w-corner | marco trevisan

I redditi degli italiani sono sul web. Confermo.

mercoledì, 30 aprile 2008

Notizia fresca fresca dal Corriere della Sera: “I redditi degli italiani sono sul web“.

Una bufala? Sticazzi, è tutto vero.

I redditi del 2005 di tutti gli italiani, divisi per regione e comuni, sono a portata di mano di chiunque voglia leggerli, con tanti saluti al diritto di tenere per sè quelle informazioni che rientrano senza alcun dubbio nella propria sfera personale, e strettamente privata.

In compenso obbligano le attività commerciali ad assicurare ogni forma di protezione dei dati personali di qualunque forma siano (anche la semplice ragione sociale), la compilazione di un documento annuo, l’investimento in risorse e infrastruttura tecnologica per garantire ogni difesa da eventuali violazioni ed intrusioni.

Ma allora… qualcosa mi sfugge… io devo dannarmi l’anima per difendere dei dati commerciali normalmente utilizzati in una attività commerciale e uno dei miei dati sensibili viene sbandierato al vento senza la mia autorizzazione???

Stiamo scherzando?!?

Bene, per scrupolo ho fatto anche la prova e ora sono in possesso dei cazzi dei miei concittadini.

Seguendo le istruzioni del Corriere, sono approdato alla sezione contenente l’elenco dei distretti comunali e la possibilità di accedere ai dati, scaricabili liberamente previo inserimento di un codice numerico (per chi se ne intende un semplice controllo CAPTCHA).

I dati scaricabili sono: persone fisiche, aziende, associazioni di persone, enti pubblici.

Una volta avviato il processo di download, si scaricherà un file zippato contenente un semplice file di testo formattato che contiene, come titolo, la seguente dicitura:

ELENCO DEI CONTRIBUENTI CHE HANNO PRESENTATO LA DICHIARAZIONE AI FINI DELL’IMPOSTA SUI REDDITI E DELL’IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO RELATIVE ALL’ANNO D’IMPOSTA 2005 – PERSONE FISICHE (IMPORTI IN UNITA’ DI EURO)

E i seguenti dati (che riporto esattamente come sono scritti):

  • COGNOME E NOME
  • DATA DI NASCITA
  • CATEG. PREVAL. DI REDDITO
  • CODICE ATTIV.
  • REDDITO IMPONIBILE
  • IMPOSTA NETTA
  • REDDITO D’IMPRESA O DI LAVORO AUTONOMO
  • VOLUME D’AFFARI
  • TIPO MODELLO

Un ottimo esempio di difesa dei diritti dei cittadini, non c’è che dire.

Così, come affermato anche dal buon Beppe Grillo, ora i rapimenti e i riscatti saranno quanto mai facili da organizzare, sapendo i redditi di tutti gli italiani.

Ok è un po’ una provocazione.

Ma non parlando della mafia, che di certo sa già i dati che vuole senza questa mossa intelligente dell’agenzia delle entrate, sicuramente vale per quei “ladruncoli” che ora hanno maggiore accesso ad informazioni “paesane”.

Alla faccia della sicurezza nazionale e locale.

Beh, in ogni caso propongo di muoversi e richiedere l’immediata chiusura dell’accesso, dato che non mi pare ci sia mai stata chiesta nessuna autorizzazione esplicita a pubblicarli. E se l’hanno fatto, è contenuta senza dubbio nelle innumerevoli firme di autorizzazioni burocratiche di cui siamo ormai invasi.

Capiso che la legge non ammette ignoranza, ma qui stiamo completamente pisciando fuori dal boccale.

Aggiornamento delle 18:55: stop del garante, i dati pubblicati sono una violazione della privacy. Ora vedremo se l’accesso sarà chiuso (fonte Corriere della Sera e La Repubblica).

