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	<title>(m&#124;t) The W-Corner &#187; Cultura</title>
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	<description>L'angolo web di Marco Trevisan aka Bazzmann</description>
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		<title>L&#8217;anno dell&#8217;uragano.</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 17:27:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Dojo]]></category>
		<category><![CDATA[Joe R. Lansdale]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>

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		<description><![CDATA[Estratto dal libro di Joe R. Lansdale, "Il giorno dell'uragano".]]></description>
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			</a>
		</div>
<p>Ore 18.30</p>
<p>In un pomeriggio più caldo di due ratti che trombano in un calzino di lana, John McBride, uno e ottantacinque abbondanti, quasi cento chili, le manone come prosciutti, un fisico da cinghiale selvatico con un carattere dello stesso genere, arrivò all&#8217;isola di Galveston col traghetto che veniva dalla costa del Texas; aveva una sei colpi sotto il spprabito e un rasoio in una scarpa.</p>
<p>Mentre il traghetto attraccava, McBride mise giù la valigia, si tolse la bombetta, prese un bel fazzoletto bianco nuovo di zecca da una tasca del soprabito, lo usò per asciugare l&#8217;inceratino della bombetta, poi per detergersi il sudore dalla fronte, quindi se lo passò sui radi capelli neri per rimettersi infine il cappello.</p>
<p>A San Francisco un vecchio cinese gli aveva detto che i capelli li stava perdendo perché portava sempre il cappello, e McBride aveva deciso che poteva anche avere ragione; però adesso il cappello lo portava per nascondere la propria calvizie. All&#8217;età di trent&#8217;anni sentiva di essere troppo giovane per perdere i capelli.</p>
<p>Il cinese gli aveva venduto a una cifra considerevole un tonico dall&#8217;odore dolciastro che avrebbe dovuto risolvere il suo problema. McBride lo usava con devozione religiosa, strofinandoselo sullo scalpo. Finora, l&#8217;unico effetto visibile era stata la lucidatura della sua pelata. Se mai fosse tornato a San Francisco era il caso di andare a trovare quel cinese, magari per fagli un paio di bernoccoli sulla testa.</p>
<p>“<strong>Il giorno dell&#8217;uragano</strong>“, <br />
 Joe R. Lansdale — pag. 19-20<br />
 (Fanucci Editore)</p>
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		<title>Le origini di Venezia svelate.</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 15:52:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[origini]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo molti anni la leggenda sulle origini di Venezia è stata confermata e, per molti, svelata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p>Per anni, se non decenni, molti sono stati gli studiosi intenti a trovare le vere origini di Venezia.</p>
<p>Non da meno per secoli varie genie <a href="http://www.marcotrevisan.it/?I18n=it&amp;way=news&amp;idn=100">hanno tentato di impossessarsi</a> della cosiddetta &#8220;<strong>leggenda di Venezia</strong>&#8220;, ovvero quella storia tramandata fino ad oggi dal giorno della sua fondazione (stiamo parlando del 465 a.C., anno più anno meno).</p>
<p><img src="http://www.marcotrevisan.it/files/image/b_naz_veneto1.jpg" alt="" width="350" height="179" /></p>
<p>Storia che racconta di un manipolo di uomini che con <em>tenacia, determinazione e forza</em> ha dato il via a quella che per secoli sarà una vera città-impero e che oggi è definita a ragione una città unica al mondo.</p>
<p>Ebbene, tagliando la testa al toro, <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_settembre_16/venezia_segreta_7d74d8da-83b1-11dd-8a6a-00144f02aabc.shtml">oggi viene confermata la vera leggenda</a>, quella che vuole <strong>Venezia creata da un gruppo di persone originarie di Altino</strong>, a cui successivamente si aggregheranno anche altre, provenienti da varie parti.</p>
<p>Certo non fa parte di quelle notizie che possono cambiare la vita ai più, ma è senza dubbio uno di quei tasselli storici che vanno a porre una certezza su quelle intuizioni, quegli studi, quelle analisi che molte persone nel tempo hanno fatto.</p>
<p>Per altri — <em>tra cui il sottoscritto</em> —, invece, il cui DNA e sangue <em>istintivamente</em> pulsavano di fronte ad affermazioni sulle origini diverse da quella oggi confermata, può rappresentare una calda carezza all&#8217;orgoglio di appartenere ad una discendenza importante come quella veneziana.</p>
<p>Quello che si può dire &#8220;<em>una questione d&#8217;istinto su un buon sangue che non mente</em>&#8220;.</p>
<p><em>Viva el leòn!</em></p>
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		<title>Il Dojo.</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2005 11:04:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dojo]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[il vero zen]]></category>
		<category><![CDATA[Taisen Deshimaru]]></category>
		<category><![CDATA[zen]]></category>

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		<description><![CDATA[
			
				
			
		
Il dojo è il luogo in cui si pratica la meditazione, è bodhimanda, in sanscrito, «luogo di saggezza». L&#8217;ambiente deve essere calmo, sereno, immerso in un perfetto silenzio. Nulla deve potere attirare lo sguardo, per non turbare la concentrazione spiriturale.
Il dojo deve essere tenuto in condizioni perfette: avrà una temperatura costante, vi farà fresco d&#8217;estate [...]]]></description>
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			</a>
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<p>Il <em>dojo</em> è il luogo in cui si pratica la meditazione, è <em>bodhimanda</em>, in sanscrito, «luogo di saggezza». L&#8217;ambiente deve essere calmo, sereno, immerso in un perfetto silenzio. Nulla deve potere attirare lo sguardo, per non turbare la concentrazione spiriturale.</p>
<p>Il <em>dojo</em> deve essere tenuto in condizioni perfette: avrà una temperatura costante, vi farà fresco d&#8217;estate e d&#8217;inverno ci sarà un confortevole tepore. Vi sarà sempre un gradevole odore, perchè coloro che praticano <em>zazen</em> dovranno curare sempre la propria pulizia e ogni sentore corporeo dovrà essere rigorosamente bandito.</p>
<p>La tradizione richiede che un altare si innalzi al centro del <em>dojo</em>, oppure a uno dei lati, adorno di un&#8217;immagine o di una statua del Buddha, con fiori sempre freschi e il profumo dell&#8217;incenso aleggiante ovunque.</p>
<p>&#8220;<strong>Il vero zen</strong>&#8220;, <br />
 Taisen Deshimaru &#8211; pag. 28<br />
 (Piccoli Saggi, Oscar Mondadori)</p>
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