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	<title>(m&#124;t) The W-Corner &#187; acqua alta</title>
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	<description>L'angolo web di Marco Trevisan aka Bazzmann</description>
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		<title>Venezia&#8230; e le sirene di Ulisse o del terzo tipo? &#8230;mah!</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2007 15:34:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[acqua alta]]></category>
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		<description><![CDATA[Al via un nuovo sistema di avviso dell'alta marea a Venezia... costi esorbitanti e inutilità seguono a ruota l'altro atto estremo di inutilità, chiamato Quarto Ponte su Venezia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p>Eh eh&#8230; pensavamo noi che il <a href="http://www.marcotrevisan.it/?I18n=&amp;way=news&amp;idn=114">terzo appuntamento</a> con il ponte di Calatrava a Venezia fosse la sola nuova chicca da raccontare&#8230; e invece no!</p>
<p>Cosa non farebbe questa amministrazione per mantenere viva la nostra attenzione sulla città e darci dentro con i progetti inutili&#8230; ma costosissssssimi&#8230; capperi &amp; perdincibacco, oserei esclamare!</p>
<p>La novità? Il nuovo sistema di allarme per l&#8217;alta marea.</p>
<p>Oh, roba testata eh&#8230; mica roba buttata li&#8230; cioè, voglio dire, fatta con testa eh.</p>
<p>Ma andiamo con ordine&#8230;</p>
<h2>Incontri ravvicinati del&#8230; boh&#8230; tipo.</h2>
<p>Un bel giorno sono a Venezia che sto parlando con un amico&#8230; ad un certo punto, quasi in lontananza, un suono quasi onirico, vellutato, di altre dimensioni&#8230; che carezza le orecchie, ammicca alla tua riserva di sonno non ancora soddisfatta, ti applica amorevolmente due o tre centimetri di ovatta nelle orecchie&#8230;</p>
<p>&#8220;Che cacchio è &#8216;sto suono? Non è che hai cambiato suoneria vero?&#8221;<br />
 &#8220;Io?&#8221;<br />
 &#8220;Eh, no&#8230; io&#8230;&#8221;</p>
<p>Questo è più o meno lo scambio ad alto livello intellettuale che ho avuto con il mio amico. Ma poco dopo un&#8217;illuminazione&#8230; più detta come battuta che altro&#8230; però, sai, con la genialata del ponte di Calatrava che incombe e aleggia nell&#8217;aria&#8230; una vocina in fondo suggerisce che potrebbe anche non essere così campata in aria come idea&#8230;</p>
<p>&#8220;Ma dai&#8230; vuoi vedere che stanno provando delle nuove sirene per l&#8217;acqua alta?!&#8221;<br />
 &#8220;Ma non dire puttanate&#8230; dai su&#8230;&#8221;<br />
 &#8220;Bah&#8230; secondo me è così&#8230; sempre che non stiano comunicando con dei Venusiani o giù di li&#8230;&#8221;</p>
<p>Tutto questo accade 2 mesi fa, ed è oggetto di qualche sporadica discussione sull&#8217;argomento con amici e parenti.</p>
<h2>Cacchio, ma siamo invasi davvero!</h2>
<p>Bene. Il giorno 7 dicembre 2007, a braccetto con la chicca di Calatrava, scopro che la battuta è una realtà e con grande orgoglio viene annunciato che&#8230;</p>
<blockquote><p>&#8220;Il segnale di nuovo tipo è costituito in realtà di due elementi: il primo è una riproduzione elettronica della classica sirena (<em>quella elettromeccanica di tipo bellico risalente ai tempi della guerra come contraerea mandata in pensione dal nuovo sistema &#8211; n.d.r.</em>) che ha il compito di avvisare che è in arrivo l&#8217;alta marea. Il secondo fornisce l&#8217;indicazione sull&#8217;altezza prevista dell&#8217;acqua. Si tratta di quattro tipi di suoni ben determinati, a ciascuno dei quali è associata una differente altezza.</p>