Vecchi commenti:

  • 24.mag.2008 | scritto da: Paola
    E’ davvero incredibile… mantenere la calma di fronte alle cazzate che dici. Per legge è lecito conoscere il reddito di una persona, non è tra i dati sensibili, e ci mancherebbe pure che lo fosse. Quindi è giusto anche che siano messi online. Purtroppo la faccenda è stata organizzata male, ma è almeno è avvenuta, anche se per poche ore. Quando ricapiterà mai?
  • 05.giu.2008 | scritto da: (m|t)
    Da come ti sei accesa sembra tu rientri tra quelle persone che smaniano di sapere quanto guadagna l’altro… :)
    E’ vero, non sono strettamente sensibili, ma è altrettanto vero che ho parlato di provocazione.
    Evidentemente la provocazione è andata talmente a segno con te che ti sei persa il succo importante del mio discorso. :)
    Ti invito a leggere questo articolo, per capire perché non sono d’accordo con la diffusione incontrollata dei dati:
    http://www.apogeonline.com/webzine/2008/05/05/19/200805051902
    In conclusione (dopo aver letto tale articolo), sapere cosa guadagna un altro cosa cambia? Siamo più contenti? E’ più bello farsi i fatti degli altri?
    La trasparenza dei dati è una cosa ed è giusta che esista, nulla in contrario, ma diffondere tali dati senza nessun controllo (sapendo a che scopi potrebbero servire poi) sulla loro consultazione, no.
    Mi sembra che l’Italia abbia ben bisogno di provvedimenti più importanti di questa cazzata della diffusione online dei dati, e come cittadino che le tasse le paga, vorrei vedere i soldi investiti in qualcosa di più utile.
  • 18.giu.2008 | scritto da: roberto
    penso che comunque tu possa stare tranquillo rispetto ai ladri. no?
  • 21.giu.2008 | scritto da: Ermes
    Tanto chiasso per nulla. La pubblicazione del reddito dovrebbe essere un oblbigo in un paese civile. Infatti noi non lo siamo.
    E anche Grillo.. ha perso un’ottima occasione per tacere. Sta storia dei rapimenti… e Babbo Natale no?
    Ogni volta che si invova ciò che altrove è la norma, si viene apostrofati come fa (m|t) qui sopra.
    Chi se ne frega di quanto guadagni tu o un mio vicino. Tu sei corso a vedere come funzionava la cosa è affar tuo. A me lascia del tutto indifferente.
    Da anni attendo inutilmente la creazione dell’anagrafe tributaria. Altro che soldi spesi male: stanare l’elusione e l’evazione ci permetterebbe di pagare molte meno tasse.
    E non sono così scemo da non aver capito che la publbicazione viene interrotta NON per proteggere la mia privacy, ma per tutelare i GRANDI FURTI legalizzati.
    Posso essere indignato solo per il ritardo con cui si è provveduto rendere pubblici i redditi e per il modo così dilettantesco con cui è stata fatta la cosa.
    Amen
  • 26.giu.2008 | scritto da: (m|t)
    @roberto:
    perché, hai visto i miei redditi? :)
    @Ermes:
    A me personalmente non interessa sapere se altrove è norma oppure no. Guardo al principio e sostanza della cosa e me ne faccio una mia personale opinione.
    Onestamente non credo affatto che rendere pubblici i redditi aiuti poi così tanto la non evasione. Le scappatoie ci sono sempre e comunque.
    Le autorità possono già accedere a tali dati, perciò, chiedo ancora: ci cambia tanto che tali dati siano su web a disposizione di tutti?
    Io non credo, e considerando quanto costa gestire un sistema del genere, meglio convogliare i soldi in altre parti.
  • 29.giu.2008 | scritto da: roberto
    si marco li ho visti e confermo che dei ladri e dei rapimenti non serve che ti preoccupi. detto ciò penso che chi è contro alla pubblicazione è perchè si vergogna di quanto guadagna o troppo poco o troppo
  • 04.ago.2008 | scritto da: (m|t)
    @roberto:
    addirittura l’onore di aver visto i miei redditi? :) perciò mi conosci bene, o sei andato a spulciare altri miei dati personali per sapere quale comune analizzare… mi fa piacere essere oggetto di tante attenzioni. :)
    quanto al tuo parere sulla pubblicazione dei dati, mi sembra piuttosto presuntuoso come giudizio.
    ma, d’altra parte, ognuno è giusto che la pensi a modo suo.

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