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	<title>(m&#124;t) The W-Corner &#187; Cultura</title>
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	<description>L'angolo web di Marco Trevisan aka Bazzmann</description>
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		<title>BP, Houston, Texas, petrolio&#8230; forse non tutti sanno che&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 21:08:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nostro futuro, qualcosa su cui riflettere. Per davvero.]]></description>
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			</a>
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<p>Il disastro ambientale che si è abbattuto – <em>e che si sta abbattendo tuttora</em> – in quello che era uno dei mari più ambiti nelle mete turistiche mondiali è sotto gli occhi di tutti, e ancor più il fatto che la falla <em>non </em>é stata fermata.</p>
<p>Ciò che però non si sa è che a questo genere di disastri (<em>ufficialmente non cosí dannosi, in realtà non possiamo sapere, a questo punto</em>) sono già accaduti e — <em>tra le altre</em> — la protagonista è stata anche la stessa BP.</p>
<p>Ma andiamo con ordine&#8230;</p>
<h2>Houston e la Colonial Pipeline</h2>
<p><strong>Punto primo</strong>: il più grande stabilimento al mondo che produca gomma sintetica si trova oggi in Texas. Dal 1942, la Goodyear Rubber produce ancora oggi prodotti che vanno dai copertoni per le auto della Formula 1 alla gomma da masticare. Ma, per quanto grande possa essere lo stabilimento, si perde nel complesso industriale che lo circonda.</p>
<p><strong>Punto secondo</strong>: questo megaplex industriale, che inizia alla periferia orientale di Houston e continua ininterrotto per ottanta chilometri fino al Golfo del Messico è la più grande concentrazione di raffinerie di petrolio, compagnie petrolchimiche e serbatoi di stoccaggio della Terra.</p>
<p><strong>Punto terzo</strong>: la madre di tutte le condutture oleodotte – <em>piene di benzina, gasolio per riscaldamento, diesel e combustibile avio appena raffinati</em> –, la <em>Colonial Pipeline </em>lunga 8880 chilometri e larga un metro, fa viaggiare questi combustibili in varie gradazioni da Pasadena a Linden, New Jersey, alla velocità di sette chilometri all&#8217;ora. Un viaggio di una ventina di giorni, salvo guasti o uragani.</p>
<h2>Le cupole saline di stoccaggio</h2>
<p>Sotto la costa del Golfo del Messico ci sono circa cinquecento cupole saline formatesi con il risalire a galla attraverso gli strati sedimentari del sale depositato a ottomila metri di profondità. Molte di queste cupole si trovano proprio sotto Houston. Di forma bombata, possono essere larghe anche uno o due chilometri.</p>
<p>Facendo una trivellazione in una cupola di sale e poi pompando acqua dentro è possibile dissolvere parte dell&#8217;interno e usarla come locale di stoccaggio. Alcune caverne di stoccaggio nelle cupole di sale sotto la città sono larghe duecento metri e alte ottocento, un volume equivalente al doppio della Houston Autodrome.</p>
<p>Poiché le pareti di cristallo di sale sono considerate impermeabili, le cupole vengono usate per conservare i gas, soprattutto quelli più esplosivi, come l&#8217;etilene. Pompato dentro una formazione salina sotterranea, l&#8217;etilene è tenuto sotto pressione finché è pronto per essere trasformato in plastica.</p>
<p>Dal momento che è così volatile, il gas può decomporsi rapidamente, facendo scoppiare le tubature sotterranee.</p>
<h2>L&#8217;isomerizzazione e altri recenti disastri</h2>
<p>L&#8217;isomerizzazione è una procedura che usa un catalizzatore a base di platino e una temperatura superiore ai 650° per ridistribuire gli atomi nelle molecole di idrocarburo in modo da incrementare l&#8217;ottano nel combustibile oppure produrre sostanze usate nella plastica.</p>
<p>L&#8217;isomerizzazione può diventare estremamente volatile.</p>
<p>Le torri di cracking e gli impianti di isomerizzazione sono dotati di torce. Se un qualunque processo diventa sbilanciato, o se la temperatura schizza troppo in alto, entrano in gioco le torce per allentare la pressione. Una valvola di scarico manda qualunque cosa non possa essere ulteriormente contenuta su per la ciminiera della torcia, segnalando alla fiamma pilota di accendersi. A volte viene anche iniettato del vapore in modo che quel che c&#8217;è dentro non faccia fumo ma bruci in modo pulito.</p>
<h2>E se non va per il verso giusto?</h2>
<p>Quando <em>qualcosa non va per il verso giusto</em>, putroppo i risultati possono essere terrificanti.</p>
