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	<title>(m&#124;t) The W-Corner &#187; comune di venezia</title>
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	<description>L'angolo web di Marco Trevisan aka Bazzmann</description>
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		<title>Brunetta sindaco subito!</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2009 10:59:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una proposta per la rinascita di una Venezia non più museo, ma città produttiva e ripopolata... o almeno ripopolabile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p>E&#8217; di questa mattina l&#8217;articolo del Corriere della Sera — <em>di cui <a href="http://www.renatobrunetta.it/2009/07/27/brunetta-venezia-svenduta-e-mercificata-la-colpa-e-del-%C2%ABmarchio%C2%BB-cacciari/">copia c&#8217;è nel suo blog personale</a></em> —, dove <a href="http://www.corriere.it/politica/09_luglio_27/brunetta_cazzullo_3c4b73d0-7a70-11de-8f8b-00144f02aabc.shtml">il ministro Brunetta dichiara il suo pensiero sulla cattiva gestione ventennale della città di Venezia</a> e di alcune proposte per ripartire, in modo attivo e produttivo.</p>
<blockquote><p>«Venezia oggi è la città dei magnati e dei centri sociali. Degli archistar e del­la chimica vecchia e velenosa. Dei tyco­on e dei giocatori del casinò. Una città mercificata e svenduta da una classe di­rigente che ha alzato bandiera bianca su Palazzo Grassi e sulla Punta della Do­gana, rinunciando a qualsiasi proget­tualità per il futuro, inalberando enor­mi cartelloni pubblicitari che non han­no uguali al mondo per volgarità. Una classe dirigente in fuga, come l’aristo­crazia veneziana che si arrese a Napole­one senza sparare un colpo. Eppure il Rinascimento di Venezia è possibile. È il momento giusto, perché i veneziani non ne possono più del declino di Ve­nezia; gli italiani stessi non ne possono più di una Venezia parassitaria, che non serve all’Italia. Il primo passo non sarà chiedere altri soldi; sarà ripartire da una nuova base economica»</p>
</blockquote>
<p>Mi piace il tono di proattivismo nelle parole di Brunetta, perché tocca con mano una verità che condivido a pieno, in una Venezia che spende i soldi della famosa &#8220;legge speciale a favore di Venezia&#8221; per cose inutili —  <em>come una serie di tettoie nel parco di San Giuliano che dovrebbero portare sollievo e ombra&#8230; viste fresche fresche ieri pomeriggio, ma non mi pronuncio per non diventare volgare</em> —, anziché trovare un modo per rimettere in moto una Venezia seduta e arresa su sè stessa, nonché spremuta al massimo.</p>
<p>Una città sfruttata e spremuta dagli stessi &#8220;veneziani&#8221;, molto spesso, che non contribuiscono a ritornare un po&#8217; di ossigeno ad una città moribonda, e che meriterebbero di chiudere l&#8217;attività oggi stesso.</p>
<p>A parte la sublagunare — <em>che è l&#8217;unico punto su cui non concordo molto con le proposte del ministro, non tanto per l&#8217;effettiva praticità che potrebbe dare, ma quanto per l&#8217;impatto che secondo me avrebbe sull&#8217;ecosistema lagunare</em> — trovo che le idee dell&#8217;articolo di oggi descrivano molto bene la realtà generale della città e le esigenze pratiche per ricominciare ad avere una città viva.</p>
<p>Non faccio di tutta l&#8217;erba un fascio, naturalmente, molte sono le persone che si dimostrano attive e interessate seriamente alla buona salute della città e dei loro concittadini&#8230; però non bastano per rimettere in moto l&#8217;ingranaggio, ci vorrebbe anche una spinta&#8230; brunettiana. <img src='http://marcotrevisan.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Ponte di Calatrava: rasentando la follia.</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Sep 2008 15:53:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Neanche fosse il Sacro Graal, verrà tenuto d'occhio da 10 vigili al giorno, per la bellezza di 584.000 euro all'anno. Perché non metterlo sotto una teca di vetro?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p>Neanche fosse il Sacro Graal, <a href="http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Venezia&amp;Codice=3916959&amp;Data=2008-9-24&amp;Pagina=1"><strong>il nuovo ponte della Costituzione <del>avrà</del> ha a disposizione ben 10 vigili armati</strong></a> a tenere d&#8217;occhio che il <del>bimbo</del> vecchio — <em>povero piccino</em> — non abbia a che fare con tanti cattivoni che lo imbrattino e/o lo vandalizzino, <a href="http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Venezia&amp;Codice=3918116&amp;Data=2008-9-25&amp;Pagina=3">tanto cade già a pezzi</a>.</p>
<p>Un bel cartello che informa tutti sui divieti da seguire e tante belle indicazioni su come fare in modo che questa bellissima inutilità non venga imbruttita. Proporrei all&#8217;amministrazione comunale di far creare da Calatrava — <em>con cui non ho nulla contro</em> — una bella teca di vetro per riparararlo dai cattivoni.</p>
<p>E gli altri ponti di Venezia: Rialto, Paglia, Guglie, ecc. ecc.?</p>
<p>Machissenefrega&#8230; si aprano in due, li imbrattino, li buttino giù&#8230; tanto noi c&#8217;abbiamo sto bel pontone rosso, checcefrega.</p>
<p>Ma il bello qual&#8217;è? Che tutta questa attenzione, facendo un rapido calcolo, <strong>costerà alla città</strong> <strong>ogni anno</strong> <strong>&#8220;solo&#8221; 584.000 euro</strong>.</p>
<p>No, lo riscrivo a lettere che non ci credo ancora&#8230;</p>
<p>CINQUECENTO OTTANTAQUATTRO MILA</p>
<p>Qui stiamo seriamente rasentando la follia, follia pura e del tutto menefreghista dei problemi — <em>quelli veri</em> — della città.</p>
<h2>Eppur si muove.</h2>
<p>Mi sono tolto lo sfizio e sono salito sul ponte, io e la <a href="http://gallerialeon.com/">Vale</a>. Mi sembrava di essere appena sceso dal ponte votivo del Redentore.</p>
<p>Per chi non l&#8217;avesse mai fatto — quello votivo intendo —, dopo averlo attraversato si ha una sensazione di instabilità, dato che il ponte è fatto da barche e attraversa tutto il canale della Giudecca.</p>
<p>Il ponte ha veramente un&#8217;oscillazione piuttosto sensibile e non fatico ad immaginare che effetto possa produrre sugli anziani, o su chi comunque è più sensibile a questo tipo di effetti &#8220;statici&#8221;.</p>
<p>In più, come se non bastasse, la discesa è paradossale&#8230; si deve giocare a &#8220;indovina dov&#8217;è il prossimo gradino&#8221;.</p>
<p>Cazzo, un bell&#8217;affare sto ponte&#8230; prooooooprio un bell&#8217;affare.</p>
<p>Talmente bello che l&#8217;ho voluto anche immortalare.</p>
<p>Chi mi dice quanti gradini ci sono, vince un viaggio premio sul ponte.</p>
<p><img src="http://www.marcotrevisan.it/files/image/ponte-di-calatrava-002.jpg" alt="" width="375" height="500" /></p>
<h3>Vecchi commenti (inviati sulla vecchia piattaforma):</h3>
<ul>
<li><strong>02.ott.2008 | scritto da: elena</strong><br />
 se hai tutti sti problemi&#8230;&#8230;le vedi le ringhiere?????</li>
<li><strong>07.ott.2008 | scritto da: (m|t)</strong><br />
 elena&#8230; cosa ti sfugge della parola &#8220;gradino&#8221;? <img src='http://marcotrevisan.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </li>
<li><strong>05.dic.2008 | scritto da: Vedro</strong><br />
 Io sono contraria a questo inutile, costoso e problematico ponte e supporto moralmente tutti quelli che su di esso son caduti, ma&#8230;<br />
 (resti tra noi)<br />
 l&#8217;ho attraversato anch&#8217;io&#8230; e non sono mai caduta, mai avuto problemi di gradini e/o di luci&#8230;<br />
 Cos&#8217;è? Sono un maga? Sono super dotata? (Dubito fortemente&#8230;)</li>
<li><strong>18.dic.2008 | scritto da: (m|t)</strong><br />
 @vedro: neanch&#8217;io sono caduto se è per questo, ma nella progettazione di un ponte (come di tante altre cose, web compreso) vanno tenuti in considerazione vari aspetti percettivi, che variano da persona a persona.<br />
 Per esempio, ci sono persone che non hanno la vista completa di senso della profondità, ci sono i daltonici, gli anziani e altre forme, diciamo, semplici di uso &#8220;personale&#8221; dell&#8217;occhio.<br />
 Perciò progettare un ponte che non tenga conto di tutti questi aspetti (che sono conosciuti da decenni), pagato a caro prezzo tra l&#8217;altro, è assurdo.<br />
 E dico assurdo perché siamo sotto Natale. <img src='http://marcotrevisan.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </li>
</ul>
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		<title>Targhe alterne inutili? Ma dai. Pensa te.</title>
		<link>http://marcotrevisan.it/cultura/targhe-alterne-inutili-ma-dai-pensa-te/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Apr 2008 15:40:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci si accorge che il provvedimento delle targhe alterne è inutile e l'Unione Europea ora impone misure più intelligenti, a quanto pare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p>Diamine, e poi parliamo male delle amministrazioni locali. Miscredenti, irriconoscenti e maleducati che non siamo altro. Tsk.</p>
<p>Riporto uno stralcio di un articolo che ho letto giusto stamattina:</p>
<blockquote><p>L&#8217;uomo che ha inventato le targhe alterne, ne decreta la fine. Basta, si è conclusa un&#8217;epoca &#8211; dice l&#8217;assessore provinciale all&#8217;Ambiente, Ezio Da Villa.</p>
<p>Ma non è solo perché i risultati sono assolutamente scadenti rispetto alle energie impiegate e al fastidio dato ai cittadini.</p>
<p>«Fin dall&#8217;inizio &#8211; spiega Da Villa &#8211; sapevamo che un provvedimento del genere ha effetti veri solo se è esteso almeno all&#8217;intera Pianura padana. Attuare blocchi minimi del traffico in una zona non porta praticamente a nulla o, comunque, incide talmente poco che non ha proprio senso». E poi non ci sono solo le auto e i camion, ci sono le industrie e gli impianti di riscaldamento.</p>
<p>Questi sono gli interventi strutturali che solo la Provincia e il Comune di Venezia hanno promosso, da soli, portando a casa ottimi risultati, ma insoddisfacenti visto che la diminuzione del carico inquinante attuata a Venezia si diluisce poi nell&#8217;aria superinquinata della Pianura padana. Ma adesso arriva l&#8217;Unione europea a mettere tutti in riga. Se l&#8217;Italia non vuole pagare multe miliardarie allora deve darsi una mossa e applicare misure strutturali di contenimento dell&#8217;inquinamento atmosferico.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Venezia&amp;Codice=3759145&amp;Data=2008-4-19&amp;Pagina=1">Il Gazzettino</a></p>
