lunedì, 27 luglio 2009
E’ di questa mattina l’articolo del Corriere della Sera — di cui copia c’è nel suo blog personale —, dove il ministro Brunetta dichiara il suo pensiero sulla cattiva gestione ventennale della città di Venezia e di alcune proposte per ripartire, in modo attivo e produttivo.
«Venezia oggi è la città dei magnati e dei centri sociali. Degli archistar e della chimica vecchia e velenosa. Dei tycoon e dei giocatori del casinò. Una città mercificata e svenduta da una classe dirigente che ha alzato bandiera bianca su Palazzo Grassi e sulla Punta della Dogana, rinunciando a qualsiasi progettualità per il futuro, inalberando enormi cartelloni pubblicitari che non hanno uguali al mondo per volgarità. Una classe dirigente in fuga, come l’aristocrazia veneziana che si arrese a Napoleone senza sparare un colpo. Eppure il Rinascimento di Venezia è possibile. È il momento giusto, perché i veneziani non ne possono più del declino di Venezia; gli italiani stessi non ne possono più di una Venezia parassitaria, che non serve all’Italia. Il primo passo non sarà chiedere altri soldi; sarà ripartire da una nuova base economica»
Mi piace il tono di proattivismo nelle parole di Brunetta, perché tocca con mano una verità che condivido a pieno, in una Venezia che spende i soldi della famosa “legge speciale a favore di Venezia” per cose inutili — come una serie di tettoie nel parco di San Giuliano che dovrebbero portare sollievo e ombra… viste fresche fresche ieri pomeriggio, ma non mi pronuncio per non diventare volgare —, anziché trovare un modo per rimettere in moto una Venezia seduta e arresa su sè stessa, nonché spremuta al massimo.
Una città sfruttata e spremuta dagli stessi “veneziani”, molto spesso, che non contribuiscono a ritornare un po’ di ossigeno ad una città moribonda, e che meriterebbero di chiudere l’attività oggi stesso.
A parte la sublagunare — che è l’unico punto su cui non concordo molto con le proposte del ministro, non tanto per l’effettiva praticità che potrebbe dare, ma quanto per l’impatto che secondo me avrebbe sull’ecosistema lagunare — trovo che le idee dell’articolo di oggi descrivano molto bene la realtà generale della città e le esigenze pratiche per ricominciare ad avere una città viva.
Non faccio di tutta l’erba un fascio, naturalmente, molte sono le persone che si dimostrano attive e interessate seriamente alla buona salute della città e dei loro concittadini… però non bastano per rimettere in moto l’ingranaggio, ci vorrebbe anche una spinta… brunettiana.
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Isaac Asimov
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