<p>Nel 1998 la Sterling Chemical emise una nuvola di acido cloridrico e di vari isomeri del benzene che <strong>mandò all&#8217;ospedale centinaia di persone</strong>. Quattro anni prima c&#8217;era stata un fuga di milleduecento chili di ammoniaca che <strong>aveva provocato novemila denunce per lesioni personali</strong>.</p>
<p>Nel marzo 2005 un geyser di idrocarburi liquidi erutto da una delle ciminiere di isomerizzazione della BP. A contatto con l&#8217;aria gli idrocarburi <strong>si incendiarono uccidendo quindici persone</strong>. Nel luglio di quell&#8217;anno, nello stesso impianto, <strong>esplose un gasdotto di idrogeno</strong>; in agosto una <strong>fuga di gas che puzzava di uova marce</strong>, segno della <strong>presenza di solfuro di idrogeno tossico</strong>, portò alla <strong>temporanea chiusura di gran parte della BP</strong>. Qualche giorno prima a Chocolate Bayou, venticinque chilometri più a sud, in una fabbrica di plastica sussidiaria della BP, un&#8217;<strong>esplosione aveva provocato fiamme alte quasi venti metri</strong>. Si era dovuto lasciar estinguere la fiammata da sola.</p>
<p>C&#8217;erano voluti <strong>tre giorni</strong>.</p>
<h2>Perciò? Forse&#8230;</h2>
<p>Che il mondo attuale e la nostra civiltà sia basata sull&#8217;energia —<em> in qualsivoglia forma e utilizzo</em> — lo sappiamo e allo stato attuale è uno dei perni centrali su cui si basa tutto. Perciò dell&#8217;energia abbiamo bisogno, oggi più che mai.</p>
<p>Tuttavia, <em>forse</em>, c&#8217;è davvero qualcosa che non va e che comincia ad essere sempre più preoccupante: <em>la nostra sicurezza</em>.</p>
<p><em>Forse</em>, il mero soldo e l&#8217;attuale economia basata sul solo profitto non è più l&#8217;ingranaggio che deve muovere il mondo.</p>
<p><em>Forse </em>sto dicendo una cosa scontata. Ma stando agli avvenimenti non mi sembra più proprio così scontata.</p>
<p><em>Forse </em>questa famosa utopia del bene comune — <em>ma solo perché c&#8217;è la volontà che rimanga tale</em> — dovrebbe diventare più una realtà che un sogno.</p>
<p><em>Forse</em>, come dice un vecchio proverbio indiano, &#8220;<em>abbiamo la Terra non in eredità dai genitori ma in affitto dai figli</em>&#8220;.</p>
<p>E <em>forse</em> dovremmo iniziarci a pensare seriamente <em>tutti quanti</em>.</p>
<p><em>La fonte di queste nozioni è il libro che dovremmo leggere tutti quanti, tra altri eccellenti pubblicati, intitolato &#8220;<strong>Il mondo senza di noi</strong>&#8221; di <strong>Alan Weisman</strong>. Da questo libro estrapolerò altri disastri che ogni anno vengono prodotti, con cifre e contesti disarmanti. A dir poco.</em></p>
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		<title>L&#8217;anno dell&#8217;uragano.</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 17:27:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Dojo]]></category>
		<category><![CDATA[Joe R. Lansdale]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>

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		<description><![CDATA[Estratto dal libro di Joe R. Lansdale, "Il giorno dell'uragano".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p>Ore 18.30</p>
<p>In un pomeriggio più caldo di due ratti che trombano in un calzino di lana, John McBride, uno e ottantacinque abbondanti, quasi cento chili, le manone come prosciutti, un fisico da cinghiale selvatico con un carattere dello stesso genere, arrivò all&#8217;isola di Galveston col traghetto che veniva dalla costa del Texas; aveva una sei colpi sotto il spprabito e un rasoio in una scarpa.</p>
<p>Mentre il traghetto attraccava, McBride mise giù la valigia, si tolse la bombetta, prese un bel fazzoletto bianco nuovo di zecca da una tasca del soprabito, lo usò per asciugare l&#8217;inceratino della bombetta, poi per detergersi il sudore dalla fronte, quindi se lo passò sui radi capelli neri per rimettersi infine il cappello.</p>
<p>A San Francisco un vecchio cinese gli aveva detto che i capelli li stava perdendo perché portava sempre il cappello, e McBride aveva deciso che poteva anche avere ragione; però adesso il cappello lo portava per nascondere la propria calvizie. All&#8217;età di trent&#8217;anni sentiva di essere troppo giovane per perdere i capelli.</p>
<p>Il cinese gli aveva venduto a una cifra considerevole un tonico dall&#8217;odore dolciastro che avrebbe dovuto risolvere il suo problema. McBride lo usava con devozione religiosa, strofinandoselo sullo scalpo. Finora, l&#8217;unico effetto visibile era stata la lucidatura della sua pelata. Se mai fosse tornato a San Francisco era il caso di andare a trovare quel cinese, magari per fagli un paio di bernoccoli sulla testa.</p>
<p>“<strong>Il giorno dell&#8217;uragano</strong>“, <br />
 Joe R. Lansdale — pag. 19-20<br />
 (Fanucci Editore)</p>