</blockquote>
<p>Ora, io non faccio l&#8217;assessore e lungi da me insegnare il mestiere altrui, ma evidentemente qualcosa non torna nell&#8217;affermazione fatta, anche se il <a href="http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Venezia&amp;Codice=3759268&amp;Data=2008-4-19&amp;Pagina=7">resto dell&#8217;articolo</a> si potrebbe considerare interessante.</p>
<p>Affermare di essere consci dopo ben 4-5 anni di targhe alterne che il sistema non funziona e che lo si sapeva fin dall&#8217;inizio, a mio avviso, fa nascere la domanda: &#8220;e <strong>perché lo si è fatto?</strong>&#8220;.</p>
<p>A parte il fatto che tutta la popolazione si rendeva ben conto dell&#8217;inutilità.</p>
<p>No, perché considerando i disagi che questo provvedimento ha portato alla cittadinanza di ogni centro aderente, ai lavoratori che transitavano per tali centri e l&#8217;accalcamento di mezzi all&#8217;esterno della cinta chiusa, per non considerare i soldi che saranno in qualche modo stati spesi per questo provvedimento&#8230; beh&#8230; vale la pena metterlo nel palmares delle puttanate amministrative, insieme (per quello che riguarda il locale) al Quarto Ponte su Venezia, le nuove sirene dell&#8217;acqua alta e un Carnevale di Venezia&#8230; <em>Sensation </em>perché le maschere di Venezia <em>sono tristi</em>, dichiarazione infelice del suo organizzatore.</p>
<p>L&#8217;<strong>allarme sull&#8217;inquinamento è globale</strong>, e lo si vede ad occhio nudo in una qualsiasi giornata di sole osservando l&#8217;orizzonte: sarà facilmente visibile una striscia più scura che parte da terra e si alza fino ad 1/5 del nostro campo visivo.</p>
<p>Allora, se un ente come una Provincia sa che un provvedimento è inutile, perché non informa la cittadinanza di questo? Magari sarà utile per convincere l&#8217;amministrazione competente a non applicare un metodo idiota, ma magari uno più efficace.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;area locale, il problema è il traffico rappresentato senza dubbio da sempre più auto che circolano, sempre più motorini / motoscooter&#8230; ma anche e soprattutto da <strong>mezzi pesanti altamente inquinanti</strong> (e parlo di autobus di linea, di camion, di macchine industriali), da un <strong>polo industriale</strong> e da un abuso di molti <strong>impianti di riscaldamento</strong> e probabile abuso di utilizzo di acqua calda.</p>
<p>Perché si continuano a fare cose inutili? A sperperare soldi pubblici anche quando si è consci dell&#8217;inefficacia del provvedimento?</p>
<h3>Vecchi commenti:</h3>
<ul>
<li> <strong>26.nov.2008 | scritto da: Marco </strong><br />
 la situazione è drammatica&#8230; io sono a Palermo e guardando la città dal mare si nota proprio quella striscia scura di cui parli tu! Peccato che i link agli articoli del Gazzettino non funzionino&#8230; cercavo proprio i dati che dimostrano l&#8217;inutilità delle targhe alterne&#8230; Saluti depurati <img src='http://marcotrevisan.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </li>
</ul>
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		<title>Venezia, internet gratis dal 2009.</title>
		<link>http://marcotrevisan.it/tecnologia/venezia-internet-gratis-dal-2009/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Dec 2007 15:36:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una buona cosa su varie inutilità da parte dell'amministrazione veneziana c'è: dal 2009 teoricamente tutti i residenti potranno usufruire della connessione ad internet in forma gratuita.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p>Dopo varie notizie allucinanti di spesa pubblica assurda a Venezia, ne arriva una finalmente positiva per la popolazione, e per le potenzialità di lavoro nella città.</p>
<p><img src="http://www.marcotrevisan.it/files/image/veniceconnected_f.jpg" alt="" width="200" height="89" /></p>
<p>La notizia è che, a fronte di un investimento di 6 milioni e 600 mila euro, la città offrirà <cite>&#8220;Internet gratis per tutti i residenti da Pellestrina a Tessera, Dese, Chirignago. È l&#8217;impegno dell&#8217;amministrazione comunale, che ha cominciato a posare la rete a banda larga mista fibre ottiche &#8211; wi-fi, entro il 2009.&#8221;</cite> (<a href="http://www.ilgazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Venezia&amp;Codice=3614827&amp;Data=2007-12-15&amp;Pagina=1">fonte: Il Gazzettino del 15 dicembre 2007</a>).</p>
<p>Ciò consentirà all&#8217;amministrazione comunale di abbattere i costi di comunicazione, visto che sarà così possibile sfruttare le tecnologie moderne, come il VoIP (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Voice_over_IP">Voice Over IP</a>), ma anche permettere la connessione gratuita ai residenti (o a bassissimo costo).</p>
<p>E questa è una buona cosa. Un passo in avanti per risolvere il digital divide.</p>
<p>Non si accenna per ora a come questa disponibilità verrà erogata anche alle aziende del veneziano, ma già la disponibilità della banda larga per la cittadinanza &#8211; non solo del centro storico &#8211; è a mio avviso una ottima notizia e può porre le basi per uno sviluppo di servizi futuri, non solo a livello turistico.</p>
<p>Il progetto, per i turisti e non residenti, si chiama <strong>Venice Connected</strong>, e <a href="http://www.veniceconnected.it/">sul sito ufficiale si possono trovare le informazioni aggiornate</a>.</p>
<p>Per i residenti nel comune di Venezia, invece, il progetto <strong>Cittadinanza Digitale </strong>contiene tutte <a href="http://www.cittadinanzadigitale.it/">le informazioni utili per accedere al servizio</a>.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
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		<item>
		<title>Venezia, Calatrava e il ponte dell&#8217;assurdo&#8230; secondo round.</title>
		<link>http://marcotrevisan.it/cultura/venezia-calatrava-e-il-ponte-dellassurdo-secondo-round/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Oct 2007 15:22:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il ponte è stato posato, e oltre alla spesa ingente siamo di fronte a ulteriori seghe mentali da parte dell'amministrazione pubblica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p>Il ponte è stato posato e c&#8217;è stato tutto il tempo di osservarlo con calma. Ora, dopo aver letto con interesse <a href="http://www.marcotrevisan.it/?I18n=it&amp;way=news&amp;idn=78#str-comments-items">i commenti</a> che sono stati fatti <a href="http://www.marcotrevisan.it/?I18n=it&amp;way=news&amp;idn=78">nel precedente sfogo pubblicato</a> (<em>ringrazio vivamente tutti per la partecipazione!</em>), colgo l&#8217;occasione sia per rispondere ad essi, che per tracciare un secondo profilo della situazione.</p>
<p>Prima di partire&#8230; prendo in prestito la webcam del Comune di Venezia per vedere assieme (anche se ovviamente ha la stessa resa di un film visto in televisione anzichè al cinema) com&#8217;è la situazione aggiornata in tempo reale:</p>
<h2>L&#8217;utilità del ponte.</h2>
<p>Che il ponte piaccia, non piaccia, costi troppo o poco, francamente se a monte risulta del tutto un&#8217;opera inutile o di utilità risicata&#8230; scusate se lo dico chiaramente, ma che sia un&#8217;opera di Calatrava, Piano, Tange o di Michelangelo stesso, resuscitato e risorto&#8230; non me ne può fregare di meno perché <strong>è e resta un&#8217;opera inutile.</strong></p>
<p>Ciò significa che, per come la vedo io, sono soldi totalmente sprecati.</p>
<p>Vogliamo parlare di opere d&#8217;arte e bellezza cittadina? Bene, <strong>ci sono centinaia di opere già esistenti a Venezia che hanno bisogno di essere curate con amore e attenzione</strong>, che già sono il frutto del più vivo interesse di tutti i turisti che ogni anno arrivano a flotte nella nostra città.</p>
<p>Sotto il profilo pratico, assolutamente e strettamente pratico, <a href="http://maps.google.com/maps/ms?ie=UTF8&amp;lr=lang_it&amp;hl=en&amp;msa=0&amp;ll=45.440584,12.321897&amp;spn=0.009937,0.020084&amp;t=h&amp;z=16&amp;om=1&amp;msid=115752044431831687786.00043d3cb54ecbc03fbc9">ho tracciato una veloce mappa su Google</a> giusto per fare vedere &#8220;su carta&#8221; quanti chilometri &#8220;risparmia&#8221; al cittadino e/o al turista.</p>
<p><img src="http://www.marcotrevisan.it/files/image/google-map-calatrava.jpg" alt="Mappa di Venezia con il ponte di Calatrava e la stazione dei treni" /></p>
<p>In pratica è necessario, passatemi il termine, come una scopa in culo. Se è tanto riduce il percorso di 2 minuti di tempo.</p>
<p>E ve lo dice uno che sa benissimo cosa voglia dire arrivare trafelato e di corsa per prendere il treno o l&#8217;autobus da un qualsiasi luogo di Venezia.</p>
<p><strong>Il ponte è inutile, e finiamola di dire che lo è.</strong></p>
<h2>I costi.</h2>
<p>Il ponte <a href="http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/10670">è arrivato fin&#8217;ora a costare <strong>10.700.000 euro</strong></a>&#8230; dieci milioni di euro.</p>
<p>Ripeto che il ponte è inutile.</p>
<p>Recentemente siamo stati soggetti ad una potente alluvione che ha creato numerosi disagi alla popolazione di terraferma. Ora, contando che l&#8217;amministrazione include anche la gestione della terraferma (Mestre), senza puntare sempre il dito su Venezia, credo di poter dire abbastanza tranquillamente che <strong>i soldi spesi per un ponte inutile avrebbero contribuito ben più utilmente a risolvere qualche problema più pratico</strong>. No?</p>
<p>Volendo, potremmo aggiungere che dieci milioni di euro probabilmente avrebbero fatto anche molto comodo a scopo preventivo rispetto all&#8217;alluvione, visto che gran causa del disagio è stato il rigurgito e collasso di tombini e affini spesso ostruiti. E non parlo per sentito dire, perché molti li vedo da me stesso tutti i giorni.</p>
<h2>Le chicche.</h2>
<p>Un riassunto dei concetti basilari di Cacciari:</p>
