w-corner | marco trevisan

Venezia… e le sirene di Ulisse o del terzo tipo? …mah!

lunedì, 14 maggio 2007

Eh eh… pensavamo noi che il terzo appuntamento con il ponte di Calatrava a Venezia fosse la sola nuova chicca da raccontare… e invece no!

Cosa non farebbe questa amministrazione per mantenere viva la nostra attenzione sulla città e darci dentro con i progetti inutili… ma costosissssssimi… capperi & perdincibacco, oserei esclamare!

La novità? Il nuovo sistema di allarme per l’alta marea.

Oh, roba testata eh… mica roba buttata li… cioè, voglio dire, fatta con testa eh.

Ma andiamo con ordine…

Incontri ravvicinati del… boh… tipo.

Un bel giorno sono a Venezia che sto parlando con un amico… ad un certo punto, quasi in lontananza, un suono quasi onirico, vellutato, di altre dimensioni… che carezza le orecchie, ammicca alla tua riserva di sonno non ancora soddisfatta, ti applica amorevolmente due o tre centimetri di ovatta nelle orecchie…

“Che cacchio è ‘sto suono? Non è che hai cambiato suoneria vero?”
“Io?”
“Eh, no… io…”

Questo è più o meno lo scambio ad alto livello intellettuale che ho avuto con il mio amico. Ma poco dopo un’illuminazione… più detta come battuta che altro… però, sai, con la genialata del ponte di Calatrava che incombe e aleggia nell’aria… una vocina in fondo suggerisce che potrebbe anche non essere così campata in aria come idea…

“Ma dai… vuoi vedere che stanno provando delle nuove sirene per l’acqua alta?!”
“Ma non dire puttanate… dai su…”
“Bah… secondo me è così… sempre che non stiano comunicando con dei Venusiani o giù di li…”

Tutto questo accade 2 mesi fa, ed è oggetto di qualche sporadica discussione sull’argomento con amici e parenti.

Cacchio, ma siamo invasi davvero!

Bene. Il giorno 7 dicembre 2007, a braccetto con la chicca di Calatrava, scopro che la battuta è una realtà e con grande orgoglio viene annunciato che…

“Il segnale di nuovo tipo è costituito in realtà di due elementi: il primo è una riproduzione elettronica della classica sirena (quella elettromeccanica di tipo bellico risalente ai tempi della guerra come contraerea mandata in pensione dal nuovo sistema – n.d.r.) che ha il compito di avvisare che è in arrivo l’alta marea. Il secondo fornisce l’indicazione sull’altezza prevista dell’acqua. Si tratta di quattro tipi di suoni ben determinati, a ciascuno dei quali è associata una differente altezza.

In sostanza, a 110 cm suonerà in un modo, a 120 il primo suono sarà accompagnato da un secondo di tonalità diversa (tipo un do-re) e via così al quarto tono che segnala i 140 cm (tipo un do-re-mi-fa).

Ma attenzione

“Per arrivare a questo sistema – aggiunge Massimo Warglien, docente di economia (economia?! vabbè… – n.d.r.) a Ca’ Foscari – sono stati condotti molti test su un campione rappresentativo della popolazione veneziana.”

Pure uno studio hanno fatto! Ma dai! E pensare che ci si convive… da quanto… vediamo… un millennio, detta a spanne?

Prima di spiattellare li il costo dell’opera (brrr…) va detta una cosa… chiunque abiti e lavori a Venezia, è sempre ben informato dal centro maree sulla situazione del giorno dopo sull’alta marea… e dato che “6 ore cala, e 6 ore cresce” (perché segue un ciclo ben preciso e conosciuto)… questo sistema è assolutamente, ed ulteriormente, inutile.

Ma veniamo al costo e poi vi lascio con una chicca di Lino Toffolo pubblicata su Il Gazzettino dello stesso giorno: totale spesa un milione di euro.

No, lo ripeto eh… UN MILIONE DI EURO.

Giuro non ho parole. Ma prenderei volentieri il badile e lo darei sulle gengive a qualcuno.

Vi lascio a Lino Toffolo va… così ci facciamo almeno due risate…

Ma sì, buttiamola in musica (di Lino Toffolo).

«Come mai è venuto dalla terraferma con una bottiglia d’acqua mezza vuota?». «Perché so che qui l’acqua sei ore cala e sei ore cresce, e non volevo correre il rischio – soprattutto con le maree eccezionali – che mi fuoriuscisse per strada!».

L’acqua alta – pur essendo il sistema migliore per pulire la città – è uno dei nostri problemi. E in attesa del Mose, finora ci hanno sempre avvisato con le sirene: che soprattutto di notte, per gli anziani (la stragrande maggioranza dei veneziani) hanno sempre un suono-ricordo-avviso-bombardamenti”ocio che arriva la bomba!”.

Come risolvere il problema? Idea! «Mettiamo una musichetta!». Esempio di antico slogan “la fantasia del potere” devono essersi messi in tanti a pensarla così originale, perché uno da solo difficilmente ce la fa.

Al bar avevano proposto di recuperare i sopravvissuti della banda cittadina e farli suonare agli angoli delle calli. Altri di scritturare delle nuotatrici vestite da sirenetta che per i canali, uscissero a sorpresa dall’acqua, e con voce altoparlante-supermercato, avvisassero gli abitanti «attenzione, l’acqua sta crescendo. Stivali pronti!». Un’idea era anche di mandare gli anziani più arzilli a suonare i campanelli delle case. «Chi è?». «Acqua alta!». «Varemengo, noi abitiamo al terzo piano, e stavamo dormendo!».

Mi sembra – si vocifera in segreto – che se non ci fossero stati i soldi, la soluzione ideale, sarebbe stata di sparpagliare un migliaio di musicisti per tutta la città, che parallelamente all’acqua, con crescendo rossiniano, sfociassero in un rock sfrenato in caso di un nuovo ’66: «Trovati violinisti veneziani bagnati che continuavano a suonare sull’altipiano di Asiago!».

fonte: Il Gazzettino del 7 dicembre 2007, pagina 3.


, , , , , ,

Cultura, Pensieri

Nessun commento ancora... | Cosa ne pensi?

PL

1 di 11

si narra che...

“Il Vero giusto é colui che si sente sempre a metà colpevole dei misfatti di tutti.”
Kahlil Gibran

le ultime 5

foto e dintorni

nuvole

21 dicembre 2012 2012 abruzzo acqua alta aiuto assurdo attualità autore sconosciuto cacciari calatrava calendario maya cina comune di venezia Cultura Dojo film foto fotografie gratuito Humour inutile italiani jamendo libro maya messico Musica musica gratuita musica selezionata nuova era nuova produzione bazzmann pablo neruda poesia ponte reportage fotografico scienza spese inutili storia Taisen Deshimaru the movie project traduttori automatici veneto venezia veneziano zen