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		<title>Leonardo, l&#8217;uomo vitruviano fra arte e scienza.</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 11:55:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo ben 7 anni dalla sua ultima apparizione in pubblico, torna in esposizione uno dei capolavori di Leonardo Da Vinci: l'uomo vitruviano. In esposizione alle Gallerie dell'Accademia con la mostra "Leonardo - l'uomo vitruviano fra arte e scienza".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-418" title="Leonardo - L'uomo vitruviano fra arte e scienza" src="http://marcotrevisan.it/wp-content/uploads/2009/10/vitruvio.jpg" alt="Leonardo - L'uomo vitruviano fra arte e scienza" width="378" height="118" /></p>
<p>Oggi voglio segnalare un evento interessante, per la sua unicità e rarità.</p>
<p>Dopo ben 7 anni dalla sua ultima apparizione in pubblico, infatti, l&#8217;uomo vitruviano — <em>il celebre disegno di Leonardo Da Vinci</em> — torna alla portata di tutti con la mostra &#8220;<strong>Leonardo &#8211; l&#8217;uomo vitruviano fra arte e scienza</strong>&#8221; alle <strong>Gallerie dell&#8217;Accademia</strong>, a <strong>Venezia</strong>, dal <strong>10 ottobre 2009</strong> al <strong>10 gennaio 2010</strong>.</p>
<p><strong>Tutte le informazioni necessarie</strong> (orari, prezzi, modalità di prenotazione, ecc.) sono disponibili <strong><a href="http://leonardo.uomovitruviano.it/">presso il sito ufficiale</a></strong> (<em>una produzione <a href="http://bazzmann.it/">Bazzmann Srl</a>, tra l&#8217;altro</em> <img src='http://marcotrevisan.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  ).</p>
<p>Al suo interno, oltre alle informazioni di rito, è possibile leggere l&#8217;<strong>intervista esclusiva all&#8217;autrice della moneta dell&#8217;euro italiana</strong> (<em>raffigurante per l&#8217;appunto l&#8217;uomo vitruviano nel retro</em>), <strong>giocare con i disegni di Leonardo</strong> e <strong>partecipare ad una divertente iniziativa</strong> a tema.</p>
<h3>Link utili:</h3>
<ul>
<li><a href="http://leonardo.uomovitruviano.it/">Sito ufficiale dell&#8217;evento &#8220;Leonardo &#8211; l&#8217;uomo vitruviano fra arte e scienza&#8221;</a></li>
<li><a href="http://www.polomuseale.venezia.beniculturali.it/">Sito ufficiale del Polo Museale Veneziano</a></li>
</ul>
<p><br class="spacer_" /></p>
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		<title>Terminator: realtà o fantasia?</title>
		<link>http://marcotrevisan.it/cultura/terminator-realta-o-fantasia/</link>
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		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 06:36:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come spesso accade, la fantasia di libri e film anticipano una realtà del tutto possibile... e stavolta è il caso di Terminator.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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		</div>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-388" title="terminator" src="http://marcotrevisan.it/wp-content/uploads/2009/08/terminator.jpg" alt="terminator" width="380" height="197" /></p>
<p>E se il nostro mondo potesse davvero diventare così?</p>
<h2>C&#8217;è del buono&#8230;</h2>
<p>Un motore che si alimenta in modo naturale e non inquinante? Un emule della gloriosa <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/DeLorean_%28macchina_del_tempo%29">DeLorean</a> di Ritorno al Futuro, che ingoia spazzatura e la trasforma in energia? Effettivamente&#8230; c&#8217;è.</p>
<p>La tecnologia è frutto dell&#8217;ingegno della <a href="http://www.cyclonepower.com/">Cyclone Power Technologies</a>, che ha messo a punto <strong>un motore rivoluzionario che trae la propria energia da biomassa vegetale</strong>. Un motore capace di sprigionare ben <em>330 cavalli</em>, con la prossima versione Mark VI attualmente in sviluppo.</p>
<p>Un ciclone buono, diciamo.</p>
<p>Se tutti motori del mondo ne fossero dotati, molto inquinamento sarebbe abbattuto in maniera drastica. Almeno stando alle loro dichiarazioni.</p>
<h2>&#8230;e del cattivo.</h2>
<p>Però, come dice il buon <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Constantine_%28film%29">John Constantine</a>: &#8220;<em>c&#8217;è sempre il trucco</em>&#8220;.</p>
<p>E il trucco, in questo caso, porta il nome di <a href="http://www.wired.com/dangerroom/2009/07/company-denies-its-robots-feed-on-the-dead/">EATR</a>, un acronimo — <em>gli americani ne vanno matti</em> — che sta per <em>Energetically Autonomous Tactical Robot</em>, ovvero un <strong>robot tattico che si autoalimenta di biomassa</strong>, un progetto della Robotics Technology Inc. per conto del <a href="http://www.darpa.mil/">DARPA</a>.</p>