<blockquote><p>Si avvertiva la sfida di appropriarsi, per ragioni anche di ordine simbolico, di un&#8217;opera di grande ingegneria e architettura, un&#8217;opera d&#8217;arte contemporanea che sarà giudicata, apprezzata, criticata, ma che comunque sarà una delle cose che si verranno a visitare. Un&#8217;opera &#8211; ha proseguito il sindaco &#8211; che noi amministratori abbiamo il dovere di realizzare in città, certi di aver fatto bene, sicuri che il futuro ci darà ragione.</p>
</blockquote>
<p>Si avvertiva la sfida di appropriarsi di un ponte?!?</p>
<p>A costo di ripetermi&#8230; non è meglio sentire molto più vivamente la sfida di rimettere in sesto una città che da troppo tempo sta subendo un lasciarsi andare?</p>
<p>Si fa un ponte d&#8217;oro inutile, e poi si usa <strong>materiale scarso per la rimessa in sesto del quotidiano</strong> con pavimentazioni che poco dopo essere state messe in posa iniziano a sgretolarsi, <strong>fondamenta che vengono restaurate e si assestano in modo errato danneggiando opere esistenti</strong> (andate a fare un salto come stanno le cose in zona Ponte dei Sospiri).</p>
<p>Gran bella sfida direi&#8230; <em>sentita </em>soprattutto.</p>
<p>Il vero dovere di voi amministratori, caro sindaco, è di operare per il bene della città, non per una pura e mera espressione di vanità personale, per altro assolutamente non sentita dalla cittadinanza.</p>
<p>Certo che i turisti verranno a visitare questa assurdità, ma c&#8217;è una fondamentale differenza: i turisti vengono a Venezia <em>per visitare Venezia</em>, non per il ponte. Già che ci sono verranno anche a vederlo, ma di certo non aggiungiamo cazzate dicendo che sarà un&#8217;attrattiva al pari del resto della città.</p>
<p><strong>L&#8217;ultima chicca è il nome del ponte</strong> (e dimostra quanto Cacciari si senta così rappresentante del cittadino veneziano e si senta così in dovere di pensare a lui).</p>
<p>Il Gazzettino (il quotidiano per eccellenza di Venezia) tempo fa ha avviato intelligentemente un sondaggio rivolto ai veneziani su quale fosse il nome da assegnare al ponte, com&#8217;è tradizione per tutte le opere qui in città.</p>
<p>Il risultato ha portato in luce due nomi: <strong>ponte di Santa Lucia</strong> e <strong>ponte di Santa Chiara</strong>.</p>
<p>Entrambi assolutamente nel contesto, in quanto nomi già presenti li in zona e con significati più che adatti.</p>
<p>E cosa fa il nostro bel sindacone? <a href="http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Venezia&amp;Codice=3547726&amp;Data=2007-10-20&amp;Pagina=6&amp;Hilights=ponte+santa+lucia">Se ne sbatte le palle</a> e afferma che il nome più adatto è &#8220;ponte de la Zirada&#8221;, in quanto è posizionato su un&#8217;ansa del Canal Grande. Naturalmente con &#8220;afferma&#8221; intendo che è il nome proposto proprio in comune per la sua assegnazione.</p>
<p>Ma fa di più&#8230; perché mica ci si annoia qua&#8230;</p>
<p>Propone anche di contestualizzare Piazzale Roma alla novità, chiamandola &#8220;campo de la Zirada&#8221;. Le <a href="http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Venezia&amp;Codice=3548958&amp;Data=2007-10-21&amp;Pagina=3&amp;Hilights=Calatrava+ha+gi%E0+un+nome">perplessità dei cittadini</a> sono ovviamente più che naturali.</p>
<p>Ora&#8230; a parte che tutto ha tranne che la sostanza di un campo classico veneziano, ma cambiare nome a Piazzale Roma equivale cambiare il nome a Palazzo Ducale, o a San Marco.</p>
<p>Francamente siamo un po&#8217; al ridicolo.</p>
<h2>Risposte ai commenti.</h2>
<h3>Classico vs moderno.</h3>
<p>Se è vero che Venezia include stili architettonici di tutti i tipi ed è senza dubbio un contenitore di molti stili innovativi, ciò non significa che il moderno di oggi sia un valore aggiunto.</p>
<p>Forse ho errato nel termine &#8220;classico&#8221;, ma di certo questo pezzo moderno a Venezia proprio non ci sta, esattamente come altre brutture moderne che hanno fatto.</p>
<p>Nemmeno a me lo stile della stazione piace, ma quantomeno è in marmo bianco e sta certamente più in tono di un ponte di metallo rosso acceso.</p>
<p>Ripeto: non critico lo stile di Calatrava, ma dove è stato posizionato.</p>
<p>Meglio un ponte in legno.</p>
<h3>De gustibus non disputandum est</h3>
<p>Se è vero che la bellezza è nell&#8217;occhio di chi guarda, è altrettanto vero che c&#8217;è un minimo comune denominatore che vale per tutti. Devo ancora sentire qualcuno che dica che Venezia è brutta (o Roma, o Firenze, o le cascate del Niagara, o qualsiasi altra bellezza esistente).</p>
<p>E&#8217; vero che Piazzale Roma certo non è Venezia, e che c&#8217;è un ammasso di brutture una dietro l&#8217;altra (e non è che Santa Marta si salvi di più)&#8230; ma questo che significa? Che sul brutto dobbiamo aggiungere brutto?</p>
<p>Perché, se stiamo nuotando nella merda, tanto vale farcene buttare altra addosso?</p>
<p>O è meglio avere qualcuno che ci permetta di farci una doccia calda?</p>
<h3>Museo, vecchiume e guardare al futuro.</h3>
<p>Se a Firenze volete un&#8217;opera di Calatrava, venitevi pure a prendere sto ponte! <img src='http://marcotrevisan.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Sul guardare al nuovo e al futuro sono d&#8217;accordo, di non vivere nel vecchiume sono d&#8217;accordo.</p>
<p>Non sono d&#8217;accordo che Venezia rappresenti un vecchiume, anzi reputo sia uno dei pochi casi di città sempreverde grazie alla sua ricchezza artistica e paesaggistica, e ancora meno sono d&#8217;accordo che questo ponte rappresenti un&#8217;occasione di ricchezza innovativa.</p>
<p>E poi non capisco francamente questa brama di infilarci opere d&#8217;arte moderna a tutti i costi. Venezia è splendida e il vero passo per volgere lo sguardo al futuro è proprio mantenerla viva, vegeta e bella sorridente, ridando colore ai suoi palazzi, ridando lucentezza a tanti marmi anneriti, offrendo quella vivacità che l&#8217;ha contraddistinta per secoli.</p>
<p>Una vivacità anche e soprattutto rappresentata dalla vivacità di chi ci vive.</p>
<p>Se proprio vogliamo parlare di volgere lo sguardo al futuro allora, più che ad un ponte, penserei a svariate ed innumerevoli cose che rendano questa città viva e fiera di essere abitata e vissuta.</p>
<p>Offrire attrattive interessanti per i turisti, permettere ai veneziani di viverla, permettere alla città di difendersi realmente dalle intemperie e poter restare davvero in salute.</p>
<p>Ciò significa dragare i <em>rii </em>(i canali più piccoli della città) che sono uno dei primi motivi di acqua alta più &#8220;spinta&#8221;, esattamente come la differenza di efficienza tra un tombino intasato e uno non intasato.</p>
<p>Significa tenerla pulita.</p>
<p>Significa offrire servizi alla cittadinanza e ai turisti. Ma servizi veri ed efficienti.</p>
<p>Significa prendersi cura di essa e non violentarla con progetti dementi, come il Mose o la sublagunare.</p>
<p>Significa ascoltare la cittadinanza.</p>
<p>Significa dare e/o ridare sfarzo, lustro e attrattiva alle attività culturali della città.</p>
<p>Significa arrivare a non pagare più di 6 euro un biglietto per spostarsi con un mezzo pubblico.</p>
<p>Significa riuscire a gestire i flussi turistici in modo efficiente per la città.</p>
<p>Significa ospitare opere di grandi artisti, certo, ma che siano in armonia con la città. E se c&#8217;è armonia, difficilmente ci sono grandi critiche e persone scontente.</p>
<p>Alcune cose vengono fatte, altre no.</p>
<p>Vogliamo davvero volgere uno sguardo al futuro?</p>
<p>Bene&#8230; facciamolo, qui sopra ho elencato un sacco di opportunità.</p>
<h3>Vecchi commenti:<br />
</h3>
<ul>
<li><strong>31.ott.2007 | scritto da: Kappa</strong><br />
 Marco, ti dice qualcosa che il palazzo delle vecchie poste, proprio al di là del nuovo ponte, a sentir qualche veneziano ben informato, pare siano state comprate da Benetton &amp; c. per farne un albergo? Vuoi vedere che alla fine un&#8217;utilità a quel ponte la trovano&#8230; LOL</li>
<li><strong>31.ott.2007 | scritto da: (m|t)</strong><br />
 Ecco&#8230; questa sarebbe una bella cosa da appurare&#8230; <img src='http://marcotrevisan.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> <br />
 Già questo potrebbe dare un senso più compiuto al perché di questa castronata.<br />
 Eeeehhh&#8230; ma mi informo&#8230; <img src='http://marcotrevisan.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> <br />
 Grazie per l&#8217;info!</li>
</ul>
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		</item>
		<item>
		<title>Venezia&#8230; e le sirene di Ulisse o del terzo tipo? &#8230;mah!</title>
		<link>http://marcotrevisan.it/cultura/venezia-e-le-sirene-di-ulisse-o-del-terzo-tipo-mah/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2007 15:34:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[acqua alta]]></category>
		<category><![CDATA[assurdo]]></category>
		<category><![CDATA[cacciari]]></category>
		<category><![CDATA[comune di venezia]]></category>
		<category><![CDATA[inutile]]></category>
		<category><![CDATA[sirene]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>

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		<description><![CDATA[Al via un nuovo sistema di avviso dell'alta marea a Venezia... costi esorbitanti e inutilità seguono a ruota l'altro atto estremo di inutilità, chiamato Quarto Ponte su Venezia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p>Eh eh&#8230; pensavamo noi che il <a href="http://www.marcotrevisan.it/?I18n=&amp;way=news&amp;idn=114">terzo appuntamento</a> con il ponte di Calatrava a Venezia fosse la sola nuova chicca da raccontare&#8230; e invece no!</p>
<p>Cosa non farebbe questa amministrazione per mantenere viva la nostra attenzione sulla città e darci dentro con i progetti inutili&#8230; ma costosissssssimi&#8230; capperi &amp; perdincibacco, oserei esclamare!</p>
<p>La novità? Il nuovo sistema di allarme per l&#8217;alta marea.</p>
<p>Oh, roba testata eh&#8230; mica roba buttata li&#8230; cioè, voglio dire, fatta con testa eh.</p>
<p>Ma andiamo con ordine&#8230;</p>
<h2>Incontri ravvicinati del&#8230; boh&#8230; tipo.</h2>
<p>Un bel giorno sono a Venezia che sto parlando con un amico&#8230; ad un certo punto, quasi in lontananza, un suono quasi onirico, vellutato, di altre dimensioni&#8230; che carezza le orecchie, ammicca alla tua riserva di sonno non ancora soddisfatta, ti applica amorevolmente due o tre centimetri di ovatta nelle orecchie&#8230;</p>