</blockquote>
<p>In sostanza, a 110 cm suonerà in un modo, a 120 il primo suono sarà accompagnato da un secondo di tonalità diversa (tipo un do-re) e via così al quarto tono che segnala i 140 cm (tipo un do-re-mi-fa).</p>
<p>Ma <em>attenzione</em>&#8230;</p>
<blockquote><p>&#8220;Per arrivare a questo sistema &#8211; aggiunge Massimo Warglien, docente di economia (<em>economia?! vabbè&#8230; &#8211; n.d.r.</em>) a Ca&#8217; Foscari &#8211; sono stati condotti molti test su un campione rappresentativo della popolazione veneziana.&#8221;</p>
</blockquote>
<p>Pure uno studio hanno fatto! Ma dai! E pensare che <strong>ci si convive</strong>&#8230; da quanto&#8230; vediamo&#8230; <strong>un millennio</strong>, detta a spanne?</p>
<p>Prima di spiattellare li il costo dell&#8217;opera (brrr&#8230;) va detta una cosa&#8230; chiunque abiti e lavori a Venezia, è sempre ben informato dal centro maree sulla situazione del giorno dopo sull&#8217;alta marea&#8230; e dato che &#8220;<em>6 ore cala, e 6 ore cresce</em>&#8221; (perché segue un ciclo ben preciso e conosciuto)&#8230; <strong>questo sistema è assolutamente, ed ulteriormente, inutile</strong>.</p>
<p>Ma veniamo al costo e poi vi lascio con una chicca di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lino_Toffolo">Lino Toffolo</a> pubblicata su Il Gazzettino dello stesso giorno: <strong>totale spesa un milione di euro</strong>.</p>
<p>No, lo ripeto eh&#8230; <strong>UN MILIONE DI EURO</strong>.</p>
<p>Giuro non ho parole. Ma prenderei volentieri il badile e lo darei sulle gengive a qualcuno.</p>
<p>Vi lascio a Lino Toffolo va&#8230; così ci facciamo almeno due risate&#8230;</p>
<h2>Ma sì, buttiamola in musica (di Lino Toffolo).</h2>
<p>«Come mai è venuto dalla terraferma con una bottiglia d&#8217;acqua mezza vuota?». «Perché so che qui l&#8217;acqua sei ore cala e sei ore cresce, e non volevo correre il rischio &#8211; soprattutto con le maree eccezionali &#8211; che mi fuoriuscisse per strada!».</p>
<p>L&#8217;acqua alta &#8211; pur essendo il sistema migliore per pulire la città &#8211; è uno dei nostri problemi. E in attesa del Mose, finora ci hanno sempre avvisato con le sirene: che soprattutto di notte, per gli anziani (la stragrande maggioranza dei veneziani) hanno sempre un suono-ricordo-avviso-bombardamenti&#8221;ocio che arriva la bomba!&#8221;.</p>
<p>Come risolvere il problema? Idea! «Mettiamo una musichetta!». Esempio di antico slogan &#8220;la fantasia del potere&#8221; devono essersi messi in tanti a pensarla così originale, perché uno da solo difficilmente ce la fa.</p>
<p>Al bar avevano proposto di recuperare i sopravvissuti della banda cittadina e farli suonare agli angoli delle calli. Altri di scritturare delle nuotatrici vestite da sirenetta che per i canali, uscissero a sorpresa dall&#8217;acqua, e con voce altoparlante-supermercato, avvisassero gli abitanti «attenzione, l&#8217;acqua sta crescendo. Stivali pronti!». Un&#8217;idea era anche di mandare gli anziani più arzilli a suonare i campanelli delle case. «Chi è?». «Acqua alta!». «Varemengo, noi abitiamo al terzo piano, e stavamo dormendo!».</p>
<p>Mi sembra &#8211; si vocifera in segreto &#8211; che se non ci fossero stati i soldi, la soluzione ideale, sarebbe stata di sparpagliare un migliaio di musicisti per tutta la città, che parallelamente all&#8217;acqua, con crescendo rossiniano, sfociassero in un rock sfrenato in caso di un nuovo &#8217;66: «Trovati violinisti veneziani bagnati che continuavano a suonare sull&#8217;altipiano di Asiago!».</p>