<p>DARPA è un altro acronimo che sta per <em>Defense Advanced Research Projects Agency</em> (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Defense_Advanced_Research_Projects_Agency">approfondimento su Wikipedia</a>), un&#8217;organizzazione di ricerca del dipartimento di difesa militare americano.</p>
<p>Questo connubio (<em>il motore della Cyclone unito al progetto EATR</em>) è bastato per scatenare un&#8217;<a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/CyberNews/?id=3.0.3678331425">onda di discussioni</a> e <a href="http://www.wired.com/dangerroom/2009/07/company-denies-its-robots-feed-on-the-dead/?asdf">prese di posizione</a>, poiché dal cibarsi di soli vegetali alla possibilità di cibarsi anche di altri tipi di biomasse (tra cui la carne, di chiunque ne sia il proprietario), il passo non è proprio così lungo.</p>
<p>E&#8217; giunto il momento di prendere in serie considerazione le <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tre_leggi_della_robotica">3 leggi della robotica</a>? Ci saranno robot attivi ininterrottamente che scorrazzeranno per il pianeta?</p>
<p>Tanto per ricordarle&#8230; le 3 leggi della robotica, del buon vecchio Asimov, sono:</p>
<ol>
<li><em>Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno.</em></li>
<li><em>Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge.</em></li>
<li><em>Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima e con la Seconda Legge.</em></li>
</ol>
<p>Chi lo sa.</p>
<p>E, tanto per stare tranquilli, andando a soddisfare la mia curiosità mi imbatto in un altro progetto&#8230;</p>
<h2>E Terminator, dov&#8217;è?</h2>
<p>Abbiamo conosciuto <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Terminator">Skynet e la serie T,</a> abbiamo incontrato il T800, T1000 e così via.</p>
<p>Ma ancora non avevamo conosciuto <a href="https://www.fbo.gov/index?&amp;s=opportunity&amp;mode=form&amp;id=6c67f326ad4b836ce3217e3b7c56f45c&amp;tab=core&amp;tabmode=list">LS3</a>, altro acronimo che sta per <em>Legged Squad Support System</em>, ovvero un sistema di supporto ai militari su gambe. Si, esatto, su <em>gambe</em>.</p>
<p>Il che ci porta al succo del discorso, <a href="http://www.robotictechnologyinc.com/index.php/robots">come dichiarato nel sito della RTI</a>, poichè è intenzione del DARPA portare avanti anche ricerche di robot <em>umanoidi</em>.</p>
<p>Umanoidi, certo, perché, estrapolandolo dal loro comunicato: &#8220;<cite>Legged organisms and machines, including bipedal humanoids, can travel over nearly the entire land surface. Also, humans will interact most easily with robots that appear to be human.</cite>&#8220;.</p>
<p>Per tradurre al volo &#8220;bipedal humanoids&#8221; sta a significare robot su due gambe perché, dicono, gli umani interagiranno molto più facilmente con robot dalle sembianze umane.</p>
<p><em>Brrr</em>&#8230;</p>
<p>Terminator sarà tra noi a breve? Speriamo di no, sarebbe meglio trovare un modo perché le guerre finiscano, non alimentarle da robot umanizzati&#8230; <em>oops</em>&#8230; umanoidi.</p>
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		<title>Brunetta sindaco subito!</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2009 10:59:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una proposta per la rinascita di una Venezia non più museo, ma città produttiva e ripopolata... o almeno ripopolabile.]]></description>
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			</a>
		</div>
<p>E&#8217; di questa mattina l&#8217;articolo del Corriere della Sera — <em>di cui <a href="http://www.renatobrunetta.it/2009/07/27/brunetta-venezia-svenduta-e-mercificata-la-colpa-e-del-%C2%ABmarchio%C2%BB-cacciari/">copia c&#8217;è nel suo blog personale</a></em> —, dove <a href="http://www.corriere.it/politica/09_luglio_27/brunetta_cazzullo_3c4b73d0-7a70-11de-8f8b-00144f02aabc.shtml">il ministro Brunetta dichiara il suo pensiero sulla cattiva gestione ventennale della città di Venezia</a> e di alcune proposte per ripartire, in modo attivo e produttivo.</p>
<blockquote><p>«Venezia oggi è la città dei magnati e dei centri sociali. Degli archistar e del­la chimica vecchia e velenosa. Dei tyco­on e dei giocatori del casinò. Una città mercificata e svenduta da una classe di­rigente che ha alzato bandiera bianca su Palazzo Grassi e sulla Punta della Do­gana, rinunciando a qualsiasi proget­tualità per il futuro, inalberando enor­mi cartelloni pubblicitari che non han­no uguali al mondo per volgarità. Una classe dirigente in fuga, come l’aristo­crazia veneziana che si arrese a Napole­one senza sparare un colpo. Eppure il Rinascimento di Venezia è possibile. È il momento giusto, perché i veneziani non ne possono più del declino di Ve­nezia; gli italiani stessi non ne possono più di una Venezia parassitaria, che non serve all’Italia. Il primo passo non sarà chiedere altri soldi; sarà ripartire da una nuova base economica»</p>