<p>&#8220;Che cacchio è &#8216;sto suono? Non è che hai cambiato suoneria vero?&#8221;<br />
 &#8220;Io?&#8221;<br />
 &#8220;Eh, no&#8230; io&#8230;&#8221;</p>
<p>Questo è più o meno lo scambio ad alto livello intellettuale che ho avuto con il mio amico. Ma poco dopo un&#8217;illuminazione&#8230; più detta come battuta che altro&#8230; però, sai, con la genialata del ponte di Calatrava che incombe e aleggia nell&#8217;aria&#8230; una vocina in fondo suggerisce che potrebbe anche non essere così campata in aria come idea&#8230;</p>
<p>&#8220;Ma dai&#8230; vuoi vedere che stanno provando delle nuove sirene per l&#8217;acqua alta?!&#8221;<br />
 &#8220;Ma non dire puttanate&#8230; dai su&#8230;&#8221;<br />
 &#8220;Bah&#8230; secondo me è così&#8230; sempre che non stiano comunicando con dei Venusiani o giù di li&#8230;&#8221;</p>
<p>Tutto questo accade 2 mesi fa, ed è oggetto di qualche sporadica discussione sull&#8217;argomento con amici e parenti.</p>
<h2>Cacchio, ma siamo invasi davvero!</h2>
<p>Bene. Il giorno 7 dicembre 2007, a braccetto con la chicca di Calatrava, scopro che la battuta è una realtà e con grande orgoglio viene annunciato che&#8230;</p>
<blockquote><p>&#8220;Il segnale di nuovo tipo è costituito in realtà di due elementi: il primo è una riproduzione elettronica della classica sirena (<em>quella elettromeccanica di tipo bellico risalente ai tempi della guerra come contraerea mandata in pensione dal nuovo sistema &#8211; n.d.r.</em>) che ha il compito di avvisare che è in arrivo l&#8217;alta marea. Il secondo fornisce l&#8217;indicazione sull&#8217;altezza prevista dell&#8217;acqua. Si tratta di quattro tipi di suoni ben determinati, a ciascuno dei quali è associata una differente altezza.</p>
</blockquote>
<p>In sostanza, a 110 cm suonerà in un modo, a 120 il primo suono sarà accompagnato da un secondo di tonalità diversa (tipo un do-re) e via così al quarto tono che segnala i 140 cm (tipo un do-re-mi-fa).</p>
<p>Ma <em>attenzione</em>&#8230;</p>
<blockquote><p>&#8220;Per arrivare a questo sistema &#8211; aggiunge Massimo Warglien, docente di economia (<em>economia?! vabbè&#8230; &#8211; n.d.r.</em>) a Ca&#8217; Foscari &#8211; sono stati condotti molti test su un campione rappresentativo della popolazione veneziana.&#8221;</p>
</blockquote>
<p>Pure uno studio hanno fatto! Ma dai! E pensare che <strong>ci si convive</strong>&#8230; da quanto&#8230; vediamo&#8230; <strong>un millennio</strong>, detta a spanne?</p>
<p>Prima di spiattellare li il costo dell&#8217;opera (brrr&#8230;) va detta una cosa&#8230; chiunque abiti e lavori a Venezia, è sempre ben informato dal centro maree sulla situazione del giorno dopo sull&#8217;alta marea&#8230; e dato che &#8220;<em>6 ore cala, e 6 ore cresce</em>&#8221; (perché segue un ciclo ben preciso e conosciuto)&#8230; <strong>questo sistema è assolutamente, ed ulteriormente, inutile</strong>.</p>
<p>Ma veniamo al costo e poi vi lascio con una chicca di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lino_Toffolo">Lino Toffolo</a> pubblicata su Il Gazzettino dello stesso giorno: <strong>totale spesa un milione di euro</strong>.</p>
<p>No, lo ripeto eh&#8230; <strong>UN MILIONE DI EURO</strong>.</p>
<p>Giuro non ho parole. Ma prenderei volentieri il badile e lo darei sulle gengive a qualcuno.</p>
<p>Vi lascio a Lino Toffolo va&#8230; così ci facciamo almeno due risate&#8230;</p>
<h2>Ma sì, buttiamola in musica (di Lino Toffolo).</h2>
<p>«Come mai è venuto dalla terraferma con una bottiglia d&#8217;acqua mezza vuota?». «Perché so che qui l&#8217;acqua sei ore cala e sei ore cresce, e non volevo correre il rischio &#8211; soprattutto con le maree eccezionali &#8211; che mi fuoriuscisse per strada!».</p>
<p>L&#8217;acqua alta &#8211; pur essendo il sistema migliore per pulire la città &#8211; è uno dei nostri problemi. E in attesa del Mose, finora ci hanno sempre avvisato con le sirene: che soprattutto di notte, per gli anziani (la stragrande maggioranza dei veneziani) hanno sempre un suono-ricordo-avviso-bombardamenti&#8221;ocio che arriva la bomba!&#8221;.</p>
<p>Come risolvere il problema? Idea! «Mettiamo una musichetta!». Esempio di antico slogan &#8220;la fantasia del potere&#8221; devono essersi messi in tanti a pensarla così originale, perché uno da solo difficilmente ce la fa.</p>
<p>Al bar avevano proposto di recuperare i sopravvissuti della banda cittadina e farli suonare agli angoli delle calli. Altri di scritturare delle nuotatrici vestite da sirenetta che per i canali, uscissero a sorpresa dall&#8217;acqua, e con voce altoparlante-supermercato, avvisassero gli abitanti «attenzione, l&#8217;acqua sta crescendo. Stivali pronti!». Un&#8217;idea era anche di mandare gli anziani più arzilli a suonare i campanelli delle case. «Chi è?». «Acqua alta!». «Varemengo, noi abitiamo al terzo piano, e stavamo dormendo!».</p>
<p>Mi sembra &#8211; si vocifera in segreto &#8211; che se non ci fossero stati i soldi, la soluzione ideale, sarebbe stata di sparpagliare un migliaio di musicisti per tutta la città, che parallelamente all&#8217;acqua, con crescendo rossiniano, sfociassero in un rock sfrenato in caso di un nuovo &#8217;66: «Trovati violinisti veneziani bagnati che continuavano a suonare sull&#8217;altipiano di Asiago!».</p>
<p><em>fonte: Il Gazzettino del 7 dicembre 2007, pagina 3.</em></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
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		<title>Venezia, Calatrava&#8230; e tre!</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2007 15:32:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La questione del ponte di Calatrava sta ormai rasentando l'assurdo, nuovi soldi da spendere e nuovi ritardi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<blockquote><p>&#8220;Dire che la vicenda del quarto ponte sta diventando una barzelletta è ormai un eufemismo.&#8221;</p>
</blockquote>
<p>Così esordisce l&#8217;articolo in prima pagina, &#8220;<em>Calatrava, il ponte verso l&#8217;infinito</em>&#8220;, pubblicato su Il Gazzettino del 7 dicembre 2007.</p>
<p>Questo perché la Cignoni, l&#8217;impresa che ha vinto l&#8217;appalto nel 2002, <strong>ha chiesto altri 145 giorni di proroga</strong>, con la ovvia ipotesi che questi possano anche non bastare&#8230; vedi mai che succeda qualcos&#8217;altro.</p>
<p>E fin qui&#8230; si potrebbe anche farsi una risata e morta li.</p>
<p>Invece, com&#8217;è &#8220;naturale&#8221;, i 145 giorni in più <strong>corrispondono ad un ulteriore stanziamento di 400 mila euro</strong>, nel bilancio del 2008. Stanziamento da approvare&#8230; ma&#8230; fatto 30 non si può non fare 31, no?</p>
<p>Perché questi soldi? Per l&#8217;ovovia a favore dei disabili motori. Quindi da 700 mila euro previsti per la sua realizzazione, ora siamo oltre il milione di euro.</p>
<p>Ovviamente i portatori di disabilità non hanno affatto colpa, ed è un diritto che non dovrebbe manco essere monetizzato.</p>
<p>Però mica è finita&#8230; <img src='http://marcotrevisan.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Da Il Gazzettino di oggi, 14 dicembre 2007, <strong>si è scoperto che per fare tutti i test e prove del caso sarà necessario un tecnico presente 24 ore su 24.</strong> Chissà, forse è previsto nei 400 mila euro&#8230; forse no&#8230; su quale ruota la giochiamo? <img src='http://marcotrevisan.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Ed è passata solo una settimana in più dal giorno di inaugurazione previsto (8 dicembre)&#8230; chissà quante cose succederanno da qui al nuovo anno.</p>
<p>A presto con nuove e mirabolanti avventure calatravesche.</p>
<p>Che vergogna.</p>
<p>Altri post su Calatrava:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.marcotrevisan.it/?I18n=it&amp;way=news&amp;idn=78">Venezia, Calatrava e il ponte dell&#8217;assurdo.</a></li>
<li><a title="collegamento a " href="http://www.marcotrevisan.it/?I18n=it&amp;way=news&amp;idn=110">Venezia, Calatrava e il ponte dell&#8217;assurdo&#8230; secondo round.</a> </li>
</ul>
<p><br class="spacer_" /></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Venezia, rinascere dalle piccole cose.</title>
		<link>http://marcotrevisan.it/cultura/venezia-rinascere-dalle-piccole-cose/</link>
		<comments>http://marcotrevisan.it/cultura/venezia-rinascere-dalle-piccole-cose/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Apr 2007 15:11:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[comune di venezia]]></category>
		<category><![CDATA[soluzioni pratiche]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>

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		<description><![CDATA[Basterebbero poche cose, ben fatte, e una rinascita del senso di comunità veneziano per riscattare Venezia da una decadenza sempre più evidente. Anche Vittorio Tabacchi, proprietario della Safilo, è d'accordo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<h2>Comunità veneziana.</h2>
<p>Erano gli inizi del 400 d.C. quando gli storici collocano la nascita di quella comunità, di quel manipolo di audaci, se vogliamo, che sfidarono le avversità in una serie di isolette sperdute e paludose lungo il corso di un canale profondo chiamato <em>rivus prealtus</em>, <em>rivus altus</em>, Rialto.</p>
<p>Un gruppo di persone che, uniti dalle avversità, hanno sviluppato negli anni un forte senso di comunità, che con fierezza e indipendenza, ha portato alla creazione di una città, una storia e una cultura unica ed intensa.</p>
<p>Un Comune che oltre a vincere le avversità naturali, come paludi, fango, fiumi, maree, è riuscito anche a conquistare e costruire un vero e proprio Impero.</p>
<p><img src="http://www.marcotrevisan.it/files/image/canaletto-bacino-sanmarco.jpg" alt=" " width="380" height="226" /></p>
<h2>Venezia e la sua decadenza.</h2>
<p>Questa mattina leggo sul Gazzettino un articolo in cui mi riscopro essere pienamente d&#8217;accordo.</p>
<p>Che Venezia stia subendo da anni una sorta di cammino verso un coma irreversibile è sotto gli occhi di tutti. L&#8217;esodo verso la terraferma è in atto da molti anni e le cause sono tra le più varie, ma non è un mistero che anche il costo della vita fa la sua buona parte.</p>
