giovedì, 29 marzo 2007
Antonio Canal, detto il Canaletto, è uno tra gli artisti del settecento Veneziano maggiormente conosciuto e diffuso in tutto il mondo. Tra i quadri più noti sono ovviamente tutti i paesaggi da lui dipinti che hanno come soggetto Venezia, da vari scorci possibili.

La peculiarità dei suoi dipinti, derivante dalla tecnica con cui dipingeva, è la minuzia di particolari e il dettaglio che era solito imprimere in tutti i suoi lavori.
Questo grazie alla “camera oscura” che usava per tracciare i suoi dipinti:

La sua tecnica ha reso possibile imprimere nei suoi dipinti una tale esattezza di dettagli che oggi i suoi quadri sono una fonte preziosa per monitorare la situazione dell’acqua alta alla sua epoca, avendo quindi a disposizione una serie di “fotografie” importanti per stabilire quale fosse l’andamento della marea nel settecento.
E per chi ha avuto l’occasione e fortuna di osservare un quadro del Canaletto da vicino, beh, si è reso certamente conto che quanto appena detto non è un’esagerazione.
Anche i quadri del Bellotto, artista della scuola del Canaletto, sono un esempio di minuziosità e realismo senza pari, che risultano altrettanto importanti quanto i paesaggi del Canaletto.

Questi due particolari di un quadro da lui realizzato, rendono davvero bene l’idea delle luci, dei dettagli e dell’eccezionale cura impressa al suo lavoro (posso assicurare che anche visti da vicino si rimane a bocca aperta).

E se il settecento veneziano ci regalava simili capolavori, noi oggi abbiamo il ponte di Calatrava (ormai ribatezzato “Chi lo trova”)… la cui inaugurazione è stata rinviata di altri 3 mesi… che disdetta! Ma tanto… anno più anno meno…
Calatrava a parte, per chi volesse “tastare” da vicino questi capolavori consiglio una visita a Ca’ Rezzonico, museo del Settecento Veneziano, a Venezia ovviamente.
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Shankara
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