</blockquote>
<p>Mi piace il tono di proattivismo nelle parole di Brunetta, perché tocca con mano una verità che condivido a pieno, in una Venezia che spende i soldi della famosa &#8220;legge speciale a favore di Venezia&#8221; per cose inutili —  <em>come una serie di tettoie nel parco di San Giuliano che dovrebbero portare sollievo e ombra&#8230; viste fresche fresche ieri pomeriggio, ma non mi pronuncio per non diventare volgare</em> —, anziché trovare un modo per rimettere in moto una Venezia seduta e arresa su sè stessa, nonché spremuta al massimo.</p>
<p>Una città sfruttata e spremuta dagli stessi &#8220;veneziani&#8221;, molto spesso, che non contribuiscono a ritornare un po&#8217; di ossigeno ad una città moribonda, e che meriterebbero di chiudere l&#8217;attività oggi stesso.</p>
<p>A parte la sublagunare — <em>che è l&#8217;unico punto su cui non concordo molto con le proposte del ministro, non tanto per l&#8217;effettiva praticità che potrebbe dare, ma quanto per l&#8217;impatto che secondo me avrebbe sull&#8217;ecosistema lagunare</em> — trovo che le idee dell&#8217;articolo di oggi descrivano molto bene la realtà generale della città e le esigenze pratiche per ricominciare ad avere una città viva.</p>
<p>Non faccio di tutta l&#8217;erba un fascio, naturalmente, molte sono le persone che si dimostrano attive e interessate seriamente alla buona salute della città e dei loro concittadini&#8230; però non bastano per rimettere in moto l&#8217;ingranaggio, ci vorrebbe anche una spinta&#8230; brunettiana. <img src='http://marcotrevisan.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Il 2012 e i teschi di cristallo &#8211; prima parte.</title>
		<link>http://marcotrevisan.it/cultura/il-2012-e-i-teschi-di-cristallo-prima-parte/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 00:47:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[21 dicembre 2012]]></category>
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		<description><![CDATA[I teschi di cristallo, i maya, gli indiani d'america e la fine del mondo del 2012. Cosa c'entrano l'uno con l'altro?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p>Era <strong>più o meno il 2001</strong> quando, incuriosito dal tema intrigante scritto in copertina &#8220;<em>Il mistero delle 13 chiavi</em>&#8220;, acquisto un libro che mi riscoprirò a rileggere solo tra il 2008 e il 2009.</p>
<p>Era <strong>appena iniziato il 2007</strong> quando, incuriosito da tutto questo allarmismo sulla fatidica fine del mondo prevista per il 2012, ho deciso di approfondire l&#8217;argomento e <a href="/cultura/20-21-dicembre-2012-fine-del-mondo-o-nuova-era/">parlarne poi proprio qui</a>.</p>
<p>Erano <strong>pochi mesi fa</strong> quando <a href="/cultura/2012-il-film/">ho annunciato che ne avrei parlato</a>, prima o poi.</p>
<p>Bé, eccomi qui. <img src='http://marcotrevisan.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<h2>La domanda è&#8230;</h2>
<p>Cosa c&#8217;entrano dei teschi di cristallo, il messico, i maya, gli indiani nativi d&#8217;America, gli egizi, gli aztechi, i toltechi, gli alieni,  Atlantide, il British Museum, la Hewlett-Packard e la fine del mondo&#8230; gli uni con gli altri?</p>
<p>Stando alla ricerca fatta da <strong>Chris Morton</strong> e <strong>Ceri Louise Thomas</strong>, in qualche modo un legame ce l&#8217;hanno.</p>
<h2>Attenti a quei 13!</h2>
<p>Sono 13, e sono sparsi in tutto il pianeta.</p>
<p>Sono fatti di cristallo e raffigurano dei teschi umani. Alcuni grossolani, alcuni che non sembrano neppure troppo umani, alcuni piccoli, alcuni grandi.</p>
<p>Ma solo uno possiede delle caratteristiche eccezionali: il <strong>teschio di Mitchell-Hedges</strong>.</p>
<p>Il teschio prende il nome dall&#8217;archeologo <strong>Frederick Mitchell-Hedges</strong> — <em>un vero e proprio Indiana Jones dell&#8217;epoca</em> — e da sua figlia Anna, che durante le ricerche e gli scavi in quel di Lubantuun, nel Messico, lo riportò alla luce.</p>
<div id="attachment_270" class="wp-caption alignnone" style="width: 390px"><img class="size-full wp-image-270" title="Anna &amp; Frederick Mitchell-Hedges" src="http://marcotrevisan.it/wp-content/uploads/2009/06/anna_mitchell_hedges_and_her_enigmatic_crystal_skull_1.jpg" alt="Anna &amp; Frederick Mitchell-Hedges" width="380" height="299" /><p class="wp-caption-text">Anna &amp; Frederick Mitchell-Hedges</p></div>
<p>Tra le <strong>caratteristiche principali del teschio</strong> ci sono un <strong>cristallo particolarmente trasparente e puro</strong>, la <strong>mandibola mobile</strong> (non presente negli altri rinvenuti in giro per il mondo) e una <strong>perfetta anatomia</strong> corrispondente al teschio umano.</p>