<p>I giovani che vogliono rimanere, o venire, si trovano comunque con una città costosa dove vivere, ma che più che altro tende ad offrire sempre meno servizi, alcuni di bisogno quotidiano.</p>
<p>Numerose sono le case e i palazzi acquistati da tutti (compresi russi, cinesi, giapponesi e via dicendo) tranne che dai veneziani stessi.</p>
<p>Anche le isole sono in vendita.</p>
<p>Il punto è che molti di loro Venezia non la vivono, la tengono semplicemente come meta di villeggiatura. Esempio ne sono le numerose case inutilizzate per gran parte dell&#8217;anno.</p>
<h2>Eppure basta poco&#8230;</h2>
<p>Vittorio Tabacchi, proprietario della Safilo, si rivolge a quelle personalità e autorità che hanno sia il potere che il dovere di non far andare alla deriva una città e una cultura unica al mondo, affermando varie cose di cui riporto i due passaggi che ritengo più signiticativi dall&#8217;<a href="http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Main&amp;Codice=3325013&amp;Data=2007-4-2&amp;Pagina=8">articolo pubblicato oggi nel Gazzettino</a>:</p>
<blockquote><p>Basterebbe che facessero una leggina grande così, forse anche la Regione, che dicesse: &#8220;Cosa manca a Venezia? I panettieri, gli scarpari, i casolini. Bene: i panettieri che vengono ad aprire a Venezia, non pagano le tasse per dieci anni&#8221;. Oppure avranno la casa gratis. Insomma, si deve andare a vedere cosa manca per mantenere in vita questa città, e dare una soluzione immediata.</p>
<p>[...]</p>
<p>Basterebbe un commissario non politico, l&#8217;ordinaria amministrazione: qualcuno che costruisse il ponticello, che incentivasse panettieri, falegnami, ciabattini, idraulici. Partiamo dalle piccole cose: sennò il Mose sarà perfettamente funzionante il giorno in cui non servirà più. Invece se non si buttano sul faraonico, non sono contenti. Poi si ritrovano con il ponte di Calatrava fermo da cinque anni: i veneziani che hanno costruito Rialto in metà tempo si stanno rivoltando nella tomba. E nessuno si vergogna: tutti belli, felici, sorridenti che sproloquiano al popolo. Troppa filosofia.</p>
</blockquote>
<p>Mancano i veneziani, insomma, quel &#8220;senso della città&#8221; che anche ai veneziani stessi manca. Servizi, in primis.</p>
<p>Tanto per fare un esempio, con i soldi spesi per il ponte fantasma, si sarebbero potuti mettere a posto almeno 10 ponti in pietra mezzi pericolanti, che in tanti usano per andare a fare la spesa. O alcune fondamenta che ne abbisognano. O tenere aperto qualche asilo in più. O dare un po&#8217; più di gioia ai visitatori e agli stessi veneziani quando si festeggia il Redentore, il Carnevale, la Regata Storica.</p>
<p>O dare più evidenza a numerose altre dimostrazioni culturali minori.</p>
<p>Insomma&#8230; far vivere la città.</p>
<h2>E noi veneziani?</h2>
<p>Naturalmente sarebbe un errore volgere sempre lo sguardo verso l&#8217;esterno, additando sempre ad altri &#8220;colpe&#8221; o mancanze che probabilmente siamo i primi ad avere.</p>
<p>Che so, magari si può iniziare evitando di buttare carte e sigarette (per limitarmi a questo&#8230; ma dovrei aggiungere anche lavatrici, gomme di automobili, sedie, biciclette&#8230;) in acqua e in città.</p>
<p>Magari si può iniziare ad usare prezzi meno turistici e più cittadini, e non affidandosi al &#8220;tanto turismo ce n&#8217;è&#8221;.</p>
<p>Magari iniziare per primi, avendo un&#8217;attività, a proporre servizi utili alla cittadinanza, e non aspettare che i servizi vengano attivati.</p>
<p>Magari recuperare quel senso di assemblea popolare (al tempo chiamata <em>Arengo</em>) che non si faccia problemi ad esprimere la propria opinione, ma anche e soprattutto ottenere che venga messa in pratica la decisione popolare.</p>
<p>Magari avere un Comune che dialoghi con i cittadini, che raccolga le loro idee (e di idee buone ce ne sono) e abbia l&#8217;obiettività di riconoscerle valide e metterle in pratica, senza spendere inutili soldi a favore di altrettanti progetti inutili o sostenere ancora più inutili no-global (inutile negare che in un modo o nell&#8217;altro i soldi vengono spesi anche per loro), che tutto fanno tranne che essere costruttivi.</p>
<p>Insomma&#8230; troppo idealismo? Non credo&#8230; in noi batte il cuore della Repubblica del Leone, perché non dovremmo tornare a ruggire? <img src='http://marcotrevisan.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<h3>Vecchi commenti:<br />
</h3>
<ul>
<li><strong>03.apr.2007 | scritto da: Luca </strong><br />
 Il problema è che a noi italiani manca da tempo un senso di appartenenza.          Dobbiamo riprendere a frequentare attivamente le nostre città, paesi, province. Ricominciare a usare le strade, pulirle dalle macchine e dalla sporcizia.          Nessuno si sognerebbe di spegnere una sigaretta nel proprio salotto di casa, ma nessuno si cura di buttarle nei cestini in strada.          Perchè non pensiamo, e usiamo, le nostre città come un nostro salotto?          Dobbiamo ricominciare a frequentare le strade, apprezzare i luoghi, interessarsi delle nostre &#8220;origini&#8221; perchè molto sta scomparendo, feste di paese, ricorrenze, particolarità varie.          Venezia ne soffre perchè soffre di turismo soffocante, altre città ne soffrono per una brutta malattia chiamata &#8220;indifferenza&#8221;. </li>
</ul>
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		</item>
		<item>
		<title>Venezia, Calatrava e il ponte assurdo.</title>
		<link>http://marcotrevisan.it/cultura/venezia-calatrava-e-il-ponte-assurdo/</link>
		<comments>http://marcotrevisan.it/cultura/venezia-calatrava-e-il-ponte-assurdo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Oct 2006 14:15:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[cacciari]]></category>
		<category><![CDATA[calatrava]]></category>
		<category><![CDATA[comune di venezia]]></category>
		<category><![CDATA[ponte]]></category>
		<category><![CDATA[spese inutili]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>

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		<description><![CDATA[Un ponte assurdo, una storia infinita: il ponte di Calatrava a Venezia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<h2>Il ponte di Rialto: 3 anni.</h2>
<p>Nel periodo della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_di_Venezia">Serenissima</a>, <strong>il ponte di Rialto</strong>, uno dei simboli di Venezia, <strong>é stato realizzato in 3 anni</strong>.</p>
<p>Si usava la forza umana, carrucole, corde, pietre, ingegno. Nessun computer, nessuna tecnologia o materiale di ultima generazione.</p>
<p>E tutto questo nonostante l&#8217;impresa risultasse più che ardua, se pensiamo che <strong>il primo pilone delle fondazioni è formato da ben 5.000 blocchi</strong> di pietra. E non stiamo parlando di mattoncini.</p>
<h2>Il ponte di Calatrava: 8 anni.</h2>
<p><img src="http://www.marcotrevisan.it/files/image/ponte-calatrava.jpg" alt=" " width="380" height="179" /></p>
<p>8 anni dopo il via, il ponte di <a href="http://www.calatrava.com/">Santiago Calatrava</a> non solo non è nemmeno stato posato, ma sta vivendo la sua storia ai limiti dell&#8217;assurdità:</p>
<ul>
<li><strong>Costo dell&#8217;opera al momento</strong>: quasi 8 miliardi delle vecchie lire</li>
<li><strong>Stile dell&#8217;opera</strong>: totalmente moderna, completamente fuori contesto</li>
<li><strong>Barriere architettoniche</strong>: parrebbero ora risolte&#8230; forse&#8230; probabilmente&#8230;</li>
<li><strong>Curiosità attuali</strong>: leggo oggi che ora sarà un ponte a &#8220;dondolo&#8221;, che arriverà ad abbassarsi, in caso di carico eccessivo di persone, fino a 4 centimetri (che a quanto pare è il limite massimo dell&#8217;accettabilità)</li>
</ul>
<h2>Quindi?</h2>
<p>Quindi, Venezia sta pagando un ponte che non ha, un ponte che è già assurdo solo vedendone il risultato finale nella simulazione per i materiali scelti, un ponte che sta costando una follia, un ponte che paradossalmente sta facendo più danni che altro.</p>
<p>Altra curiosità? Possiamo considerarla banale, ma in fin dei conti non lo è proprio del tutto&#8230;</p>
<p>In uno dei punti di appoggio del ponte, nel lato di Piazzale Roma, esisteva una piccola &#8220;oasi&#8221; composta da panche, alberi e piante, che rendeva un po&#8217; più vivibile l&#8217;attesa degli autobus, almeno con la bella stagione.</p>
<p>Ora non c&#8217;è più. Eh già, ma ci sarà un ponte bellissimo, in compenso.</p>
<p>Venezia è una città unica al mondo, una perla rara e di inestimabile valore. Eppure riusciamo a lasciarla a sè stessa, e trattarla peggio di quanto si meriti.</p>
<h2>Altri miei scritti a tema</h2>
<p>Altri commenti / notizie sulla saga del Ponte <del>di Calatrava</del> della Costituzione.</p>
<ul>
<li><a href="http://www.marcotrevisan.it/?I18n=it&amp;way=news&amp;idn=110"> Venezia, Calatrava e il ponte dell&#8217;assurdo&#8230; secondo round.</a></li>
<li><a href="http://www.marcotrevisan.it/?I18n=it&amp;way=news&amp;idn=114"> Venezia, Calatrava&#8230; e tre!</a></li>
<li><a href="http://www.marcotrevisan.it/?I18n=it&amp;way=news&amp;idn=92"> Venezia, rinascere dalle piccole cose.</a></li>
<li><a title="collegamento a " href="http://www.marcotrevisan.it/?I18n=it&amp;way=news&amp;idn=125">Calatrava: ovovia o vaporetto?</a></li>
<li><a title="collegamento a " href="http://www.marcotrevisan.it/?I18n=it&amp;way=news&amp;idn=129">Ponte di Calatrava: rasentando la follia.</a></li>
</ul>
<h2>Riferimenti</h2>
<p>Altri scritti che qualcun altro ha scritto in giro per il web.</p>
<ul>
<li><a href="http://www.casadellarchitettura.it/dettagli.asp?id=7502">Il ponte di Calatrava scricchiola tra le accuse</a></li>
<li><a href="http://www.architettiroma.it/archivio.aspx?id=6109">Venezia vede il ponte di Calatrava</a></li>
<li><a href="http://www.hbgroup.it/calatrava/">Fermate il ponte di Calatrava!</a></li>
<li><a href="http://superando.eosservice.com/content/view/154/117/">Il quarto ponte di Venezia</a></li>
</ul>
<h3>Vecchi commenti:</h3>
<ul>
<li><strong>04.gen.2007 | scritto da: kosta</strong><br />
 il ponte è molto belo, è inutile fare polemiche pseudo architettoniche, anche Michelangelo è stato accusato di eserere fuori contesto ai suoi tempi&#8230;</li>
