale.

Avanti tutta comunque, miei prodi!

Nonostante tutto, nonostante la folle cifra spesa per questa opera completamente inutile, nonostante la città necessiti non di orpelli ma di evitare di diventare una città museo (in questo caso non solo colpa delle amministrazioni comunali, ovviamente), la fiera dell’inutilità continua a marciare senza arresti.

Un bel segno di quanto l’amministrazione comunale ascolti i propri elettori e i propri concittadini, che hanno ben altri bisogni.

Ma tant’è, se il buon Cacciari definisce “stupidino” un ragazzo che ha applicato le normative vigenti (o quantomeno ha avuto il buon senso di usare la testa e verificare cosa poteva fare) di fronte ad un velo, figuriamoci il resto…

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Cultura, Pensieri

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PL

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“Se litighi con un ubriaco, ricordati che offendi un assente.”
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