<p>Ma ciò che è ancora più strabiliante è che i sacerdoti Maya lo dichiarano vecchio di più di <em>100.000 anni</em>!</p>
<p>Non solo, come dichiara la stessa Anna Mitchell-Hedges agli autori del libro:</p>
<blockquote><p>Ci dissero anche che era stato eseguito come copia della testa di un importantissimo sacerdote vissuto molte migliaia di anni prima, che avevano molto amato e di cui volevano conservare per sempre la verità e saggezza. Il vecchio aggiunse che forse si poteva far parlare, ma non sapeva dire come.</p>
</blockquote>
<p>Ma sarà tutto vero?</p>
<p>Inizieremo a scoprirlo dalla prossima puntata&#8230; <img src='http://marcotrevisan.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>2012, il film.</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 16:50:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[2012]]></category>
		<category><![CDATA[21 dicembre 2012]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>

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		<description><![CDATA[Non poteva non mancare il film sulla prossima "fine del mondo" annunciata dai Maya. Ecco il trailer.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fmarcotrevisan.it%2Fcultura%2F2012-il-film%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fmarcotrevisan.it%2Fcultura%2F2012-il-film%2F&amp;source=tweetmeme&amp;style=normal&amp;service_api=R_04214893ff190c60d38b39d314dda301&amp;b=2" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p><a href="/cultura/20-21-dicembre-2012-fine-del-mondo-o-nuova-era/">Dopo aver parlato a lungo della profezia Maya</a> in merito alla presunta fine del mondo annunciata per il 20 dicembre 2012, <strong>non poteva di certo mancare all&#8217;appello il film</strong>&#8230; chiamato con creativa e leggiadra fantasia &#8220;<a href="http://2012-ilfilm.it">2012</a>&#8220;. <img src='http://marcotrevisan.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<div id="video">
<p>Link al <a href="http://www.youtube.com/watch?v=lKbEI8pDz0A">video originale</a>.</p>
</div>
<p>
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// --></script>
</p>
<p>Il film, che vedrà la luce il 13 novembre, ha un cast davvero notevole:</p>
<ul>
<li><a title="John Cusack" href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_Cusack">John Cusack</a>: Jackson Curtis</li>
<li><a title="Amanda Peet" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amanda_Peet">Amanda Peet</a>: Kate, ex moglie di Jackson</li>
<li><a title="Danny Glover" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Danny_Glover">Danny Glover</a>: Presidente degli USA</li>
<li><a title="Thandie Newton" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Thandie_Newton">Thandie Newton</a>: Laura, figlia del Presidente</li>
<li><a title="Oliver Platt" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Oliver_Platt">Oliver Platt</a>: Capo sicurezza della Casa Bianca</li>
<li><a title="Chiwetel Ejiofor" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chiwetel_Ejiofor">Chiwetel Ejiofor</a>: Adrian Helmsley</li>
<li><a title="Woody Harrelson" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Woody_Harrelson">Woody Harrelson</a>: colui che parlerà della profezia, ma sarà preso per matto</li>
<li><a title="Jimi Mistry" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jimi_Mistry">Jimi Mistry</a>: Satnam Tsurutani</li>
<li><a title="Thomas McCarthy" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Thomas_McCarthy">Thomas McCarthy</a>: Gordon</li>
<li><a title="George Segal" href="http://it.wikipedia.org/wiki/George_Segal">George Segal</a>: Tony Delgado</li>
</ul>
<p>Relativamente all&#8217;argomento, invece, sto preparando del nuovo materiale a riguardo. Ci saranno anche i teschi di cristallo. <img src='http://marcotrevisan.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Carnevale di Venezia 2009.</title>
		<link>http://marcotrevisan.it/cultura/carnevale-di-venezia-2009/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Feb 2009 14:04:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[carnevale di venezia 2009]]></category>
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		<category><![CDATA[reportage fotografico]]></category>

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		<description><![CDATA[
			
				
			
		
E&#8217; iniziato da qualche giorno il Carnevale di Venezia, edizione 2009. Con la Vale stiamo facendo un reportage fotografico e con l&#8217;occasione ci sarà il lancio di Venipedia, un progetto da tempo (molti molti molti molti&#8230; aiutatemi a dire &#8220;molti&#8221;&#8230; anni) in cantiere che finalmente vedrà la luce.