<li><strong>06.gen.2007 | scritto da: (m|t)</strong><br />
 Mi fa piacere che a te piaccia, a me no. <img src='http://marcotrevisan.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> <br />
 Comunque sia, Venezia è bella proprio per il suo stile architettonico tutto tranne che moderno, da esso deriva proprio il fascino e il romanticismo, che la rende unica in tutto il mondo.<br />
 Un ponte come quello di Calatrava (così come altri esempi di &#8220;innovazione&#8221; architettonica presenti in città) non c&#8217;entra proprio niente, oltre al fatto che non vedo quali problemi insormontabili possa risolvere installandolo (a soli 5 minuti c&#8217;è un bel ponte largo e spazioso).<br />
 E poi, non è che Michelangelo e Calatrava siano propriamente allo stesso livello artistico, se vogliamo dirla tutta&#8230; <img src='http://marcotrevisan.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> <br />
 Senza per questo nulla togliere a ciò in cui Calatrava sicuramente eccelle, sia chiaro.</li>
<li><strong>25.apr.2007 | scritto da: andy</strong><br />
 Leggo solo ora questi commenti, e, visto che oggi è S.Marco, l&#8217;ultima notizi a è che il ponte avrà problemi di statica sugli appoggi !!! Non conosco il livello di idiozia di chi l&#8217;ha progettato, ma credo che superi abbondantemente il suo Q.I.<br />
 Invece che costruire un nuovo ponte, forse sarebbe meglio tenere sgombro l&#8217;esistente, quello degli Scalzi, facendo sloggiare la miriade di vuccumprà che vi sostano giornalmente.<br />
 Al signor Calatrava, poi, sarebbe il caso di far pagare i danni, assieme a tutti gli amministratori che l&#8217;hanno assecondato in questi anni.</li>
<li><strong>28.apr.2007 | scritto da: ilaria</strong><br />
 non mi intendo di architettura, ma lo stile di Calatrava mi piace molto.. anche se in &#8220;contrasto&#8221; con la Venezia classica, un ponte moderno e semplice allo stesso tempo come puo&#8217; essere questo di vetro, non puo&#8217; che arricchire la particolarità della città.</li>
<li><strong>10.giu.2007 | scritto da: giovanni</strong><br />
 credo che tutto questo scetticismo sia dovuto alla scarsa informazione che si ha dell&#8217;opera, forse anche dovuta ad una buona dose di disinformazione&#8230; le verità sono molte e sempre scomode?</li>
<li><strong>26.lug.2007 | scritto da: Marco</strong><br />
 E&#8217; un&#8217;opera che non ha alcun senso, tranne quello di involgarire una delle città più originali del mondo. Non c&#8217;entra nulla con l&#8217;ambiente circostante ed è fortemente antiestetico. Ricorda molto il ponte che c&#8217;è alla periferia di Milano in fondo a viale Forlanini (direzione aeroporto Linate) ed infatti un&#8217;opera simile può andare bene per la periferia di una grande metropoli, non certo per Venezia.<br />
 Se proprio volevamo fare un nuovo ponte sul Canal Grande il progetto, a mio avviso, doveva essere affidato ad architetti come Renzo Piano o Kenzo Tange, che sarebbero riusciti a realizzare un&#8217;opera in armonia con l&#8217;ambiente particolare di una città come Venezia.</li>
<li><strong>28.lug.2007 | scritto da: mutiara</strong><br />
 tu ovviamente non lo userai&#8230;giusto?..se ti becco ti fotografo e posto la tua foto <img src='http://marcotrevisan.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> )))<br />
 io ricordo solo il male di piedi per correre facendo tutto il giro per arrivare in tempo ai treni&#8230;.<br />
 a parte gli scherzi..secondo me con questo ponte, Venezia dimostra di guardare al futuro, almeno una opera moderna vede il completamento in Italia, e Venezia se ne può fregiare! io trovo che a simulazione l&#8217;impatto rimane il più discreto possibile e ben calato nel contesto: se pensi all&#8217;architettura della stazione di puro stile fascio&#8230;..non mi pare che il ponte sia poi così fuori tempo&#8230;<br />
 ..considerazioni&#8230;.<br />
 buona Vita!<br />
 ciao<br />
 mutiara</li>
<li><strong>28.lug.2007 | scritto da: giacomo</strong><br />
 RAGAZZI, NON SCHERZIAMO!!!<br />
 Salve a tutti, scusate l&#8217;intrusione, mi sono imbattuto incidentalmente in questo blog e ho letto tutti i post con interesse. Premesso che ritengo si possa discutere sul merito specifico della &#8220;rottura&#8221; della continuità architettonica veneziana, ovvero sulla sua compatibilità con elementi ultra-moderni, ritengo per lo meno disinformato chi affibbia a Calatrava un profilo da minus-habens o chi lo definisce inferiore a Piano e Tange. Gli interventi dell&#8217;architetto spagnolo, soprattutto a Valencia, sono considerati i massimi esempi di sviluppo dell&#8217;architettura organica e del design contemporaneo. Mi sembra inopportuno continuare a seguire processi di valutazione critica che non si affrancano dall&#8217;indiscussa supremazia dell&#8217;architettura italiana rinascimentale, cercando di non vedere la staticità delle proposte degli architetti nostrani sia nell&#8217;era moderna, che in quella contemporanea. Se da un lato, infatti, tutte le grandi città Europee hanno sviluppato progetti strutturali di recupero e sviluppo architettonico di ampie aree metropolitane, in Italia si contano solo piccoli e sporadici interventi&#8230;<br />
 Ribadisco che non è mia intenzione criticare il merito della liceità di interventi moderni sul tessuto urbano veneziano, tema di cui mi piacerebbe eventualmente discutere; ritengo però totalmente errato un approccio semplicistico e disinformato alla produzione architettonica contemporanea, come se fosse qualcosa di &#8220;inferiore&#8221; o &#8220;meno bello&#8221; rispetto alle produzioni del passato.<br />
 Saluto tutti calorosamente<br />
 giacomo</li>
<li><strong>29.lug.2007 | scritto da: Power</strong><br />
 W Asimov</li>
<li><strong>29.lug.2007 | scritto da: Morgan</strong><br />
 Leggo con un sorriso la definizione di ponte a &#8220;dondolo&#8221;.<br />
 Ritengo che 4 centimetri di abbasamento per una passerella pedonale di quasi 100 metri di luce sia veramente un numero basso. Mi sarei aspettato un numero piu intorno ai 20 cm a pieno carico.<br />
 Considera che il solaio di una casa si abbassa sotto carico di 1 cm ed ha una luce di soli 5 metri.<br />
 Le strutture nascono per essere deformabili ed è cio che le salva dai terremoti. I piu alti edifici del mondo (400-500 metri) si spostano anche di 1 metro e mezzo in punta e facendo le dovute proporzioni 4 cm su 90 metri son proprio pochi !!!</li>
<li><strong>29.lug.2007 | scritto da: gf9</strong><br />
 De gustibus non disputandum est&#8230;però prima di parlare, consiglio a tutti di farsi un bel giretto per la zona interessata (p.le Roma) ed essere obiettivi: cosa avete trovato di interessante? Forse un parcheggio multipiano con affaccio sul canal Grande? Forse un piazzale adibito a capolinea di moltissime linee di autobus e a parcheggio selvaggio? Forse la Coop in fondamenta santa Chiara? O gli imbarcaderi dell&#8217;ACTV? Oppure la stazione in stile fascista e l&#8217;adiacente ex-palazzo delle ferrovie?<br />
 Insomma, credo che questo ponte non crei alcun disturbo alla zona, anzi&#8230;non stiamo mica parlando di san Marco&#8230;<br />
 Tutta la zona p.le Roma-Tronchetto-Marittima può comodamente ospitare le prime opere di arte contemporanea a Venezia.<br />
 Inoltre come ponte mi sembra molto leggero e slanciato, provate a vedere le altre opere dell&#8217;architetto spagnolo e vedrete come è stato capace di creare un&#8217;opera diversa, non troppo invasiva, ma moderna.<br />
 Questa città deve guardare avanti e convivere con il suo passato, non morire soffocata da esso.<br />
 Saluti</li>
<li><strong>08.ago.2007 | scritto da: aldo</strong><br />
 noi italiani vediamo il nuovo come antitesi del passato&#8230;mentre le altre capitali (e parlo di antichissime capitali) vanno avanti dimostrando che la stratificazione della città avviene ovunque e comunque e se pensata bene, funziona. io non conosco bene venezia, ma per me il ponte è un&#8217;omaggio a una città meravigliosa che non deve avere solo uno sguardo al passato, ma dimostrare di saper affrontare il futuro, con delicatezza, ma prepotenza. non parliamo di un museo chiuso a se stesso, ma di un museo all&#8217;aperto, con i suoi cittadini, i suoi problemi e che, vivendo di turismo, deve potere e sapere accettare il nuovo.. che volete? un ponte di tonnellate di marmo stile impero?!?</li>
<li><strong>13.ago.2007 | scritto da: Mermaid</strong><br />
 Buonasera a tutti&#8230;Io non capisco perchè la gente si ostina a criticare se nemmeno conosce l&#8217;argomento&#8230;Ci si può stare alle lamentele per i costi di realizzazione del ponte, ma quelle in fatto di estetica architettonica mi sembrano inopportune&#8230;E quella persona che parla di Q.I. basso dimostra di nn possedere nemmeno 1/100 del Q.I. di Calatrava, altrimenti avrebbe pensato bene di non scrivere stupidaggini. Il ponte è un chiaro segno che nello schifo in cui siamo immersi in questo mondo di oggi ancora c&#8217;è qualche testa geniale.<br />
 W CALATRAVA</li>
<li><strong>15.ago.2007 | scritto da: Bigshot</strong><br />
 a quella persona che ha fatto il nome di renzo piano chiedo di informarsi di architettura per vedere gli obrobri (con rispetto parlando ihihih) dell&#8217;archittetto più sopravvalutato al mondo&#8230; IMHO&#8230;<br />
 meglio tange&#8230;<br />
 sull&#8217;utilità del ponte ho dei dubbi&#8230; ma non ho dubbi che senza costruire niente del nostro tempo a venezia dovremmo parlare di un museo e non di una città&#8230; quindi bello o non bello, utile o inutile W il ponte&#8230;<br />
 è espressione dell&#8217;agonia della città dal punto di vista socioabitativo e quindi ben vengo, non possiamo nascondere le cose ai posteri&#8230;</li>
<li><strong>04.set.2007 | scritto da: paolo</strong><br />
 Mi dispiace, ma non è vero che venezia ha una bellezza &#8220;classica&#8221;. Al contrario Venezia è un pastiche di stili architettonici di tutte le epoche, con edifici neogotici, barocchi, romanici, ottocenteschi addossati gli un agli altri. Per questo motivo non si può dire che il nuovo ponte sia fuori contesto.</li>
<li><strong>10.set.2007 | scritto da: Tiger</strong><br />