<p><em>fonte: Il Gazzettino del 7 dicembre 2007, pagina 3.</em></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
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		<title>Canaletto e acqua alta.</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2007 15:08:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[canaletto]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>

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		<description><![CDATA[Antonio Canal, detto Il Canaletto, come studio per l'acqua alta a Venezia.]]></description>
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			</a>
		</div>
<h2>C&#8217;è quadro e quadro&#8230;</h2>
<p>Antonio Canal, detto <strong>il Canaletto</strong>, è uno tra gli artisti del settecento Veneziano maggiormente conosciuto e diffuso in tutto il mondo. Tra i quadri più noti sono ovviamente tutti i paesaggi da lui dipinti che hanno come soggetto Venezia, da vari scorci possibili.</p>
<p><img src="http://www.marcotrevisan.it/files/image/canaletto-sanmarco-campo-basso-380px.jpg" alt="canaletto: san marco visto dal campo basso" width="378" height="244" /></p>
<p><strong>La peculiarità dei suoi dipinti</strong>, derivante dalla tecnica con cui dipingeva, <strong>è la minuzia di particolari </strong>e il dettaglio che era solito imprimere in tutti i suoi lavori.</p>
<p>Questo grazie alla &#8220;camera oscura&#8221; che usava per tracciare i suoi dipinti:</p>
<p><img src="http://www.marcotrevisan.it/files/image/s_camera.gif" alt="camera oscura" width="180" height="137" /></p>
<h2>Cosa c&#8217;entra l&#8217;acqua alta con il Canaletto?<br />
</h2>
<p>La sua tecnica ha reso possibile imprimere nei suoi dipinti una tale esattezza di dettagli che oggi i suoi quadri sono una fonte preziosa per monitorare la situazione dell&#8217;acqua alta alla sua epoca, avendo quindi a disposizione una serie di &#8220;fotografie&#8221; importanti per stabilire quale fosse l&#8217;andamento della marea nel settecento.</p>
<p>E per chi ha avuto l&#8217;occasione e fortuna di osservare un quadro del Canaletto da vicino, beh, si è reso certamente conto che quanto appena detto non è un&#8217;esagerazione.</p>
<p>Anche i quadri del <strong>Bellotto</strong>, artista della scuola del Canaletto, sono un esempio di minuziosità e realismo senza pari, che risultano altrettanto importanti quanto i paesaggi del Canaletto.</p>
<p><img src="http://www.marcotrevisan.it/files/image/bellotto-venezia-zoom-1.jpg" alt="" width="380" height="250" /></p>
<p>Questi due particolari di un quadro da lui realizzato, rendono davvero bene l&#8217;idea delle luci, dei dettagli e dell&#8217;eccezionale cura impressa al suo lavoro (posso assicurare che anche visti da vicino si rimane a bocca aperta).</p>
<p><img src="http://www.marcotrevisan.it/files/image/bellotto-venezia-zoom-2.jpg" alt="" width="380" height="370" /></p>
<p>E se il settecento veneziano ci regalava simili capolavori, noi oggi abbiamo il ponte di Calatrava (ormai ribatezzato &#8220;Chi lo trova&#8221;)&#8230; la cui inaugurazione è stata rinviata di altri 3 mesi&#8230; che disdetta! Ma tanto&#8230; anno più anno meno&#8230;</p>
<p>Calatrava a parte, per chi volesse &#8220;tastare&#8221; da vicino questi capolavori consiglio una visita a <a href="http://www.museiciviciveneziani.it/frame.asp?area=info&amp;musid=7&amp;parte=arrivare&amp;sezione=musei">Ca&#8217; Rezzonico</a>, museo del Settecento Veneziano, a Venezia ovviamente.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
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