Questo post sarà fisso in qui in prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p>E&#8217; iniziato da qualche giorno il <strong>Carnevale di Venezia</strong>, edizione 2009. Con la <a href="http://gallerialeon.com">Vale</a> stiamo facendo un <a href="http://www.flickr.com/photos/bazzmann/sets/72157613891325607/">reportage fotografico</a> e con l&#8217;occasione ci sarà il lancio di <a href="http://venipedia.com/it"><strong>Venipedia</strong></a>, un progetto da tempo (<em>molti molti molti molti&#8230; aiutatemi a dire &#8220;molti&#8221;&#8230; anni</em>) in cantiere che finalmente vedrà la luce.</p>
<p>Questo post sarà fisso in qui in prima pagina per tutta la durata del Carnevale, mentre la galleria fotografica a rotazione qui sotto si aggiornerà man mano che pubblicheremo le nuove foto su Flickr. Quanto a Venipedia, beh, pian piano capirete di che si tratta. <img src='http://marcotrevisan.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong><em>Piccolo aggiornamento</em></strong><em>: l&#8217;australiana (o quel che è) ha beccato anche me&#8230; ci sarà qualche ritardo negli aggiornamenti&#8230; <img src='http://marcotrevisan.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </em></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>
<object width="380" height="380" data="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=67348" type="application/x-shockwave-flash"><param name="flashvars" value="&amp;offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Fbazzmann%2Fsets%2F72157613891325607%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Fbazzmann%2Fsets%2F72157613891325607%2F&amp;set_id=72157613891325607&amp;jump_to=" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=67348" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
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		<title>Ponte di Calatrava: rasentando la follia.</title>
		<link>http://marcotrevisan.it/cultura/ponte-di-calatrava-rasentando-la-follia/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Sep 2008 15:53:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[venezia]]></category>

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		<description><![CDATA[Neanche fosse il Sacro Graal, verrà tenuto d'occhio da 10 vigili al giorno, per la bellezza di 584.000 euro all'anno. Perché non metterlo sotto una teca di vetro?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p>Neanche fosse il Sacro Graal, <a href="http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Venezia&amp;Codice=3916959&amp;Data=2008-9-24&amp;Pagina=1"><strong>il nuovo ponte della Costituzione <del>avrà</del> ha a disposizione ben 10 vigili armati</strong></a> a tenere d&#8217;occhio che il <del>bimbo</del> vecchio — <em>povero piccino</em> — non abbia a che fare con tanti cattivoni che lo imbrattino e/o lo vandalizzino, <a href="http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Venezia&amp;Codice=3918116&amp;Data=2008-9-25&amp;Pagina=3">tanto cade già a pezzi</a>.</p>
<p>Un bel cartello che informa tutti sui divieti da seguire e tante belle indicazioni su come fare in modo che questa bellissima inutilità non venga imbruttita. Proporrei all&#8217;amministrazione comunale di far creare da Calatrava — <em>con cui non ho nulla contro</em> — una bella teca di vetro per riparararlo dai cattivoni.</p>
<p>E gli altri ponti di Venezia: Rialto, Paglia, Guglie, ecc. ecc.?</p>
<p>Machissenefrega&#8230; si aprano in due, li imbrattino, li buttino giù&#8230; tanto noi c&#8217;abbiamo sto bel pontone rosso, checcefrega.</p>
<p>Ma il bello qual&#8217;è? Che tutta questa attenzione, facendo un rapido calcolo, <strong>costerà alla città</strong> <strong>ogni anno</strong> <strong>&#8220;solo&#8221; 584.000 euro</strong>.</p>
<p>No, lo riscrivo a lettere che non ci credo ancora&#8230;</p>
<p>CINQUECENTO OTTANTAQUATTRO MILA</p>
<p>Qui stiamo seriamente rasentando la follia, follia pura e del tutto menefreghista dei problemi — <em>quelli veri</em> — della città.</p>
<h2>Eppur si muove.</h2>
<p>Mi sono tolto lo sfizio e sono salito sul ponte, io e la <a href="http://gallerialeon.com/">Vale</a>. Mi sembrava di essere appena sceso dal ponte votivo del Redentore.</p>
<p>Per chi non l&#8217;avesse mai fatto — quello votivo intendo —, dopo averlo attraversato si ha una sensazione di instabilità, dato che il ponte è fatto da barche e attraversa tutto il canale della Giudecca.</p>