 kosta ma vivi a venezia? sei veneziano/a? sai cosa vuol dire quel inutile ponte per tt i veneziani? sai qnt soldi abbiamo speso per metter su quel ponte? sai qnt negozi andranno in fallimento solo per comodità dei turisti imbranati k non riescono ad arrivare da piazzale roma alla stazione?!?!?&#8230;ecco se n sai le cose è meglio evitare i commenti ad un articolo</li>
<li><strong>15.ott.2007 | scritto da: manu</strong><br />
 perchè vi ostinate a voler vivere nel vecchiume? io sono a firenze e credimi&#8230;lo facesoro ua il ponte di calatrava&#8230;..</li>
<li><strong>13.dic.2007 | scritto da: antonio francescato</strong><br />
 caro Marco Trevisan, ne hai scritte di sciocchezze. Calatrava è un genio e solo lui poteva in questo momento ardire la realizzazione di un progetto per un ponte a Venezia.<br />
 L&#8217;abbassamento del ponte in realtà è riferito allo spostamento delle pile che in maniera ingengeristica molto sofisticata, compensa lo spostamento orizzontale di queste strutture che potrebbe avvenire sia per una ragione diretta (peso complessivo, sovraccarico) che indiretta (spostamento delle pile per altre cause).<br />
 Il ponte è elegante e sottile ma se lo volevate in pietra a questo punto propongo la canapa, è più naturale! o la chiatta.<br />
 L&#8217;Italia non si merita calatrava ma abusivismo edilizio e progetti come Malpensa aeroporto.</li>
<li><strong>14.dic.2007 | scritto da: (m|t)</strong><br />
 Caro Antonio Francescato&#8230; <img src='http://marcotrevisan.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> <br />
 Evidentemente hai letto male, al massimo posso aver scritto una sciocchezza (tra l&#8217;altro ho scritto che l&#8217;ho letto, quindi mi affido a quanto detto da altri).<br />
 Per il resto risulta evidente che non hai letto bene, e ti invito a farlo, compreso il nuovo post:<br />
 http://www.marcotrevisan.it/?I18n=&amp;way=news&amp;idn=110<br />
 Tra l&#8217;altro ne arriverà un terzo, aggiornato alle ultime notizie.<br />
 Infine&#8230; per piacere, non fare il saccente, io il ponte l&#8217;ho visto con i miei occhi. E la realtà la vivo da vicino.<br />
 E sto parlando di Venezia. Non dell&#8217;Italia. <img src='http://marcotrevisan.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </li>
<li><strong>04.gen.2008 | scritto da: kite</strong><br />
 Intervengo in questo forum perchè vedo che vi sta a cuore un tema senz&#8217;altro interessante, ma al tempo stesso sconcertante e desolante.<br />
 Sull&#8217;estetica si può discutere a lungo&#8230;<br />
 Da un particolare punto di vista in mezzo al canale, non è male, come tutti i ponti ad arco.<br />
 Dalla maggior parte dei punti di vista a terra appare un pò pesante.<br />
 Ma ciò che realmete ne fa un&#8217;opera speciale è il suo costo straordinario!<br />
 Un ponte pedonale di quelle dimensioni, alquanto usuali, costa in genere, in tutto il mondo, meno di un quarto. Se costa di più è considerato un cattivo progetto.<br />
 E quando i costi e i tempi cominciano a lievitare senza freno di solito gli amministratori esigono (o dovrebbero esigere) una spiegazione&#8230; Tutto sommato sono risorse della collettività, che non dovrebbero essere sperperate.<br />
 Anche i tempi di costruzione in questo caso sono risultati spropositati: più di otto anni. Soprattutto se confrontati ai pochi mesi necessari per costruire il bellissimo ponte dell&#8217;Accademia!<br />
 Sui vari problemi tecnici: direi che fanno parte del progetto e sono alla base della maggior parte degli extra costi sostenuti dalla collettività.<br />
 Ci si potrà tornare se di interesse.<br />
 Riguardo a Michelangelo&#8230; direi che l&#8217;accostamento è certamente fuori luogo. E in questo caso siamo del tutto immersi in due tipiche caratteristica dei nostri tempi: spreco di risorse pubbliche e &#8220;architetti di moda&#8221; che consentono ai politici del momento di realizzare, con le risorse dei cittadini, campagne d&#8217;immagine personali.<br />
 Anche se in questo caso, alla fine, i conti forse non tornano&#8230;<br />
 Saluti a tutti.</li>
<li><strong>13.feb.2008 | scritto da: Io</strong><br />
 Michelangelo non era fuori dal contesto, è stato accusato d&#8217;altro.<br />
 Non diciamo idiozie.<br />
 Il ponte è indegno di una città come Venezia, non ne rispetta nè la storia nè l&#8217;anima.</li>
<li><strong>23.feb.2008 | scritto da: cars</strong><br />
 Basta ragazzi,,finiamola di essere ottusi e di tirare in ballo sempre la concezione del contesto che non viene altro che strumentalizzata.Il CONTESTO di un luogo non e&#8217; altro che una nozione astratta che racchiude tutti gli interventi che hanno mutato nel tempo una zona,trasformandola ogni volta in forme diverse.Delinea,pertanto, DINAMICITA&#8217;, DIFFERENZIAZIONE, due valori totali, e non come credono in molti statica uniformita&#8217; per cui il dialogo si ottiene da unita&#8217; simili del cosidetto &#8221; stesso stile&#8221;; in questo modo Roma dovrebbe essere costruita solo da colonne e capitelli, campo dei miracoli a Pisa dovrebbe risultare obrobrioso visto l&#8217;installazione di elementi gotici sul duomo e battistero romanici ,,non e&#8217; forse uscire dal contesto( sempre nell&#8217;accezione sbagliata )quello;eppure nessuno lo nota.<br />
 Il ponte di Calatrava, dunque, fonda il nuovo contesto della zona senza inserirsi in modo brutale ma cercando un&#8217;accordo nel difficile e delicato tessuto urbanistico veneziano che, ( ricordando agli smemorati) non e&#8217; formato da&#8221; romantici edifici antichi&#8221; ma da edifici gotici ,rinascimentali,neoclassici che nella loro epoca erano contemporanei e che magari,conoscendo la tradizional-limitata mentalita&#8217; italiana, avranno vissuto degli stessi problemi odierni sollevati dai tutori della romanticona ( di un romanticismo sdolcinato) Venezia che oggi grazie soprattutto a questo e&#8217; una citta&#8217; pultroppo quasi completamente morta; il ponte di Calatrava si inserisce in questo senso come nuova speranza di rilancio.</li>
<li><strong>19.giu.2008 | scritto da: Arch.Simone Garofoli</strong><br />
 Il ponte e&#8217; un&#8217;opera, e per tale va vista. Bella o brutta, e soggettivo. Io la considero una bella scommessa; audace, inserito bene in un contesto difficile come Venezia. Certo, assurdo il costo. Con queste cifre altro che ponti; sbagliato pagare noi gli errori dei progettisti. Ripeto, cifra assurda ma bel progetto.</li>
<li><strong>26.giu.2008 | scritto da: (m|t)</strong><br />
 Il ponte sarà pure un&#8217;opera, ma rientra tra le opere che devono pur avere qualche genere di utilità.<br />
 Il ponte di Calatrava non porta nessun oggettivo beneficio alla cittadinanza, e nemmeno al turismo.<br />
 Questo è il nocciolo del discorso.<br />
 Poi, a me dov&#8217;è non piace (per esempio a Mestre, dove c&#8217;è l&#8217;Hotel Laguna Palace sarebbe la morte sua), ad alcuni altri si, e il gusto è del tutto soggettivo.<br />
 Ma non serve. E&#8217; un&#8217;opera che non serve. <img src='http://marcotrevisan.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </li>
<li><strong>07.lug.2008 | scritto da: Arch.Simone Garofoli</strong><br />
 Anche il Crystal Palace si diceva fosse inutile&#8230;eppure&#8230;le opere d&#8217;arte a volte non servono a nulla. Venezia non ha bisogno di un ponte, ma del ponte; che senso ha fare un ponte?l&#8217;avrebbe potuto fare anche l&#8217;ufficio tecnico del comune di Venezia UN ponte. Questo e&#8217; IL ponte, serva o non serva. Bello o brutto e&#8217; soggettivo, se utile lo dira il tempo&#8230;</li>
<li><strong>25.ago.2008 | scritto da: paan88</strong><br />
 Beh, il ponte non è poi così brutto, pensa che al tempo del ponte di Rialto anche Andrea Palladio aveva progettato un ponte (oggi rappresentato in un dipinto nel castello di Windsor, residenza estiva dei reali d&#8217;Inghilterra), di chiarissimo stampo classicista, che aveva una galleria porticata e recava al centro un portico più elevato di quelli laterali a mo&#8217; di tempio octastilo (guardare su wikipedia, anche se non è molto attendibile, c&#8217;è anche la foto del ponte di palladio). Coloro che avevano indetto il bando di progettazione scartarono a priori per il costo sì ma soprattutto perché non lo ritenevano &#8220;così originale&#8221;. Antonio da Ponte realizzò invece un ponte che era assai inusuale per l&#8217;epoca&#8230; con un&#8217;arcata quasi a schiena d&#8217;asino. Per quanto riguarda il fatto estetico, ecco, ripeto quanto uno aveva detto poco prima, &#8220;de gustibus non dispundandum est&#8221;. Anche la Torre Eiffel non piaceva assolutamente a molti intellettuali (tra cui il notissimo Emile Zola), che pur professandosi &#8220;moderni&#8221;, ritenevano la torre un&#8217;inutile ammasso di ferraglia, che costava immensamente e non aveva alcuno scopo se non quello di mostrare il punto di arrivo della tecnologia del ferro (siamo alla fine dell&#8217;800), tant&#8217;è che doveva essere già demolita dopo vent&#8217;anni. Ma nel corso del tempo e diventata parte integrante della storia e della silhouette urbana di Parigi e poi hanno trovato gli scopi per la torre (oltre al richiamo turistico è stazione radio, meteo etc&#8230;). Parigi è anche questo, togliere la Torre è privarle di una parte di storia, cultura e sentimenti che sono nati e cresciuti con essa. Con questo non vorrei mettere a paragone due città come Parigi e Venezia, le due più belle al mondo, ma anche assai dissimili, ma vorrei far capire come anche il ponte di Calatrava (che, pur essendo io studente in architettura, lo ritengo un po&#8217; stolto per essersi dimenticato di renderlo accessibile ai disabili, almeno questo) forse, un giorno, diventerà così importante che non se ne potrà fare a meno&#8230;<br />
 P.S. serve eccome! Risparmio parecchio tempo per arrivare in stazione, sennò mi tocca sempre fare il giro del ponte degli Scalzi, sempre affollatissimo&#8230;.</li>
<li><strong>03.set.2008 | scritto da: ale_subs</strong><br />
 il pbma è che calatrava ha ritoccato uno dei tanti progetti che aveva nel suo studio e l&#8217;ha presentato ai veneziani&#8230;poi l&#8217;ha inviato a quelli che gli fanno i conti statici che si son ricordati che venezia sorge su una laguna, cioè terreno con una portanza circa pari a 0&#8230;quindi questi han chiamato calatrava dicendogli: bhè se rinforziamo gli argini con &#8220;un pò&#8221; di c.a si può anche fare&#8230;<br />
