martedì, 22 giugno 2010
Certo non ne ho ancora parlato, ma va da sè che uno, dopo anni di lavoro come guardasala approfitta di qualsiasi occasione di lavoro cerebralmente stimolante, anche se richiedesse di lasciare un posto fisso a favore di uno a tempo determinato, anche di mesi.
Voglio dire, parliamo del guardasala.
Un lavoro che — quando ti va bene — dopo un paio d’anni ti porta a non riconoscere più la tua mano destra dalla sinistra per il semplice fatto che hai incrociato le braccia.
Ma oggi siamo qui ad affrontare un’esperienza di vita più intensa, forte e costruttiva: una di quelle che forniscono una particolare connotazione di estrema concretezza al termine “ebete“.
E dire “ebete” è regalare un complimento caritatevole all’interessato. Per intenderci.
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“Il futuro appartiene a coloro che avranno il coraggio di credere nella bellezza dei propri sogni.”
Eleanor Roosevelt
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