<p>Il ponte ha veramente un&#8217;oscillazione piuttosto sensibile e non fatico ad immaginare che effetto possa produrre sugli anziani, o su chi comunque è più sensibile a questo tipo di effetti &#8220;statici&#8221;.</p>
<p>In più, come se non bastasse, la discesa è paradossale&#8230; si deve giocare a &#8220;indovina dov&#8217;è il prossimo gradino&#8221;.</p>
<p>Cazzo, un bell&#8217;affare sto ponte&#8230; prooooooprio un bell&#8217;affare.</p>
<p>Talmente bello che l&#8217;ho voluto anche immortalare.</p>
<p>Chi mi dice quanti gradini ci sono, vince un viaggio premio sul ponte.</p>
<p><img src="http://www.marcotrevisan.it/files/image/ponte-di-calatrava-002.jpg" alt="" width="375" height="500" /></p>
<h3>Vecchi commenti (inviati sulla vecchia piattaforma):</h3>
<ul>
<li><strong>02.ott.2008 | scritto da: elena</strong><br />
 se hai tutti sti problemi&#8230;&#8230;le vedi le ringhiere?????</li>
<li><strong>07.ott.2008 | scritto da: (m|t)</strong><br />
 elena&#8230; cosa ti sfugge della parola &#8220;gradino&#8221;? <img src='http://marcotrevisan.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </li>
<li><strong>05.dic.2008 | scritto da: Vedro</strong><br />
 Io sono contraria a questo inutile, costoso e problematico ponte e supporto moralmente tutti quelli che su di esso son caduti, ma&#8230;<br />
 (resti tra noi)<br />
 l&#8217;ho attraversato anch&#8217;io&#8230; e non sono mai caduta, mai avuto problemi di gradini e/o di luci&#8230;<br />
 Cos&#8217;è? Sono un maga? Sono super dotata? (Dubito fortemente&#8230;)</li>
<li><strong>18.dic.2008 | scritto da: (m|t)</strong><br />
 @vedro: neanch&#8217;io sono caduto se è per questo, ma nella progettazione di un ponte (come di tante altre cose, web compreso) vanno tenuti in considerazione vari aspetti percettivi, che variano da persona a persona.<br />
 Per esempio, ci sono persone che non hanno la vista completa di senso della profondità, ci sono i daltonici, gli anziani e altre forme, diciamo, semplici di uso &#8220;personale&#8221; dell&#8217;occhio.<br />
 Perciò progettare un ponte che non tenga conto di tutti questi aspetti (che sono conosciuti da decenni), pagato a caro prezzo tra l&#8217;altro, è assurdo.<br />
 E dico assurdo perché siamo sotto Natale. <img src='http://marcotrevisan.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Le origini di Venezia svelate.</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 15:52:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo molti anni la leggenda sulle origini di Venezia è stata confermata e, per molti, svelata.]]></description>
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		</div>
<p>Per anni, se non decenni, molti sono stati gli studiosi intenti a trovare le vere origini di Venezia.</p>
<p>Non da meno per secoli varie genie <a href="http://www.marcotrevisan.it/?I18n=it&amp;way=news&amp;idn=100">hanno tentato di impossessarsi</a> della cosiddetta &#8220;<strong>leggenda di Venezia</strong>&#8220;, ovvero quella storia tramandata fino ad oggi dal giorno della sua fondazione (stiamo parlando del 465 a.C., anno più anno meno).</p>
<p><img src="http://www.marcotrevisan.it/files/image/b_naz_veneto1.jpg" alt="" width="350" height="179" /></p>
<p>Storia che racconta di un manipolo di uomini che con <em>tenacia, determinazione e forza</em> ha dato il via a quella che per secoli sarà una vera città-impero e che oggi è definita a ragione una città unica al mondo.</p>
<p>Ebbene, tagliando la testa al toro, <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_settembre_16/venezia_segreta_7d74d8da-83b1-11dd-8a6a-00144f02aabc.shtml">oggi viene confermata la vera leggenda</a>, quella che vuole <strong>Venezia creata da un gruppo di persone originarie di Altino</strong>, a cui successivamente si aggregheranno anche altre, provenienti da varie parti.</p>
<p>Certo non fa parte di quelle notizie che possono cambiare la vita ai più, ma è senza dubbio uno di quei tasselli storici che vanno a porre una certezza su quelle intuizioni, quegli studi, quelle analisi che molte persone nel tempo hanno fatto.</p>
<p>Per altri — <em>tra cui il sottoscritto</em> —, invece, il cui DNA e sangue <em>istintivamente</em> pulsavano di fronte ad affermazioni sulle origini diverse da quella oggi confermata, può rappresentare una calda carezza all&#8217;orgoglio di appartenere ad una discendenza importante come quella veneziana.</p>
<p>Quello che si può dire &#8220;<em>una questione d&#8217;istinto su un buon sangue che non mente</em>&#8220;.</p>
<p><em>Viva el leòn!</em></p>
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