 risultato?il ponte è come la punta di un iceberg, nasconde sotto di esso non so quanto cemento (considerando la levitazione dei costi lo si può capire facilmente)&#8230;utilità e estetica a parte, il ponte è architettonicamente &#8220;una gran porcata&#8221;&#8230;.</li>
<li><strong>06.set.2008 | scritto da: (m|t)</strong><br />
 Architetto&#8230; &#8220;Questo e&#8217; IL ponte, serva o non serva. Bello o brutto e&#8217; soggettivo, se utile lo dira il tempo&#8230;&#8221;.<br />
 Serva o non serva?! <img src='http://marcotrevisan.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> <br />
 Ma scherziamo?<br />
 Milioni di euro buttati su qualcosa di cui non siamo neppure certi della sua utilità?<br />
 Questa è davvero bella&#8230;</li>
<li><strong>17.set.2008 | scritto da: Ciro</strong><br />
 www.thespacebetween.it Alea iacta est. Il ponte realizzato da Santiago Calatrava a Venezia è solo l’ultimo pretesto per accendere la fiamma della polemica. Soffiamo sul fuoco. Alcune cose non le capirò mai! La cultura è un patrimonio difficile da valutare e quantificare. Non si compra al supermercato e il “povero” Mazzarò sapeva bene che l’emancipazione culturale non è proporzionale alla roba posseduta. Come se non bastasse non la si acquisisce (solo) con lo studio, anzi, un’indottrinamento acritico (pratica piuttosto diffusa) nuoce alla cultura più dell’analfabetismo stesso. Su due aspetti preferirei non soffermarmi: Il gusto estetico ed il malcostume italico per cui i costi a consuntivo si dilatano notevolmente durante la messa in opera, sarebbe come chiedersi se la pipì degli angeli sia potabile.<br />
 Un ponte “moderno” a Venezia? Perchè no, dipende dal ponte, dipende dal progetto. Non credo che qualcuno abbia gridato allo scandalo quando i vari papi nel corso dei secoli hanno arricchito la basilica di San Pietro di nuove “opere pubbliche”. Non credo che nel settecento il colonnato del bernini sia stato innaugurato di notte per evitare le vehementi proteste dei campanari del cupolone. Tantomeno credo che ad amalfi abbiano fatto lo sciopero delle tonnare quando hanno messo le guglie gotiche al duomo romanico (come dire il pecorino sulle cozze). Questi buffi collage che ci appaiono come un unicum da custodire e preservare sono solo l’aspetto più visivile delle contaminazioni culturali avvenute con il succedersi delle epoche. Pare che oggi vada di moda mettere sotto vuoto il passato per evitare che sia intaccato dal presente. Si imbalsamano i morti, Venezia è morta? I casi sono due, o la nostra civiltà ha raggiunto un livello culturale tale da correggere gli errori dei secoli passati o talvolta usiamo troppa parsimonia verso i nostri neuroni per evitare di sciuparli. Non mi pare che il parco del Mercatello sia diventato un moderno peripato, non ho visto passeggiarvi novelli aristotele con tanto di discepoli assetati di sapere al seguito, ragion per cui escluderei la prima ipotesi. Il patrimonio architettonico oggi non è solo ostentazione di potenza economica ma è anche e soprattutto un business. Questo ponte può non piacere , può essere inutile come un Van Gogh appeso in salotto ma va preso per quello che è: l’opera del più grande ideatore di ponti degli ultimi secoli. Un ponte di Calatrava non è solo un’infrastruttura ma è una griffe, qualcosa che si candida a diventare segno distintivo di una città. Parigi era già ricca di monumenti quando si è deciso di non demolire la torre Eiffel, ed oggi è il suo simbolo più immediato. Quella della giunta Cacciari mi sembra un’operazione che valorizza un territorio più che violentarlo. Forse chi grida allo scandalo non lo fa per amore dell’arte, o ha paura che gli venga scippata sotto al naso un’abitudine visiva o forse viene strumentalizzato da chi ha intenzione di screditare una parte politica.</li>
<li><strong>17.set.2008 | scritto da: Ernesto</strong><br />
 Il ponte di Calatrava è bellissimo, è un&#8217;opera di architettura moderna inserita in un contesto che di moderno non ha niente, ma ci sta benissimo. Inoltre ha un legame stretto con gli altri ponti di Venezia:L l&#8217;inaccessibilità da parte delle persone con disabilità. Quindi è un perfetto menage tra antico e moderno, un mix tra l&#8217;indifferenza antica e la superficialità moderna. Calatrava è un grandissimo architetto, e come tutti gli architetti di questo mondo non sa una sega di barriere architettoniche (o meglio non glie ne importa una sega&#8230;)</li>
<li><strong>24.set.2008 | scritto da: fede</strong><br />
 penso che rappresenti un &#8220;ponte&#8221; tra l&#8217;epoca della Serenissima e i nostri giorni, i tempi moderni, frenetici e kaotici.<br />
 Penso che se non l&#8217;avessero fatto ora staremo qui a polemizzare sul perchè e il per come&#8230;<br />
 saranno mica queste le problematiche di Venezia&#8230;ma non mi fate ridere!!!!<br />
 perchè non parliamo del fatto che l&#8217;altra mattina sono andata a fare colazione&#8230;spremuta e caffè&#8230;spendendo 4 euro, e che i miei vicini di &#8220;banco&#8221; stranieri prendendo 2 caffè e 2 cornetti ne hanno spesi 18?!?!?!?!?<br />
 allora, per favore, invece di trovare, come sempre, problemi futili ed inutili su cui dibattere, cerchiamo di aprire si gli occhi sui veri drammi di questa città&#8230;che sta diventando troppo cara anche per noi!!!<br />
 disprezziamo tanto la mafia, senza renderci conto che ce l&#8217;abbiamo in casa!!!</li>
<li><strong>02.ott.2008 | scritto da: elena</strong><br />
 carissimo.. QUANTO MI DANNO FASTIDIO LE PERSONE COME TE capaci solo di criticare magari senza neanche sapere quello di cui parlano.. dimmi un po.. pensi che per progettare qualcosa ai tempi nostri nn serva ingegno e fatica? fammi un favore.. inoltre immagino che tu nn sappia neanche lontanamente il motivo per cui sono stati impiegati 8 anni x fare il ponte.. dunque tieni la bocca chiusa e fai un favore a te stesso, non renderti ridicolo.. altra cosa.. vorresti dirmi che avresti voluto che al posto di un ponte come questo, che almeno è adeguato all&#8217;epoca in cui è stato costruito, fosse stato &#8220;scimmiottato&#8221; un ponte alla maniera di tutti gli altri già esistenti a Venezia? dimmi un po.. avrebbe avuto senso? una cosa certa è che Venezia è una città piena di fascino e unica per il suo stile.. ma sarebbe così se un tempo tutti avessero avuto i tuoi stessi pensieri e avessero continuato a riproporre sempre la stessa minestra??? la grandezza di una persona o di un&#8217;epoca sta solo ed esclusivamente nella sua originalità..! (ti semplifico le cose..vuoi un&#8217;esempio? prendi le opere cubiste..se uno le guarda oggettivamente sembrano spesso fatte da bambini di tre anni.. però è l&#8217;idea innovativa che ci sta dietro che conta) pensa un po a quello che ti ho detto e abbi il coraggio di rispondere sinceramente..</li>
<li><strong>06.ott.2008 | scritto da: una persona obbiettiva</strong><br />
 in Italia,purtroppo,funziona così!Siamo capaci di criticare opere che sono costate miliardi!Gli<br />
 ingenieri non se ne potevano accorgere prima che il nuovo ponte stona con il contesto archittettonico della città?</li>
<li><strong>07.ott.2008 | scritto da: (m|t)</strong><br />
 Elena&#8230; ora, prendi un respiro lungo e profondo con me&#8230; respira ancora&#8230; ancora un pochino&#8230;<br />
 Ora&#8230; con calma, appurerai sinceramente che le critiche che mi hai mosso non c&#8217;entrano una sega con quello che ho scritto&#8230; <img src='http://marcotrevisan.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </li>
<li><strong>10.ott.2008 | scritto da: fede</strong><br />
 Marco, non ti offendere, ma penso che tu abbia una dose non indifferente di tempo da perdere per crerare un blog di polemica contro il ponte di Calatrava&#8230;;b<br />
 E dimostri di avere una mentalità a dir poco all&#8217;antica con le tue riflessioni&#8230;il cambiamento porta alla crescita, il mondo avanza e Venezia, come del resto tutta l&#8217;Italia, rimane lì, legata al proprio passato prestgioso&#8230;<br />
 A me piace molto quel ponte, proprio perchè non c&#8217;entra nulla con tutto il resto, rende Venezia ancora più magica&#8230;dovresti lasciarti andare e demolire i toui limiti quando lo osservi, non puoi capire che spettacolo ti stai perdendo&#8230;</li>
<li><strong>09.nob.2008 | scritto da: (m|t)</strong><br />
 Fede, non ti offendere, ma credo ti manchi qualche diottria se dici che ho creato un blog ad hoc per fare polemica&#8230; visto che questo sito esiste dal 2002. <img src='http://marcotrevisan.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  Sul resto del tuo commento, beh, io dovrei demolire più chi sperpera i soldi cittadini su progetti non utili (tra l&#8217;altro affermando poi che mancano soldi per le cose utili&#8230;) <img src='http://marcotrevisan.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </li>
<li><strong>10.dic.2008 | scritto da: aol</strong><br />
 Che calatrava sia un genio è tutto da dimostrare. Negli stessi giorni in cui si inaugurava il suo &#8220;ponte&#8221; a Venezia (significativamente, di notte; non avendo il coraggio di reggere la luce del giorno) un altro &#8220;ponte &#8221; del suddetto pativa un crollo parziale nella sua nativa Valencia e un altro ancora era criticato a new York per i lunghi tempi di realizzazione e i costi lievitati (ma allora è un vizio!). Avevo segnalato la cosa al corriere della sera, ma evidentemente quei signori non ti prendono in considerazione se osi criticare uno dei loro (i.e. cacciari). Questo blog è molto utile per dare voce ai cittadini stufi di veder sprecare il denaro pubblico per realizzare schifezze che non sono solo inutili, ma dannose. Signori che osannate il calatrava: ma avete letto sui giornali quanta gente si sta rompendo le ossa sul suo &#8220;ponte&#8221;? Se questo è genio, viva l&#8217;imbecillità, che infatti trionfa in tale &#8220;ponte&#8221; e in chi gliela fatto fare.</li>
<li><strong>21.gen.2009 | scritto da: futuro architetto</strong><br />
 a me la passerella piace molto però devo dire che rovina un pò il paesaggio veneziano dove tutte le case o quasi sono in stile gotico</li>
</ul>
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